Viaggio ad Arles in Provenza
Città d’arte, di storia e di cultura, due volte millenaria, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, Arles brilla nel territorio nazionale come il comune più grande della Francia. Porta sulla Camargue, la città eredita dal suo glorioso passato due tra le più belle antichità gallo-romane, l’arena e il teatro, nonché due gioielli dell’arte romana protetti dall’Unesco come patrimoni mondiali dell’umanità: il portale e il chiostro della chiesa di St Trophine.

L'anfiteatro romano di Arles
Di tanta romanità eclatante, Arles è testimone con un evento particolare programmato fino a settembre 2010, grazie ad una esposizione ospitata nel Musée de l’Arles antique che ha come pezzo d’onore il busto a grandezza naturale di Giulio Cesare, scoperto nel 2008 nel Rodano. Una scoperta straordinaria questa cui fa da cornice, nell’allestimento museale previsto, l’esposizione di tutta la vita dell’antica città (Arelate) e del suo porto per un periodo che va dal I sec. a.C al IV sec. d.C.
Il richiamo dell’arte ad Arles non può che evocare il nome di un altro protagonista del genius loci locale, Picasso. Evocativa delle sue radici spagnole, la città provenzale ha saputo infondere all’artista alti afflati di ispirazione creativa grazie alle sue arene e corride. L’attaccamento di Picasso alla città è evidente quando egli, da vivo, dona 57 disegni al Musée Réattu. E che dire della Fondazione Van Gogh? Questo tempio dedicato al grande artista, altra “vittima” dell’incanto di Arles dove soggiornò a lungo producendo oltre 200 tele e 100 disegni, ospita la collezione permanente dei lavori eseguiti in suo onore dai più grandi nomi del panorama creativo contemporaneo. Senza dubbio i paesaggi della Provenza e della Camargue con le incredibili sfumature cromatiche della natura furono congeniali all’estro dei grandi artisti che qui, numerosi, transitarono contribuendo nel tempo ad aggiungere tasselli su tasselli al bel mosaico culturale di Arles.
La città romana
Il cuore monumentale della città pulsa con le testimonianze più antiche, le arene e l’anfiteatro costruito nel I secolo. Prima di giungere alla città vecchia di Arles con tutti gli emblemi del suo passato romano, bisogna passeggiare lungo il boulevard del Lices che ha il fascino tipico dei corsi provenzali, poi superare il calmo quartiere che si estende tra rue Porte de Laure e i bastioni; l’imponente sagoma dell’anfiteatro non passerà inosservata, insieme alle colonne del teatro antico. Il Teatro romano fu eretto sotto Augusto intorno al 27-25 a.C. e, rispetto all’anfiteatro, non gode di uno stato di conservazione ottimale. Delle 27 arcate del portico esterno ne rimane solo una fila e le colonne appartenenti al profilo di scena si stagliano immerse nella vegetazione. Sono visibili anche il palcoscenico, il fossato per il sipario, l’orchestra e una parte delle gradinate.

Il Teatro antico
L’Anfiteatro (Arènes) risale con molta probabilità alla fine del I sec. ma fu trasformato in fortezza nel corso del Medioevo. In seguito altre costruzioni e manipolazioni mutilarono la struttura originaria, prima del restauro iniziato nel 1825. Oggi è ben visibile l’ampiezza di questo edificio e la sua imponenza: potevano assistere ai combattimenti dei gladiatori più di 20.000 spettatori. Sempre in tema di antichità, meritano una visita i criptoportici del Forum e gli Aliscampi. I criptoportici (Cryptoportiques) sono una doppia galleria sotterranea a ferro di cavallo risalenti alla fine del I sec. a.C. Gli Aliscampi (Alyscamps) sin dai tempi dei Romani e fino al Medioevo, hanno ospitato una delle più note necropoli d’Occidente.
Monumenti e musei di Arles
Tra i più bei monumenti di Arles, giustamente famoso ed osannato, spicca la Chiesa di St Trophine dedicata al culto di quello che fu probabilmente il primo vescovo di Arles agli inizi del III sec., Saint Trophine. Rimaneggiata nel corso del IX e XII secolo, venne abbellita nel 1190 da un magnifico portale scolpito, capolavoro dell’arte romanica provenzale. La disposizione a cui si ispira questa preziosa opera è quella ad arco di trionfo, modello diffuso in Provenza nel XII secolo. Altra illustre opera contenuta all’interno della chiesa è il chiostro elegante, rifinito e con decorazioni scolpite che lo rendono uno dei più famosi della Provenza.
Sulle rive del Rodano si trova il Musée de l’Arles antique che spicca per la sua audace struttura triangolare ideata da Henri Ciriani. Costruito sui resti del circo romano è la culla dell’arte e della storia cittadina e presenta le collezioni archeologiche del territorio dal neolitico fino alla fine della tarda antichità. Altri due musei meritano menzione, l’Arlaten e il Réattu. Il primo è un museo etnografico provenzale alloggiato nel cinquecentesco hotel de Castellane Laval e creato nel 1896 dal poeta premio Nobel Frédéric Mistral. Contiene una trentina di sale organizzate in base a un tema o uno scenario che devono evocare usi, mestieri e costumi regionali.

Portale di Saint Trophine
In un sito di origine templare (Grande Priorato di Malta), il Museo Réattu contempla cinque sale dedicate al pittore nativo di Arles, Jacques Réattu (1760-1833), altre dedicate a varie sculture contemporanee e dipinti moderni. Importante è la donazione Picasso che raccoglie 57 disegni e una tela eseguiti nel 1971. Completa il patrimonio di questo museo, una notevole collezione di fotografie (più di 4000), esposte a rotazione. Ulteriore accenno spetta alla Fondazione Van Gogh che prese vita nel 1983 con la vocazione di realizzare il desiderio spesso espresso da Vincent Van Gogh durante la sua corrispondenza con il fratello Théo. Vincent avrebbe voluto creare ad Arles una Casa degli Artisti che potesse offrire un’attività culturale permanente.
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