Amsterdam: capitale di arte e cultura
Amsterdam è una città strana. Una città al contempo crocevia di idee e di mestieri, approdo per pittori, tagliatori di diamanti, birrai, stampatori, mercanti e, ovviamente, marinai. Perché Amsterdam vive in simbiosi con l’acqua, come il soprannome “Venezia del Nord” lascia ben intuire, e lo fa non sempre d’amore e d’accordo. E’ una perenne sfida, quella di Amsterdam con l’acqua e del suo popolo con il mare, una sfida difficile che negli interminabili canali in cui si articola il profilo tanto peculiare di questa capitale, sublima il suo compromesso.

L’Amstelhof, sede dell’Amsterdam Hermitage
Il risultato è geniale, come solo lo spirito di una delle più trasgressive e vitali metropoli europee sa esserlo, ed è qualcosa che può essere descritto come una vera e propria forma d’arte ambientale. Dalle case-palafitte, alle case-battello, ai mercati di fiori galleggianti, alle più moderne architetture della Oostenlijke Havengebied, la zona est del porto: una moderna Venezia che sa di poter contare su una costante evoluzione, in cui all’elemento acqua se ne aggiungono tutti gli altri, possibili e immaginabili.
Sono le forme avveniristiche della Amsterdam che provoca a colpi di architettura e design, quasi sbeffeggiando le vecchie facciate seicentesche del suo centro antico. Pensiamo, ad esempio, ai pannelli di zinco naturale di quella Balena che domina incontrastata sull’isola Sporenburg, e che gli abitanti del posto omaggiano come la “Sfinge”, palesando il carattere alquanto enigmatico della costruzione. L’edificio, ultimato dopo alterne vicende nel 2000, è uno dei due grandi blocchi di case nella nuova zona di Amsterdam: le isole conosciute come le isole KNSM, Borneo e Sporenburg.
Un’urgenza di contemporaneità che manifesta in pieno i desideri di una popolazione composta, per un terzo, da giovanissimi. Ma che non tradisce mai il passato, con quel Secolo d’oro (tra Seicento e Settecento) che ha lasciato in eredità una ricchezza artistica e culturale senza precedenti e che, ancora oggi, non finisce mai di adunare appassionati e cultori davanti a capolavori eterni, come “I Girasoli” di Van Gogh o la “Ronda di Notte” di Rembrant possono lasciarci intuire. E a testimonianza di questa progressiva e mai sterile accumulazione di arte nella capitale olandese, e non solo, l’Holland Art Cities darà per tutto il 2009 grandi spunti sul tema delle “Influenze Internazionali”, non ultimo l’apertura dell’Hermitage di Amsterdam da giugno.

Riflessi di palazzi storici in un canale di Amsterdam
Il centro storico tra i canali
Scoprire Amsterdam da vicino equivale a camminare, e pedalare, molto. Come è noto, le biciclette sono il mezzo di trasporto più utilizzato in città, divenute simbolo di uno stile di vita in grado di conciliarsi con tempi evidentemente più umani di quelli a cui si è (mal) abituati in altre, ben più caotiche, metropoli. Ebbene, Amsterdam è una città a misura d’uomo, e propone tutte le sue attrattive senza tradire mai il senso di questa “misura”. Per entrare nel vivo del cuore storico, bisogna recarsi a piazza Dam, divisa in due dal National Monument, obelisco di pietra alto 22 metri; la piazza è dominata dalla facciata neoclassica del Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), e dalla Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk), oggi sede di mostre e concerti.
Non è difficile scoprire i siti più interessanti di Amsterdam visto che si trovano quasi tutti all’interno della cintura dei canali. Tuttavia, i vari quartieri della città sono molto eterogenei e vale la pena spendere un po’ più di tempo anche per percorsi alternativi che possono dar luce ai molteplici volti della città. Dal famoso “quartiere rosso” (in via di riconversione) o “Rossebuurt” come suona in gergo locale, al non meno vivace De Pijp, altrimenti detto il “quartiere latino” di Amsterdam, dove sono di casa le più disparate culture. Basta girare attorno al mercato Albert Cuypmarkt per imbattersi presto in macellerie marocchine, drogherie turche, bazar orientali e negozi indonesiani e del Suriname, oltre a una miriade di piccoli locali che preparano specialità culinarie di quasi tutto il mondo.
Da quartiere popolare a cittadella bohemienne a centro residenziale a vocazione multirazziale, molto ambito da studenti e artisti, il quartiere De Pijp (termine che indica case strette e profonde) di strada ne ha fatta. Di qui transitarono indistintamente scrittori e intellettuali, prostitute e ballerine di cabaret, ancora prima di stranieri e lavoratori immigrati, dapprima principalmente spagnoli, poi a seguire di altre nazionalità. Ad oggi, è una meta indispensabile se si ha voglia di piatti esotici anche in Europa; qui c’è la possibilità di assaggiare cucine davvero insolite, dalla curda alla cambogiana, dall’assira alla turca.


Frontone di un palazzo e spettacolo di giocolieri nel centro storico
Il quartiere di Jordaan
Stradine colorate e canaletti storici, risalenti al XVII secolo, sono invece la marca estetica di Jordaan, uno dei quartieri più caratteristici di Amsterdam dove la pausa caffè sarà motivata dalla voglia di fermarsi ad osservare un delizioso via vai che si ammucchia in piccoli gruppi attorno a negozietti particolari e boutique alla moda. Fa un certo effetto pensare che da queste parti camminò Rembrandt il quale, dopo il suo fallimento, si era stabilito in una casa sul Rozengracht, insieme al figlio Titus e a Hendrikje Stoffels.
Questo aneddoto la dice lunga sulle sorti del quartiere che, nel Secolo d’oro costituiva la zona occidentale più esterna della cerchia dei canali al di là della roccaforte dell’élite di Amsterdam che abitava in lussuose case lungo l'Herengracht (il canale dei signori), e che divenne nel tempo una sorta di rifugio per stranieri e perseguitati religiosi come gli ugonotti francesi, immigrati e commercianti che qui raggruppavano le attività non ben viste nella cerchia dei canali, come birrerie e concerie. Simbolo del quartiere è la celebre Westertoren, l'ardito campanile della Westerkerk che in realtà si trova giusto al di fuori del confine del quartiere, ma che con i suoi 85 metri è visibile da diversi angoli. Costruita tra il 1620 e il 1631 è uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale olandese.
A Jordaan, inoltre, si può osservare molto da vicino un altro dei tesori nascosti della città: il suo cuore verde dilazionato in tanti, piccoli cortili nascosti tra le case, i caratteristici “Hofjes”. Questi ambienti, pressoché invisibili dalla strada, schiudono insospettabili mondi non appena si varca la soglia di qualche portone. Nascono nel XVII secolo come ospizi destinati a dare alloggio ad anziani poveri, spesso e volentieri da parte di vedove e ricchi cittadini. Le case venivano costruite attorno ad un cortile (“hof”) con al centro una pompa per le varie necessità.

Ponte sui canali
Oggi queste abitazioni private sono visibili al pubblico, e la maggior parte tra i più di 30 esemplari, si trova nel quartiere di Jordan. Uno degli “hofjes” più grandi è il Karthuizerhof o Huisszitten Weduwenhof (Karthuizerstraat 21-131) un ampio cortile datato 1650 che un tempo racchiudeva circa 100 camere, attualmente abitato da giovani. E’ possibile vedere all’interno due pompe con doccioni a forma di delfino e, sulla facciata, i due stemmi della città.
Pagine: Amsterdam, il centro storico | Il quartiere dei musei e i dintorni