Como: il centro storico
Piazza San Fedele
Seguendo via Vittorio Emanuele II, arteria pedonale tra le più frequentate per motivi di shopping, si giunge in una piazzetta dal selciato sconnesso e con notevoli pendenze. È Piazza San Fedele, la più interessante piazza dell’intera città. A sud, lo spazio è dominato da alcune case a traliccio di epoca rinascimentale, che danno a sbalzo su quello che, fino all’ottocento, era il foro annonario, la frequentatissima piazza del mercato.

Dirimpetto ecco la facciata, novecentesca, della basilica di San Fedele (Sec. XII), che ingloba la chiesa paleocristiana di Sant’Eufemia. La facciata, ma anche l’interno, rimaneggiato secondo linee rinascimentali e barocche, non traggano in inganno, questa basilica è un frutto, meraviglioso, del medioevo. La parte absidale, l’unica originale e che conserva anche un bellissimo portale cuspidato, è infatti un elogio al romanico e testimonia l’antichità della costruzione. San Fedele, completamente inglobata negli edifici circostanti, non può mai essere osservata nella sua pienezza e si concede allo sguardo dei visitatori, o con la facciata o con l’abside.
Palazzo Terragni
Appena fuori la città murata, a poche decine di metri dall’abside del duomo, si erge Palazzo Terragni, attualmente sede del comando della Guardia di Finanza. Costruita nel 1932-36, l’ex Casa del Fascio è certamente l’opera più importante del maggiore esponente del razionalismo architettonico italiano, Giuseppe Terragni. Senza dubbio siamo di fronte a una delle migliori opere dell’architettura italiana del Novecento: la struttura, infatti, è un attento studio matematico di intersezione tra piani e superfici che, nel cortile centrale riprende l'impostazione tipica della domus latina. Un cubo di pietra, senza alcun orpello ornamentale, che vive sul continuo gioco di pieni e vuoti. Il grande architetto ha lasciato in eredità alla città di Como anche il Novocomun, palazzo per appartamenti progettato nel ’27, e l’Asilo Sant’Elia, del 1936-37.

Tempio Voltiano e Villa Olmo
Tra i giardini pubblici e il lago si staglia un tempietto classicheggiante, la cui effigie ha ornato, per anni, le banconote da 10.000 lire. È il mausoleo dedicato ad Alessandro Volta e che racchiude ricordi e testimonianze relative alla vita e all’opera del grande scienziato. Sempre in riva al lago, in direzione Cernobbio, poco distante dal centro storico cittadino, si può ammirare la settecentesca Villa Olmo, decisamente apprezzabile per il parco e i ricchi interni, che attualmente ospitano mostre, congressi e meeting internazionali. La villa fa parte di un percorso che collega le più interessanti costruzioni patrizie, che punteggiano la riva del lago tra Como e Cernobbio.

Sant’Abbondio
Discosta dalla città murata, seminascosta da una ridda di edifici da cui spuntano esclusivamente le sue due alte torri, si erge la chiesa più affascinante di Como: Sant’Abbondio. Datata XI secolo, è la chiesa che meglio ha conservato i suoi tratti originali che parlano la lingua di un possente e slanciato romanico. Poderosa costruzione a cinque navate, pur risentendo di influssi transalpini, è il meraviglioso frutto del lavoro di maestranze locali.
All’interno, sotto la classica copertura a volta delle chiese romaniche di Lombardia, l’abside è splendidamente ornato da un importante ciclo di affreschi di epoca trecentesca. Ai margini delle consuete rotte turistiche, decisamente lontana dal lago, le pietre di Sant’Abbondio rivelano una spiritualità antica, affascinano con una bellezza senza tempo, danno modo, anche ai non credenti, di raccogliere i propri pensieri, di respirare un’atmosfera che non conosce fretta, traffico e frenesia.
Testo e foto di Cristiano Pinotti

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