Il Chiapas: Palenque e San Cristobal de las Casas
Visitare il Chiapas vuol dire entrare nel profondo sud del Messico, una regione difficile dal punto di vista sociale e politico, dove le rivolte zapatiste, della metà degli anni Novanta, a favore delle popolazioni indigene, benché abbiano incontrato numerose simpatie terzomondiste all'estero, non hanno ancora trovato una consolidata soluzione politica interna. Un’area dove la bellezza coloniale di San Cristobal de las Casas contrasta con una natura fatta di montagne, di giungla, di una vegetazione che nasconde siti archeologici di struggente bellezza, o regala scorci naturalistici che tolgono il fiato.

Palenque
Il sito archeologico di Palenque è l’essenza stessa del Chiapas. La sua maestosità architettonica, il cui apogeo è databile tra il 600 e l’800 d.C., riemerge da una foresta selvaggia e primitiva che aggiunge ulteriore fascino e mistero alla solennità delle costruzioni Maya. Ma benché la vegetazione del Chiapas svolga un ruolo determinante, Palenque gode di uno splendido stato di conservazione e i suoi quasi cinquecento edifici offrono uno spettacolo che non è azzardato definire eccezionale. Scegliere in tanta magnificenza non è agevole, comunque sono assolutamente da non perdere il Tempio de las Inscripciones, El Palacio e il Grupo de la Cruz, oltre il museo del sito.
Il più grande e imponente edificio di Palenque è il Tempio delle Iscrizioni, una piramide a 8 piani di oltre 25 metri di altezza che custodisce la cripta funeraria di Pakal (il cui scheletro, adorno di gioielli, riposa ora a Città del Messico), il re dal piede deforme, costruttore di molti degli edifici cittadini. Le numerosissime iscrizioni che adornano le pareti del tempio che sovrasta la piramide, narrano la storia di Palenque e del tempio stesso. Nel cuore della piramide, la tomba di Pakal è un’ampia stanza dalle pareti decorate a stucco. Il coperchio del sarcofago raffigura, in un bellissimo bassorilievo, la resurrezione del re. L’intero edificio, di per sé eccezionalmente spettacolare, acquista ulteriore fascino se si riesce ad immaginarlo nei suoi originari e brillanti colori, tra i quali spiccava un rosso vivo.

Un dedalo di corridoi, stanze e cortili caratterizzano il Palazzo, la residenza della famiglia reale e della sua corte. Mentre il cosiddetto Gruppo della Croce è formato da quattro templi che onorano il figlio di Pakal, Chan-Balum: il Tempio del Sol ne commemora, attraverso le sue incisioni, la nascita e l’incoronazione, mentre anche il Tempio de la Cruz, il più grande dell’intero gruppo, e il Tempio XIV al loro interno presentano interessanti iscrizioni, infine il Tempio de la Cruz Foliada mette in evidenza le foglie di mais, una delle piante più importanti per l’alimentazione dei Maya. Infine merita una visita il museo del sito archeologico che, oltre ad esporre numerosi dei ritrovamenti della città, offre un’interpretazione approfondita della storia di Palenque.
Le cascate nella giungla
La Carretera Federal 199 che da Palenque raggiunge San Cristobal de las Casas, per quanto lunga e faticosa, offre l’opportunità di conoscere le bellezze naturalistiche del Chiapas. Ad Agua Azul, il rio Usumancita regala, infatti, uno spettacolo straordinario: decine di cascatelle che si tuffano in limpide piscine naturali strappate alla giungla. Agua Clara è un’altra meraviglia dovuta al Rio Shumulhá; mentre lo spettacolo più intenso, è forse quello offerto da Misol-Ha, dove l’omonimo fiume precipita in una spettacolare cascata di oltre 30 metri, che si fa largo tra la vegetazione lussureggiante.

San Cristobal de las Casas, la città dei colori
Una delle più antiche città di stampo europeo dell’intero continente americano. San Cristobal de las Casas è stata fondata nel 1528 e prende il nome da Bartolomé de las Casas, vescovo che, per primo, si schierò dalla parte degli indios, seguito, un secolo dopo, dall’episcopo Juan de Zapata y Sandoval e, alla fine del Novecento, da Samuel Ruiz, a lungo titolare della cattedra del Chiapas. La città, simbolo dell’impari lotta tra dignitari di origine spagnola e indios, è anche una gradevolissima cittadina dall'architettura coloniale posta ad oltre 2.000 metri di altitudine.
Tra i suoi monumenti: la cattedrale, il Templo de Santo Domingo, il Tempio del Carmen e il Palacio Municipal, ma è soprattutto nel caleidoscopio di colori delle facciate delle sue case, dipinte a tinte calde e forti, nelle botteghe artigiane e nei mercati etnici che si scoprono l'anima e le tradizioni di un luogo quasi sospeso nel tempo. Nei suoi dintorni, l’altopiano di San Cristobal è costellato da numerosi villaggi di diverse etnie indios, in cui persistono costumi e eredità culturali che non hanno ceduto allo strapotere dei conquistadores.
Testo a cura della redazione, foto di A. Fanzini

Informazioni turistiche
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide turistiche, ufficio del turismo: scheda Messico
- Stato del Chiapas: www.turismochiapas.gob.mx