Grecia Archeologica: Atene, l'Acropoli e l'Agorà
La cultura greca è un intreccio complesso. Un sistema di città-stato a propria volta fondatrici di altre città-colonie. Un dedalo di sistemi di governo: tirannia, oligarchia, repubblica. Un intricato crocevia di arte, filosofia, pensiero, libertà e schiavitù, amore e guerra. La Grecia è razionalità e superstizione, terrena carnalità e sublime metafisica. Valori quasi impalpabili, ma fondamentali, ai quali anche le legioni romane si sono inchinate.

Atene: il Partenone sull'Acropoli
Per ritrovare queste sensazioni è sufficiente intraprendere un entusiasmante viaggio archeologico che, in poche centinaia di chilometri, raccoglie il meglio della classicità, un crescendo di emozioni fatto di divinità, eroi, uomini e donne che ancora oggi, a oltre duemila anni di distanza, ci raccontano la loro splendida avventura, nata su un fazzoletto di terra proteso nell'Egeo, le cui acque hanno ingentilito le correnti dell'intero Mediterraneo.
L'Acropoli
Tappa principe di questa nostra ricerca è Atene. Un nome che è storia, filosofia, arte. Atene, oggi è una megalopoli inquinata, soffocata da un traffico rumoroso e irritante, dal quale una benevola mano divina fa emergere alcune delle più grandiose creazioni del passato. Tutti gli occhi guardano in alto. La collina dell'Acropoli è l'apoteosi della bellezza greca di quel V secolo - prima di Cristo, ovviamente - che ancora oggi ci incanta con la sua ricerca della perfezione, con la sua quasi totale assenza di colore, unico, fatale tributo pagato al trascorrere dei secoli. Già, perché questa spettacolare bellezza in candido marmo, al tempo di Pericle e Fidia era invece un tripudio di colore: triglifi, metope, statue variopinte facevano brillare, in mille tonalità, la passione ateniese per l'arte.
Da lontano non se ne percepisce l'immensità, ma appena ci si trova al cospetto dell'Acropoli si viene quasi sopraffatti. Nei pressi dei Propilei, il grandioso ingresso all'intero complesso, ecco una delle più eleganti costruzioni dell'Acropoli, il tempio di Atena Nike (vittoriosa) eretto in piena guerra del Peloponneso. Realizzato in marmo pentelico, presenta quattro raffinate colonne ioniche sul fronte e sul retro dell'edificio. Attore protagonista dell'intera scena è però il capolavoro di Ictino e Callicrate: il Partenone. Quello che vediamo oggi, purtroppo, è quanto rimane dopo le folate della stupidità umana che videro il loro apice nel cannoneggiamento cui l'Acropoli fu sottoposta da parte di un generale veneziano, ennesimo esempio dellla genialità che, da sempre, connota ogni azione militare e godiamoci questo prodigio della scienza architettonica e matematica.

La Loggia delle Cariatidi
Ogni singolo elemento, costruito in proporzione di 9 a 4, contribuisce a creare la ricercata perfezione classica che, per raggiungere l'ideale armonia in un edificio di queste proporzioni sfrutta al meglio anche una serie di correzioni ottiche finalizzate a contrastare le distorsioni prospettiche. Impressionante lo stilobate di 70 per 30 metri, sviluppato in colonne doriche, che al suo interno nascondeva la statua, realizzata dal grande Fidia, della dea protettrice della città: Atena. Una statua di 12 metri, in avorio e oro, di cui oggi rimane solo una mediocre copia in scala ridotta, conservata al Museo Archeologico Nazionale.
Poco distante dal Partenone ecco un altro capolavoro: l'Eretteo che, con la sua inusuale pianta i cui volumi, su piani differenti, rispettano la sacralità del luogo e i dislivelli rocciosi dell'Acropoli, testimonia l'incredibile applicazione dell'arte ionica in una struttura complessa, attenta alla morfologia del terreno e rispettosa della simbologia sacra. Gli occhi vengono attratti dalla loggetta sostenuta dalle Cariatidi (si tratta di copie, le originali si trovano nel museo), ma è l'intero complesso, che la leggenda vuole sorto sul luogo in cui il tridente di Poseidone fece zampillare una sorgente di acqua salmastra, a lasciare senza parole. Il suo significato simbolico, con l'immancabile ulivo, erede di quello donato da Atena, è un intrecciarsi di culti antichi e diversi. Un tour dell'Acropoli non può dirsi completo senza una visita all'omonimo museo che conserva Korai, parti dei fregi del Partenone e degli altri edifici di culto, statue e le quattro cariatidi del portico sud dell'Eretteo.
L'Agorà
Centro sociale, politico e commerciale dell'antica Atene, l'Agorà è il luogo in cui si “esercitava la democrazia”, dove fu condannato Socrate e dove si perpetrava l'ostracismo. A partire dal 600 a.C., quest'area fu abbellita da una ricca serie di monumenti che comprendevano templi, altari, edifici commerciali e di governo, odeon… Oggi, dagli imponenti resti si eleva la ricostruzione della Stoà di Attalo, un raffinato edificio a porticato coperto, che ospita il museo dell'Agorà (monete, giocattoli, sandali, vasi, un orologio idraulico per misurare la lunghezza dei discorsi, statue, regoli e gli ostraca, i famosi cocci sui quali si scriveva il nome del cittadino ateniese che si desiderava mandare in esilio). Tra gli edifici meglio conservati: il possente tempio dorico detto Theséion.

La maschera di Agamennone
Il Museo Archeologico
Un ingresso neoclassico di dubbio gusto introduce alle spettacolari collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Atene. Disposte in ordine cronologico, le sale del museo offrono il più completo panorama della storia dell'arte greca. Un'impressionante corsa che dal periodo neolitico attraversa tutte le espressioni artistiche dell'ellenismo. Innumerevoli i capolavori: gli ori di Micene (coppe, anelli, sigilli, maschere mortuarie) tra i quali spicca la leggendaria Maschera di Agamennone, le meravigliose collezioni ceramiche, quelle scultoree, tra le quali possiamo citare l'Efebo di Anticitera, Afrodite e Pan, l'Efebo di Maratona, il Fantino di Artemisso, Poseidone; e poi ancora gioielli, affreschi (celebri quelli di Thira), armi, anfore e le sculture rinvenute nel Keramicon (il cimitero della città).
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