Il Cantal
I villaggi del Cantal, tra sapori AOP e opere d’arte
Villaggi caratteristici e fattorie di montagna (i cosiddetti “burons”) definiscono il paesaggio, sempre prodigo di natura, del Cantal, il dipartimento dominato dall’omonimo massiccio e dal più grande vulcano spento d’Europa, il Puy Mary. L’origine vulcanica del territorio è complice, ancora una volta, di disegni del tutto particolari che rendono l’ambiente che si attraversa particolarmente suggestivo, quasi fuori dal mondo. La massa di montagne che ha come epicentro il Puy Mary, infatti, dopo essere stata livellata dall’erosione glaciale, forma oggi un insieme di altopiani che scendono in leggera pendenza e inframmezzati da valli verdeggianti.

Castello di Anjony nel Cantal
Un ambiente del genere, che continua ad attirare geologi da tutto il mondo, non può che richiamare missioni di tutela a salvaguardia della sua eccezionalità ed infatti il sito del Puy Mary è oggetto di un “programma Natura 2000” che intende favorire la gestione consapevole di un luogo che è anche meta turistica, al fine di preservare la conservazione della biodiversità e delle tantissime specie animali e vegetali che qui hanno il loro habitat. Il sito è dominato dall’emblematica piramide del Puy Mary (1787 metri), divenuta simbolo per antonomasia del Cantal.
Insieme ai vulcani, accompagnano il tragitto dei viaggiatori nel dipartimento sud-occidentale dell’Alvernia, fiumi, laghi di origine vulcanica, boschi, verdi pascoli punteggiati da placide mandrie di bovini e villaggi montani dove fare subito la conoscenza di alcuni dei prodotti principe non solo del Cantal ma di tutta la regione, i formaggi AOP. In particolare, sono cinque i formaggi AOP che si possono, tra l’altro, degustare tutti percorrendo l’apposita Route des Fromages (Strada dei formaggi AOP d’Alvernia): il Cantal e il Salers prodotti sulle alte montagne e i contrafforti del Cantal, il Saint-Nectaire nelle montagne del Dome, il Bleu d’Auvergne nel cuore del Massiccio Centrale, la Fourme d’Ambert nel Livradois-Forez.
Nel caso del Cantal, viene utilizzato latte crudo o pastorizzato di vacca, a freddo e presenta la caratteristica forma di cilindro alto (in francese “fourme”). Legata a questa produzione così tipica del territorio è la presenza dei numerosi “burons”, le piccole fattorie di montagna che prolificano nel Cantal. Costruite con muri di pietra vulcanica a secco o in muratura e tetti ricoperti in ardesia, questi rifugi artigianali corrispondono più o meno alle malghe o baite alpine che servivano ad ospitare gli allevatori durante gli alpeggi estivi del bestiame. Oggi queste semplici dimore sono state in parte convertite all’accoglienza turistica “rurale” in strutture fortemente tipiche e legate al territorio come Chambres d’hotes, Auberge e locande.

Salers, Piazza Tyssandier d’Escous
Salers
Salers è uno dei paesi in quota del Cantal che vale la pena visitare. Rientra nel circuito dei più bei villaggi di Francia e si trova a mille metri sopra il livello del mare. Sono le tracce lasciate intatte dalla storia a rendere questo borgo medievale un gioiello artistico degno di nota. Ben 22 dei suoi tanti edifici prestigiosi sono dichiarati monumenti nazionali, merito anche del suo passato che la vide sede, nel 1550 e per oltre due secoli, dell’amministrazione giudiziaria delle alte montagne alverniati, per ordine del re Enrico II.
La presenza della corte reale diede a Salers una prosperità tutt’ora percepibile nelle testimonianze che la rivestono di eleganza e monumentalità: i bastioni, le case rinascimentali, i palazzi del XVI secolo costruiti in pietra lavica, finestre bifore, torrette e campanili, tutto contribuisce ad arricchire il bel mosaico artistico del borgo. Tra le case storiche, spiccano La Ronade, Flageac, Bargues Bertrandy con le loro splendide facciate, le porte riccamente decorate e i cortili interni, mentre la chiesa romanica di San Matteo espone importanti arazzi di Aubusson. Il nome di Salers è legato anche a quello dell’omonimo formaggio AOP e di un aperitivo a base di genziana che conviene provare.
Tournemire
Pochi chilometri a sud di Salers si incontra un’altra oasi di pace del Cantal, il romantico villaggio di Tournemire dalla tipica architettura cantaliana con case dai tetti in ardesia. La località è famosa per il suo Castello, il cinquecentesco Chateau d’Anjony. Questa fortezza è fortemente scenografica, composta da quattro alte torri perfettamente conservate che dominano la valle della Doire ed è considerata uno dei più bei esempi d’architettura militare dell’Alta Alvernia del XV secolo. Al suo interno si possono ammirare mobili di diverse epoche, stanze decorate e un gruppo di affreschi del XVI secolo. Se non sì è riusciti ad assaporare la genziana a Salers, la prossima tappa può porre rimedio.
Riom-ès-Montagnes
Quando si arriva a Riom-ès-Montagnes, infatti, si mette piede nel luogo di produzione (fin dal 1929) del liquore Aveze, ricavato appunto dalla lavorazione e macerazione della radice di questa pianta che fiorisce naturalmente sui versanti dei monti del Cantal. La genziana viene raccolta rigorosamente a mano nell’area protetta del parco regionale. Per avere un’idea più precisa del mestiere, della sapienza, del gusto e della passione che c’è dietro alla produzione dell’Aveze, si può prendere parte ad una visita guidata presso lo Spazio Aveze – Maison de la Gentiane dove viene illustrata la storia del prodotto e i segreti della sua lavorazione artigianale con la possibilità, naturalmente, di degustarne l’essenza e di fare acquisti direttamente in loco. Un altro tipico villaggio cantaliano è Apchon, un luogo davvero ameno ancora non scoperto dal turismo di massa e popolato da poco più di 200 abitanti. Vi si trovano le rovine di un antico castello, una bella chiesa (Saint-Blaise) e le immancabili case dal tetto in ardesia.

Scorcio di Salers
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