Computer: come scegliere i componenti
Cos'è un processore Dual Core? A cosa serve la PCI Express? Cosa significa SATA? Queste sono solo alcune delle domande comuni cui cerca di rispondere questo articolo, nel tentativo di fornire all'utente una mini guida alla scelta dei principali componenti da installare nel proprio computer.
CPU Dual Core
Tecnologicamente
parlando lo sviluppo delle CPU negli ultimi anni ha raggiunto un limite fisico difficile
da superare: con consumi energetici che hanno superato di slancio i 100 Watt e
conseguente elevata quantità di calore da dissipare, risulta
difficile pensare che si possa assistere ad una crescita
decisa delle capacità di calcolo, a meno di clamorosi sviluppi
ancora nascosti in qualche laboratorio. Per ovviare al problema e aggirare
l'ostacolo i principali produttori di processori hanno pensato di mettere
in parallelo due CPU, raddoppiando in tal modo la portata di calcolo
teorica: sono nate così le CPU Dual
Core.
L'idea concretamente è tanto semplice quanto azzeccata: mettere insieme due Core esattamente identici, per aumentare la capacità di calcolo per singolo ciclo di frequenza, senza per questo andare incontro ad un incremento eccessivo dei sistemi di raffreddamento necessari a dissipare il calore generato. Quindi il Dual Core è meglio del Single Core? Teoricamente si, in pratica dipende. Il principale limite attuale nell'utilizzo dei processori Dual Core è dato dai programmi di cui si fa abitualmente uso, in quanto tali applicazioni vanno ottimizzati per un uso multi-thread per poter beneficiare appieno delle performance dei Dual Core. Se così non è, ad essere impegnato è sempre uno solo dei due core, vanificando i potenziali vantaggi. In questa fase è quindi difficile accorgersi di vantaggi concreti nell'utilizzo di un Dual Core rispetto ad un Single Core.
Va detto che al momento sono pochi i software pronti per queste architetture. Inoltre, mentre le architetture Dual Core sono già ampiamente diffuse, ad esse si stanno affiancando le architetture Quad Core con la prospettiva di avere core dedicati a vari ambiti di calcolo (decodifica video, audio, calcolo matematico, ecc.). Paradossalmente, a giudizio di alcuni esperti del settore, questo potrebbe rappresentare un freno allo sviluppo delle applicazioni dual core perchè, per evitare di dover a breve rimettere mano radicalmente al codice delle applicazioni, non si deve semplicemente pensare al funzionamento del software su un dual core, ma su un sistema multi-core, con il dubbio che gli investimenti e le risorse impiegate per sviluppare applicativi multi-processore siano sproporzionati rispetto ai reali vantaggi in termini prestazionali.
PCI Express
A differenza del classico PCI parallelo, PCI Express sfrutta un collegamento di tipo seriale. Questo tipo di architettura permette di ottenere una velocità di trasferimento e caricamento dati più elevata rispetto al suo predecessore. L’architettura PCI, che negli ultimi 10 anni ha guidato lo sviluppo delle piattaforme PC, sfrutta ancora la frequenza originaria di 33 Mhz ed una larghezza di banda del bus di 32 bit. A fronte di questa stasi prestazionale, la frequenza di funzionamento delle odierne CPU sfiora e in diversi casi supera i 3 Ghz (vale a dire 90 volte tanto). Come se non bastasse AMD (principale concorrente di Intel) ha introdotto sul mercato le nuove CPU a 64 bit e la stessa Microsoft ha adottato i 64 bit per il nuovo Sistema Operativo Vista. Ecco quindi che la PCI si appresta a diventare l’anello debole della catena informatica.
Il passaggio ad un’architettura di tipo seriale, consente di passare da una velocità massima di trasmissione dati di 266 Mbit/sec ad una minima per la PCI Express x1 di 250 Mbit/sec. per toccare addirittura i 7,5 Gbit/sec per la PCI Express x32. Si, perché l’ulteriore vantaggio dato dall’architettura seriale è la sua scalabilità. Questo permette di scegliere la migliore scala (numero di linee dati e larghezza di banda necessarie) in relazione alla mole di dati da trasferire e ciò può portare in determinati casi ad un cospicuo contenimento delle dimensioni complessive dei connettori e conseguentemente degli oggetti connessi.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di utilizzare la PCI Express sia sui server che sui desktop, sui notebook e sui dispositivi portatili, il che produrrà presumibilmente una progressiva unificazione delle varie piattaforme. Ad essere prossima a scomparire è anche l’interfaccia AGP che classicamente controlla la connessione tra scheda madre e scheda video. La AGP 8x consente una larghezza di banda massima che ammonta a 2Gbit/sec., mentre la PCI Express x16 già la raddoppia.
RAM Dual Channel
Il vantaggio delle memorie RAM a doppio canale è la possibilità di raddoppiare la banda della memoria facendo lavorare due memorie in contemporanea come una sola ma veloce il doppio. Per lavorare veramente insieme i due banchi di memoria devono essere gemelli, per questo motivo i principali produttori di memorie hanno iniziato a vendere direttamente confezioni contenenti 2 banchi di memoria progettati per funzionare in modalità doppio canale. Naturalmente per poter adottare questa soluzione occorre che la scheda madre del pc sia dotata di un chipset che supporti tale tecnologia.
Serial ATA
Dal
1980 ad oggi lo standard principale per la connessione dei dischi è
stato il cosiddetto IDE, meglio definito come ATA. Attraverso varie evoluzioni
si è giunti oggi alla interfaccia Ultra ATA 133 che consente un
transfer rate di 133 Mbytes/sec. Da alcuni anni è disponibile
il nuovo serial ATA, noto anche come
SATA (il che ha portato a rinominare ATA in PATA, Parallel ATA, per non
fare confusione), che è invece in grado di trasmettere fino a 150
Mbytes/sec: ne è già in circolazione una nuova versione,
denominata SATA II, con un transfer rate di 300 Mbytes/sec.
Ciò che consente di distinguere a prima vista un disco PATA da un SATA sono i tipi di cavi utilizzati per la trasmissione dei dati e per l’alimentazione. Al posto della consueta e ingombrante piattina vi è un cavo flessibile con 7 contatti disposti su due file, larghi solo 8 millimetri. I contatti hanno una sagoma asimmetrica, in modo da prevenire eventuali errori di collegamento. In caso di configurazioni multidisco non è più necessario distinguere tra master e slave, dato che ogni disco ha un proprio cavo dedicato.
Per l’alimentazione viene invece utilizzato un cavo a 15 contatti che trasporta le tensioni di alimentazione necessarie. Il grande passo avanti è dato dal fatto che gli stessi cavi sono in grado di alimentare sia i dischi fissi da 3,5 che quelli da 2,5 pollici. Un’altra interessante caratteristica di questa interfaccia è che prevede la possibilità, fatte salve alcune limitazioni presenti nel BIOS della scheda madre, di connettere e togliere dischi “a caldo”, cioè senza togliere l’alimentazione al PC.
L'alimentatore
Si pone ora la questione di scegliere il proprio pc tenendo d’occhio la componentistica, al fine di avere una macchina tecnologicamente fresca e che permetta un facile upgrade in futuro. Tra i componenti cui dedicare particolare attenzione vi è l’alimentatore. Spesso dimenticato o sottovalutato, l’alimentatore è un elemento particolarmente importante per il pc. Se fino a poco tempo fa poteva essere sufficiente un alimentatore da 230 W per far funzionare il computer, oggi e soprattutto in prospettiva, con l’aumento progressivo delle potenze richieste dai singoli componenti, un alimentatore così può risultare sottodimensionato, soprattutto in previsione del fatto che il pc è destinato sempre di più a diventare il centro multimediale della casa.
E’ consigliabile perciò dotarsi di un alimentatore più performante, in grado di supportare l’architettura Pci-Express, lo standard SATA e garantire soprattutto un’alimentazione stabile. Anche la rumorosità della ventola di raffreddamento è un elemento da non trascurare. Un alimentatore silenzioso può risultare particolarmente utile quando si utilizza il pc per vedere film o ascoltare musica e ogni qualvolta possa risultare fastidioso un rumore di fondo (per es. durante una registrazione audio).
Scheda madre e scheda video
Per
quel che riguarda la scheda madre, la
sua scelta è in funzione della CPU che si intende montare, sia
essa Intel o AMD. Come raccomandazione si consiglia di non spendere troppo,
ma neanche di risparmiare eccessivamente comprando un processore troppo
datato che non permetta di sfruttare ragionevolmente la potenza messa
a disposizione dagli altri componenti.
Nella scelta della scheda è importante verificare la tipologia di slot a disposizione. Non possono mancare gli slot PCI Express, soprattutto 1x, meglio magari se accompagnati da qualche slot PCI vecchia maniera, e i supporti per le tecnologie SATA e Dual Channel (da preferire i PC con almeno 1 GB di RAM). E' importante poi la presenza di numerose porte USB 2.0 (più sono e meglio è) e di almeno una porta Firewire standard. Avendo poi la possibilità di scegliere, meglio rivolgersi alle schede dotate di modulo di connessione wireless, rispetto alle tradizionali Ethernet: si risparmia qualche cavo e si può facilmente mettere in rete i PC di casa senza bisogno di predisporre prese e cavi di rete.
Per quanto riguarda il tipo di slot per la scheda video dipende molto dall’utilizzo che si fa del PC. Capiterà perciò che chi utilizza il computer per la grafica 2D e ha recentemente acquistato una scheda video AGP di qualità che è più che sufficiente per le proprie esigenze, farà benissimo ad orientarsi su una scheda madre con connettore AGP 8x, mentre chi fa un uso del PC molto blando, magari esclusivamente per scrivere documenti e navigare in internet, potrà accontentarsi del chipset grafico integrato con memoria condivisa. Invece chi adora i videogames o utilizza programmi di grafica 3D non potrà fare a meno di scegliere una scheda madre che preveda almeno uno slot PCI Express x16, su cui montare nel prossimo futuro una scheda grafica di ultimo grido adatta alle proprie esigenze.
Valutazioni simili possono valere per l’audio, tenendo presente che i chip audio integrati nelle schede madri stanno raggiungendo livelli di qualità più che discreti e che è inutile dotare il computer di schede audio di alto livello se poi queste non sono accompagnate da diffusori sufficientemente performanti. Messi questi pochi paletti rimane la totale libertà di scegliere, in base alle proprie possibilità economiche, i restanti componenti. Ricordando però che non sempre “chi meno spende meglio spende”…
L'architettura NVIDIA SLi
L'architettura SLi, sfrutta una combinazione tra chipset o schede grafiche ed un apposito ponticello di collegamento (che crea un bus di comunicazione molto veloce tra le due CPU, nell'ordine dei 10 GB/s) al fine di ottenere un notevole aumento prestazionale ripartendo il "carico grafico" su due Gpu. Lanciato da NVIDIA, questo sistema è diventato una vera e propria piattaforma, un pò come la centrino dei portatili, al punto da spingere la casa costruttrice a rilasciare un certificato di omologazione dei vari componenti per il supporto SLI.
Tale sistema richiede di equipaggiare il proprio pc con una combinazione precisa di componenti per ottenere l'effetto voluto. Allo stato attuale è consigliabile abbinare a due schede grafiche gemelle una scheda madre omologata che proviene dallo stesso produttore e un processore adatto, sia esso AMD o Intel. Le due schede video dovranno essere collegate tramite un apposito connettore con la scheda madre.