ll museo Bmw, museo August Horch e Audi Forum

Monaco di Baviera: il Museo Bmw e il Bmw Welt

L’immersione nel mondo di un altro celebre marchio automobilistico tedesco è possibile a Monaco di Baviera dove sorgono il Museo Bmw e il Bmw Welt. Entrambi gli spazi si trovano proprio a fianco del grattacielo dirigenziale e degli stabilimenti produttivi BMW, non lontani dallo stadio e dal parco olimpico, sedi dei giochi del 1972. Il museo ripercorre i 90 anni di storia dell’azienda mediate appositi blocchi tematici, in tutto sette.

Monaco, il museo Bmw

Il primo impatto visivo si ha subito con l’attrazione architettonica dell’impianto esterno del museo il cui edificio circolare risalente al 1973, detto “Schussel” che vuol dire insalatiera, è posto sotto tutela monumentale. Dopo i lavori di rinnovamento completati nel 2008, le nuove sale tematiche che accolgono i visitatori introducono in un mondo dove al mito dei motori si affianca il gusto del design. Così, ad esempio, nell’“Atelier” è rappresentato il processo di design nella creazione delle auto e la “Schatzkammer” custodisce una selezione delle più significative pietre miliari nel settore del design.

Altri blocchi tematici sono la “Haus der Technik” improntata sull’efficienza delle tecnologie BMW, la “Haus der Motorsports” dove vengono presentati i grandi successi del produttore come la vittoria della BMW 328 e tutta la storia delle competizioni delle moto e delle auto da rally. Di sala in sala è possibile imbattersi in modelli speciali come le BMW Art Cars dei famosi artisti degli anni Quaranta insieme a quelli che hanno calcato i set cinematografici di Hollywood, per un totale di oltre 400 tra auto, moto e motori testimoni della storia produttiva del marchio fino ad oggi.

L’altro luogo simbolo della BMW a Monaco è il BMW Welt (Mondo BMW) che ha aperto le sue porte nel 2007 di fronte al museo, proprio nel luogo dove, agli inizi del XX secolo, fondarono le loro aziende Gustav Otto e Karl Rapp, dalle quali nacque nel 1917 la “Bayerische Motoren Werke” conosciuta oggi a livello mondiale come BMW AG. Più che un museo, il BMW Welt è un laboratorio sempre attivo che vuole consegnare ai visitatori – appassionati e possibili clienti – stimoli sensoriali a tutto tondo legati alle prestazioni dei veicoli del marchio.

Monaco, il Bmw Welt

Il complesso degli edifici è già spettacolare all’esterno: dalla struttura si eleva, infatti, il marcato doppio cono in vetro e acciaio che pare tendere verso l’alto. Da qui si estende un tetto di nuvole che dà l’idea di fluttuare nonostante la dimensione di 16.000 metri quadrati. Tra i vari ambienti polifunzionali dell’interno, si trova anche un Junior Campus dedicato ai visitatori dai sette ai tredici anni con l’obiettivo di trasmettere nozioni tecniche e curiosità anche ai giovanissimi.

Zwickau. Il museo August Horch

Un altro pioniere del mondo automobilistico tedesco è August Horch, personaggio cruciale per la storia dell’industria Audi (il cui nome è la traduzione latina del suo cognome “Horch” che in tedesco vuol dire “ascolta”). Nato nel 1868 a Winningen, vicino a Coblenza, lavorò come ingegnere meccanico per Carl Benz a Mannheim prima di fondare l’azienda automobilistica dove oggi sorge il museo che porta il suo nome, a Zwickau in Sassonia. Il Museo August Horch si distingue in quanto è il solo museo tecnico ad avere sede in quello che originariamente era il sito produttivo. Su una superficie espositiva di 3000 metri quadrati si possono ripercorrere le tappe dell’invenzione del marchio dall’esordio come Horch per arrivare ad Audi, Auto Union e Trabant. Sono visibili circa 70 grandi veicoli storici tra cui spiccano la Phaeton del 1911 e l’allora sensazionale utilitaria DKW F1 con la prima trazione anteriore di serie.

La storia delle mitiche Trabant, in particolare, è ricca di fascino. Un tempo macchina del popolo la “Trabi” è ora un veicolo cult simbolo di un’era ben precisa, quella delle due Germanie. Nel 1954 il gabinetto della RDT (Repubblica Democratica Tedesca), denominazione ufficiale della Germania dell’Est, decise di far sviluppare un’auto di piccole dimensioni che non pesasse più di 600 chili, che consumasse solo cinque litri e mezzo di benzina ogni 100 chilometri e non costasse più di 4000 marchi. Fu così che nacque la P50, primo modello di Trabant realizzato dalla VEB Sachsenring Automobilwerk Zwickau. Il nome vuol dire pressappoco “compagno” e voleva essere un omaggio al satellite russo Sputnik lanciato nello spazio nel 1957.

Zwickau, museuo August Horch

Dal 1991 con la riunificazione è stata sospesa la produzione delle Trabant e tuttavia in Germania risultano ancora immatricolati circa 52.000 di questi modelli divenuti veri e propri oggetti di culto per collezionisti ed appassionati che si ritrovano proprio a Zwickau in Platz der Völkerfreundschaft (Piazza dell'Amicizia tra i Popoli) per il loro raduno annuale (quest’anno il weekend della manifestazione cade dal 24 al 26 giugno). Tutt’ora ci sono società che offrono tour in Trabant attraverso la città di Berlino e i suoi dintorni

Ingolstadt: l’Audi Forum e il museum mobile

Con la prossima tappa del nostro viaggio nella memoria e nel futuro della tecnologia applicata alle quattro ruote torniamo in Baviera nella sede principale dell’Audi a Ingolstadt. E’ qui, fuori dei cancelli dello stabilimento, che ha sede infatti l’Audi Forum, un complesso di 77.000 metri quadri inaugurato nel dicembre 2002 che, oltre ad ospitare eventi, concerti e rassegne, ingloba diverse strutture architettoniche tra le quali il Centro clienti a forma di hangar e il cilindrico museum mobile che ripercorre la storia del marchi Audi, DKW, Wanderer e NSU  con oltre 50 vetture e 40 tra motociclette e bici. Organizzato su quattro piani, di cui uno dedicato alle esibizioni temporanee, colpisce l’attenzione anche per la presenza del montacarichi a ciclo continuo che espone 14 vetture tra le quali alcune che hanno segnato i maggiori successi del reparto corse Audi Motorsport.

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