Aosta: vestigia romane e castelli
Passeggiando per Aosta
Il capoluogo della valle è una città bomboniera. Piccola, raffinata, ricca di monumenti, di locali in cui sostare e godersi l’atmosfera di una città quasi avulsa dai ritmi contemporanei. Arrivando ad Aosta ci si imbatte subito in un’opera colossale: l’arco onorario dedicato all'imperatore Augusto, un solo fornice a tutto sesto largo quasi 9 metri.

La Porta Praetoria di Aosta
L’arco non è certo l’unico segno della presenza romana tra le più alte vette delle Alpi. Continuando sulla strada principale ecco la Porta praetoria che costituiva l'accesso principale all’antica città di Augusta Praetoria. Dotata di tre aperture (la centrale per i carri e le due laterali per i pedoni) presenta le scanalature entro cui correvano i cancelli che venivano calati di notte. Per apprezzare in pieno la sontuosità del monumento bisogna però fare uno sforzo di immaginazione e “vedere” la porta in tutta la sua sontuosità ponendo mente come il lastricato della via romana fosse ben due metri al di sotto dell’attuale piano di calpestio.
Ogni città romana che si rispetti ha anche luoghi per lo svago. Ed ecco aprirsi il teatro del quale si possono vedere (ammesso che terminino i restauri) le arcate della facciata meridionale, la parte inferiore della cavea e alcune fondamenta. Forse dotato di copertura fissa, risale al I secolo d.C. e doveva contenere circa 4.000 spettatori. Gli amanti delle antichità non si potranno certo far sfuggire il Criptoportico forense (vi si accede dal giardino di piazza Giovanni XXIII). Si tratta di un edificio seminterrato, che delimitava un'area sacra, con volte a botte, finemente intonacato e aperto da bocche di lupo.
Come accennato il capoluogo valligiano è impreziosito anche da alcuni monumenti di carattere religioso. Tra questi spicca la Collegiata di Sant’Orso, un complesso che comprende la Collegiata dei Santi Pietro e Orso, il campanile, la cripta, il chiostro e il priorato rinascimentale. Nata su un complesso paleocristiano, la chiesa attuale è generalmente fatta risalire al Vescovo Anselmo (X-XI secolo), epoca della quale rimangono la cripta e gli affreschi ottoniani. Da non perdere anche gli stalli gotici del coro (XV sec.) e il mosaico (XII sec.). Davvero unico è invece il chiostro (risalente al 1133) con le sue 37 colonne in marmo con i capitelli riccamente istoriati. Di notevole interesse anche la cattedrale di Santa Maria Assunta, in cui sono conservati un crocifisso ligneo del XIV secolo, due ordini di stalli scolpiti, due mosaici del XII e del XIV secolo (sul pavimento) e l’altare maggiore barocco. Nel sottotetto un altro ciclo di affreschi ottoniani.

Il Criptoportico forense di Aosta
Sarriod de la Tour
Ma è ora di tornare ai castelli. E lo facciamo con una delle residenze nobiliari meno conosciute della valle, forse oscurata dalla presenza (bella, ma non visitabile) del più famoso Castello di Saint-Pierre. Posto in un’area pianeggiante, il castello deve la sua attuale forma all’opera di Jean Sarriod (1420). Di questo periodo sono la scala a chiocciola della torre e l’apertura delle finestre crociate. Mentre nel 1478, Antoine Sarriod de la Tour, figlio di Jean, trasformò la cappella, fece dipingere gli affreschi esterni (Crocifissione e San Cristoforo) ed erigere il piccolo campanile. Particolare e molto interessante la cosiddetta “Sala delle Teste”, il cui soffitto è sorretto da 171 mensole scolpite in forme grottesche databili attorno alla metà del Quattrocento.
Gressoney: il castello della regina Margherita
Concludiamo la nostra cavalcata tra i castelli valdostani con il maniero più recente, voluto dalla regina Margherita a Gressoney. Si tratta di Castel Savoia, costruito da Emilio Stramucci tra il 1899 e il 1904. Progettato in stile medioevale, è costituito da un nucleo centrale da cui si staccano cinque torrette cuspidate. La residenza della regina Margherita si articola su vari piani: il pianterreno con i locali da giorno, il piano nobile con gli appartamenti reali e il secondo piano (non visitabile) riservato ai gentiluomini di corte, infine i sotterranei che ospitano le cantine. Purtroppo quasi nulla rimane degli arredi originari, ma ugualmente il castello emana un fascino particolare per le tappezzerie in lino e cotone, le pitture di Carlo Cussetti, i soffitti a cassettoni e alcune fotografie d’epoca. L’esterno è impreziosito da un giardino roccioso ricco di specie botaniche alpine. Davvero notevole la vista sulle montagne circostanti.
Testo di C. Pinotti, foto © 2009 ThreeSixty

Gli interni del castello di Gressoney
Informazioni turistiche
- Turismo Regione Autonoma Valle d'Aosta: www.regione.vda.it/turismo
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