I Palazzi Reali della Castiglia

L'Escorial

Eccola di nuovo, la Monarchia. Eccolo il sogno di un re strano, potentissimo, paladino della fede contro l'eresia, vissuto all'ombra del gigante del Cinquecento, quel Carlo V (Carlo I per la successione monarchica spagnola) sul cui regno non tramontava mai il sole. Un padre certamente ingombrante, una stella di prima grandezza che ha trasformato Filippo II, il re dell'invincibile armata, in un uomo introverso nella sua fede assoluta, in una cristianità in bilico tra misticismo e onnipotenza che ha partorito il palazzo-monastero di El Escorial.

Facciata dell'Escorial

Dominante una piccola cittadina dell'entroterra madrileno, San Lorenzo de El Escorial è un complesso di poderosa austerità, in parte mausoleo, in parte palazzo e in parte luogo di contemplazione. L'edifico è un immenso corpo di fabbrica in granito. Di forma rettangolare, ogni vertice è scandito da un torrione a protezione della centrale chiesa a croce greca. La sua imponenza architettonica è comprensibile solo attraverso i numeri: oltre duemila stanze si aprono su sedici cortili e quindici chiostri, e poi fontane, scaloni e un incredibile numero di finestre. Da non perdere gli austeri Appartamenti Reali, il Pantheon dove trovano sepoltura gran parte dei reali di Spagna, le Sale capitolari, la Biblioteca e i musei (Museo de Pintura, Museo de Arquitectura) e la Basilica.

La Granja

I tempi cambiano, mutano i gusti e la tempra dei re. E così, a pochi chilometri di distanza dal capolavoro mistico di Filippo II, un altro Filippo, il quinto re di Spagna con questo nome, nei primi decenni del Settecento dà il via alla piccola Versailles iberica: La Granja.

La Granja

Nipote di Luigi XIV, Filippo crea una reggia d'alta quota (siamo ai piedi del Pico de Peñalara) a imitazione della splendida reggia del Re Sole. Il palazzo, bello nella sua eleganza architettonica, ma distante dal palpito emotivo dell'Escorial, si fa apprezzare specialmente per gli splendidi giardini che lo circondano, ricchi di spettacolari fontane.

Aranujez

L'altopiano, mollemente inciso dal fluire del Tago, offre un'ultima sorpresa: il Palacio Real de Aranujez, fatto costruire da Filippo II dai medesimi architetti artefici de El Escorial. Ampliato nel XVIII secolo, rimaneggiamenti che non ne hanno completamente modificato l'aspetto originario, si caratterizza per una facciata classicheggiante e due ali che ne abbracciano la piazza.

L'interno è un'esplosione di sale barocche e di arredi sette-ottocenteschi. Aranujez merita una visita in special modo per i suoi tre splendidi giardini: il Parterre, alla francese con fontane e una ricca varietà floreale; il Jardin de la Isla, dove statue e fontane ammiccano tra alberi d'alto fusto di provenienza americana; infine il Jardin del Principe, che seguendo la riva del Tago, ospita la Casa de los Marinos (dove sono custodite le imbarcazioni reali), il Padiglione cinese, un piccolo tempio greco e la neoclassica Real Casa del Labrador (lavoratore), con splendidi soffitti affrescati, oltre a collezioni di mobili, porcellane, orologi e candelabri.

Giardini di Aranujez

Chincon

La nostra visita di questo scorcio di Castiglia punteggiato dai palazzi della casa reale di Spagna, termina a Chinchon, forse la città più pittoresca dell'intera provincia madrilena. Qui non c'è nulla di reale e anche le bellezze artistiche della cittadina (i ruderi del castello e la chiesa cinquecentesca) sono adombrati dall'originalità della sua Plaza Mayor. Uno spazio irregolare circondato da case a due piani caratterizzate da un susseguirsi di arcatelle in legno, che creano una sorta di anfiteatro, ideale per lo svolgimento della più controversa e affascinante tradizione spagnola: la corrida.

Testo di C. Pinotti, foto di A. Fanzini

Chinchon: Plaza Mayor

Informazioni turistiche

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