Autostadt di Wolfsburg e fabbrica trasparente di Dresda
Wolfsburg: Autostatd, il parco a tema Volkswagen
La prossima tappa conduce nel cuore dei classici dell’automobile di tutti i tempi, e si presenta programmaticamente già nel nome: Autostadt, ovvero città dell’automobile. Si trova a Wolfsburg in Bassa Sassonia, adiacente allo stabilimento della Volkswagen, collocato in un grande parco di 25 ettari con bacini d’acqua ed è il museo dell’auto più visitato al mondo.

Si presenta come un vero e proprio parco tematico dedicato all’esperienza della mobilità sulle quattro ruote, composto da sette padiglioni accolti in un’area di 250.000 metri quadrati che è già di per sé un’attrazione. Qui si trovano esposte le marche del gruppo Volkswagen tra cui Audi, Lamborghini, Skoda, Bentley, Bugatti, ma non solo. Tra le aree più interessanti del parco, spicca la ZeitHaus (casa del tempo), ovvero il museo dedicato alla storia dell’auto, dove trovano posto quattro livelli espositivi e oltre 100 esemplari di auto nel loro stato originale, restaurati con cura o fedelmente ricostruiti.
Si possono ammirare anche collezioni plurimarca di vere e proprie pietre miliari della storia dell’automobilismo, visto l’intento originario dell’Autostadt di racchiudere in un’unica struttura le creazioni più importanti e le testimonianze di chi ha scritto le pagine di questa storia. Gli appassionati d’auto storiche e moderne hanno quest’anno un’opportunità in più per visionare in modo ravvicinato alcuni gioielli del lontano e recente passato. La ZeitHaus infatti celebra il 125 anniversario della nascita dell’automobile con l’esposizione “Design ICONS” dedicata ai modelli che sono diventati punti di riferimento dello stile e del design automobilistico.

Tra i pezzi forti del museo e autentiche rarità sono da segnalare l’antesignano dell’automobile, il tre ruote a motore inventato da Karl Benz nel 1886, la prima Voiturette A Laurin & Klement del 1899, una Rolls Royce Silver Ghost dei primi del ‘900, la Bugatti 57 SC Atlantic, il prototipo del Maggiolino progettato da Ferdinand Porsche, una Bentley del 1935 con carrozzeria aerodinamica, l’Auto Union Grand Prix C (la freccia d’argento plurivittoriosa nelle competizioni della stagione 1936), una delle prime Porsche 356, il pulmino Volkswagen (Bulli) icona hippy degli anni ‘60, la leggendaria Lamborghini Miura, e poi ancora Horch, Wanderer, DKW, NSU Cadillac, Audi. Molte auto d’epoca ospitate nel museo, inoltre, non sono solo oggetti da esposizione ma vengono utilizzate regolarmente in occasione di manifestazioni speciali, dai rally ai raduni indetti dalle riviste specializzate.
Sempre a Wolfsburg, proprio di fronte al bacino d’acqua che delimita l’Autostadt, si trova anche il nuovo museo scientifico Phaeno. Il modernissimo polo espositivo, disegnato dall’archistar Zaha Hadid, merita una visita per l’approccio didattico e interattivo ai fenomeni naturali e scientifici che si possono osservare e sperimentare dal vivo.
Dresda: la fabbrica trasparente Volkswagen
Per rimanere in tema di Volkswagen, un’altra attrazione aperta al pubblico è la spettacolare “Fabbrica trasparente” di Dresda (Automobilmanufaktur Dresden GmbH) in Sassonia dove dal 2001 viene prodotta la berlina di alta gamma Phaeton. Una vera e propria opera d’arte al posto del classico stabilimento: è questa la fabbrica dove oggi i visitatori possono seguire dal vivo i singoli passaggi della costruzione di una nuova vettura. Dal punto di vista architettonico l’elemento più sensazionale è la torre circolare di vetro che si innalza per 40 metri e che ospita fino a 280 macchine pronte per la consegna. Il vetro è il materiale predominante anche negli interni dove grandi superfici restituiscono un’atmosfera luminosa e rilassata.

La visita per gli esterni inizia in un forum esteso su due piani dell’edificio dove videoterminali interattivi forniscono informazioni sui singoli passaggi per assemblare la Phaeton. La fabbrica si trova a soli 20 minuti a piedi dal famoso complesso barocco dello Zwinger ed è divenuta, nel giro di pochi anni, un nuovo emblema della città sulle sponde del fiume Elba.
A cura della redazione
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