Baja California, penisola per viaggiatori
La penisola della Baja California è una sottile striscia di terra, che scivola parallela alla costa messicana. Le due estremità della penisola, Tijuana e Cabo San Lucas, sono collegate dalla Carretera Transpeninsular, che corre tra deserti assolati, spiagge bianchissime, antiche missioni e spettacolari riserve naturalistiche. Area tra le più aride del pianeta, presenta paesaggi insoliti, dove le sfumature del mare contrastano con il deserto e con dirupate catene di monti, punteggiate da cactus.

Lungo i quasi 2000 chilometri della Carretera Transpeninsular gli spunti di viaggio sono tanti e ampiamente diversificati per interesse storico, paesaggistico, naturalistico e anche per il puro piacere di guida. Vi segnaliamo alcuni aspetti che, a nostro modo di vedere, devono far parte del bagaglio di esperienze di chi transita per la Bassa California. Il percorso dettagliato è descritto nel paragrafo “Itinerario tappa per tappa”.
Tijuana, il sogno americano e la costa
Metropoli sul confine con gli Stati Uniti, a pochi chilometri da San Diego, Tijuana è un porto franco (esente da imposte) frequentatissimo dagli americani, che scendono a queste latitudini per divertirsi a suon di dollari. Allo stesso tempo, rappresenta la porta di ingresso di un sogno - quello americano, inteso nell’accezione di “statunitense” – per una moltitudine di messicani e latinoamericani in genere, che, proprio partendo da questa città, cercano di emigrare negli USA. Le sue vie, di conseguenza, raccolgono e raccontano questo contrasto assoluto. Tijuana, comunque, per la presenza dello scalo aeroportuale e per le ottime possibilità di noleggio auto, resta la città ideale per iniziare un viaggio attraverso la natura e la storia della Bassa California.
Lasciate le attrattive e i locali “tipicamente” messicani di Tijuana, si apre una strada che si snoda su una magnifica scogliera a picco sull’oceano, tra dirupi, spiagge (su tutte quella di Rosarito) e quelle onde celebrate dal film “Un mercoledì da leoni”. Tutto questo fino a Ensenada, porto peschereccio, prologo per le scogliere di Punta Banda e la spettacolare Bufadora, un’insenatura naturale in cui si insinuano le acque del mare, per poi fuoriuscirne con spruzzi che ricordano le esplosioni di un geyser. Decisamente più a sud un altro spettacolo naturale legato al mare: Cabo San Quintin, da cui si può assistere a spettacolari tramonti, oppure sbizzarrirsi tra le sue spiagge alla ricerca di conchiglie.

I deserti fino a Guerrero Negro
Famoso per le sue cime di granito immerse in boschi di conifere, tra cui spicca il Pico del Diablo, è il Parque Nacional Sierra San Pedro Martir, preludio, ad una vasta e bellissima area desertica, il Parque National del Desierto Central. Un’esplosione di colori, di silenzio assoluto, di cactus che si ergono maestosi sino a 10 metri di altezza. Attraversare il deserto è, infatti, un’esperienza sempre difficile da descrivere, è un viaggio al di fuori degli schemi, a contatto con una natura spietata e affascinante nella quale si muovono, silenziosi e quasi invisibili, serpenti, coyote e una moltitudine di piccoli animali, sovrastati da falchi e avvoltoi.
l paesaggio lunare delle saline a evaporazione solare caratterizza il paesaggio nei dintorni di Guerrero Negro. Colori abbacinanti che dominano l’orizzonte per chilometri, degno antipasto alla Laguna Ojo de Liebre, fiancheggiata da dune di fine sabbia bianca, e della splendida e isolata Bahia de Los Angeles, con l'Isola Angel de la Guarda a colmare l'orizzonte del Mare di Cortes. Acque baciate dalla natura, in cui vivono oltre 800 differenti specie di pesci, delfini, rari cetacei e dove, durante la bella stagione, arrivano le tartarughe per la deposizione delle uova.
Le balene
Nella Laguna Ojo de Liebre e nella Laguna de San Ignacio – parte della Riserva naturale del Vizcaino - oppure più a sud nella Bahia Magdalena, si può assistere a un evento meraviglioso: il passaggio delle balene grigie. Ogni anno, tra fine dicembre e marzo, le balene lasciano le fredde acque dello stretto di Bering, per stabilirsi nell'oceano Pacifico, dove, in acque poco profonde, temperate e ricche di plancton, vivono la stagione degli amori e si riproducono.
Lo spettacolo è di quelli che lasciano senza fiato. Questi enormi, e al contempo delicati mammiferi marini, che possono raggiungere i 14 metri di lunghezza e le 45 tonnellate di peso, dopo un viaggio di oltre 9.000 chilometri, con sbuffi, colpi di coda e tuffi, affascinano un numero sempre crescente di uomini, finalmente armati solo di macchine fotografiche. Oltre alle balene grigie, in queste aree protette, trovano rifugio anche le rare balenottere azzurre, balene pinnate e tropicali, otarie, foche, elefanti marini e tartarughe.
Testo a cura della redazione, foto di Sandra Sabattini e Paolo Palmieri

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