Barry Lyndon

Recensire questo film significa analizzare uno dei classici del cinema moderno. Vincitore infatti di 4 premi oscar (scenografia, fotografia, costumi e colonna sonora non originale), Barry Lyndon (1975) si distingue, nella memorabile filmografia del regista Stanley Kubrick (1928-1999), come uno dei suoi più grandi successi, soprattutto di critica, e come uno dei suoi più grandi sforzi produttivi. Il film e’ disponibile, restaurato digitalmente in Dvd, nella preziosa collana “Stanley Kubrick Collection”, con l’unico neo della mancanza di veri e propri contenuti speciali.

Trama del film

Copertina DvdRedmond Barry è, all’inizio, soltanto un ragazzo irlandese del Settecento, figlio di una famiglia decaduta della povera Irlanda, che si innamora della cugina Nora. Ben presto, accortosi dell’atteggiamento libertino dell’amata, si scontra con uno dei suoi pretendenti, il capitano Quinn, di nobile famiglia. Nel duello che ne consegue Redmond crede di uccidere il pavido capitano; in realtà non sa che il combattimento è una messinscena costruita ad arte dalla famiglia per costringerlo a partire. Sì, partire…

Ed è così che il viaggio comincia e Redmond Barry parte all’avventura. Il nostro “eroe” verrà dapprima derubato, poi si arruolerà nell’esercito inglese per partecipare alla guerra dei Sette anni, diverrà disertore e si arruolerà nuovamente, questa volta costretto, nell’esercito “amico” prussiano. Successivamente sarà spia per conto del capitano prussiano Potzdorf e, in seguito baro alle disposizioni del dissoluto Mon Chevalier de Balibari.

Infine sposerà Lady Lyndon, ricca donna borghese, dalla quale avrà un figlio. Al fianco della donna Redmond si convincerà di vedere realizzati i suoi sogni di ricchezza e soprattutto di raggiungimento del tanto agognato titolo nobiliare.

Recensione

Da un punto di vista prettamente diegetico il film si dispiega come un racconto di viaggi, di avventure militari, di scalate sociali, narrate in modo piacevole e distensivo, all’interno di un secolo altrettanto interessante come il Settecento. Chi si imbatte in questo film, infatti, non deve lasciarsi ingannare dalla durata (circa 3 ore!), poiché la pellicola intrattiene lo spettatore dall’inizio alla fine “prendendolo per mano e portandolo a destinazione”.

In seconda analisi è importante notare come l’utilizzo della voce-off del narratore renda il film un’instabile formazione di compromesso fra ironia e malinconia, fra sublime e grottesco, riscontrabili nel nostro antieroe e nelle sue peripezie. La voce-off, infatti, non lesina commenti satirici e punzecchiature beffarde a Barry o al secolo dei lumi.

In un certo senso ci estrania dal racconto vero e proprio, non viaggia di pari passo con le immagini, o forse è meglio affermare che e’ la voce del narratore ad indicarci la strada da seguire, o se vogliamo, la chiave di lettura del film. Tra l’altro l’utilizzo della voce-over è ricorrente nel cinema di Kubrick, ed ha, come abbiamo visto, una funzione diversa rispetto a quella tradizionale del cinema americano classico; e’ collegata soprattutto al rapporto fra cinema e letteratura, che per Kubrick riveste un aspetto privilegiato: tutti i suoi film sono rielaborazioni di opere letterarie (Barry Lyndon, per esempio, e’ tratto dal romanzo di William M.Thackeray).

Ma l’aspetto fondamentale del film rimane l’assoluto impatto plastico-figurativo. Ogni immagine, ogni piano-sequenza, ogni utilizzo tecnico della macchina da presa (zoom all’indietro e carrellata, soprattutto) sembrano rimandare a dei quadri fiamminghi del ‘600 o inglesi del ‘700 (Blake e Constable), o a dei “tableau vivant”.

In questo senso Kubrick mette sempre a dura prova gli occhi, li“costringe” a riflessioni sullo sguardo, sull’osservazione; tiene gli spettatori in bilico tra il realismo, cioè la storia raccontata, e le modalità del racconto, utilizzando genialmente i mezzi della rappresentazione (carrellate,sguardi in macchina, etc.).
Sostanzialmente il cinema di Kubrick si e’ sempre mosso fra queste due istanze: una narrativa tradizionale (raggiungendo cosi il grande pubblico), e una d’avanguardia, sperimentale (modalità di ripresa). Gli esempi sono tanti, uno su tutti: Rapina a mano armata (The Killing) del 1955.

Luca Corini - FilmKamera