Andalusia: Cordova
La Juderia: il quartiere ebraico
Siamo a due passi dalla Juderia, il quartiere ebraico di Cordova, inserito anch’esso nella lista dell’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che si sviluppa dalla Porta di Almodovar, vicino alla medina musulmana, fino al punto dove sorge la Mezquita-Cattedrale. Piazze e vicoli incrociati raccontano un pezzo di storia Andalusa che risuona nei nomi che si incrociano nel dedalo di stradine retrostante la Mezquita, dove nacque il filosofo e matematico Maimonide. Quest’ultimo, figura di spicco della cultura araba e non solo, troneggia con una bella statua in bronzo nella Plazuela de Tiberiades che prende il nome dal luogo in cui si trova oggi la sua tomba, appunto a Tiberiade in Israele.

Una delle vie principali del quartiere è Calle Judios che si dipana dalla Porta di Almodovar (ingresso principale con bellissimi decori in stile mudejar, stucchi floreali e diverse scritte in ebraico), parallelamente alle mura della città (Murallas de la ciudad), ed è un tipico esempio di costruzione viaria dell’epoca musulmana basata sulla doppia necessità di far fronte alle alte temperature e di difendere il territorio. Monumento principe della Juderia è la Sinagoga, costruita nel 1315 in stile arabo, è oggi una delle tre sinagoghe medievali ancora esistenti in Spagna. Al suo interno è visibile una galleria superiore (l’area destinata alle donne) e la Stanza delle Preghiere finemente decorata. A poca distanza, lo Zoco, l’area dell’antico suq arabo che ancora oggi accoglie alcune botteghe artigiane.
La Cordova cristiana
Bisogna recarsi nell’area più settentrionale del centro storico, nella zona di Axerquia, per imbattersi nell’ennesimo volto di Cordova, quello cristiano, tramandato dalle numerose chiese (denominate Chiese Ferdinandee) che impreziosiscono ulteriormente il patrimonio artistico della città. La nuova epoca storica inizia nel XIII secolo con la conquista da parte di Re Ferdinando III, conosciuto come “il Santo”, che trasformò in poco tempo Cordova in un mirabile esempio di architettura cristiana medievale in cui vennero a fondersi diversi stili, dal romanico latino al gotico. Prima traccia di questo passaggio di poteri, fu la costruzione all’interno della Grande Moschea, della Cattedrale cristiana, intervento che venne effettuato sovrapponendosi alle precedenti costruzioni del periodo musulmano, scegliendo come luogo deputato, quello tra le aree di Almanzor e Abd-al-Rahman I, con il risultato inedito che tutt’oggi affascina chiunque visiti questo monumento frutto di un sincretismo stilistico senza precedenti.
Tra le chiese più belle da vedere, quelle di San Lorenzo, di San Paolo e la gotico medievale San Miguel, quest’ultima in posizione privilegiata nel centro della città, vicina alla Calle Cruz Conde. Nell’omonima piazza, la chiesa di San Lorenzo è, invece, uno dei più pregevoli esempi di architettura medievale a Cordova di cui spicca, in particolare, il portico di tre archi che precede l’ingresso principale, e l’imponente rosone centrale. E ancora, meritevoli sono la chiesa della Maddalena e quella di Santiago. Questi edifici religiosi sono più o meno tutti ubicati intorno a due piazze emblematiche e vitali della città: plaza de la Corredera con la sua famosa galleria porticata e plaza de las Tendillas. A queste va aggiunta la popolare plaza de Capuchinos con al centro una delle immagini più singolari di Cordova: il Cristo de los Faroles. La luce bianca dei candidi muri che la circondano esalta l’effetto drammatico restituito dal crocifisso barocco.

I musei
Se è vero che il passato riveste un ruolo importante nell’eredità non solo materiale, ma anche immateriale di un popolo, Cordova ne è di sicuro testimonianza. Quella che al tempo del Califfato si presentava come una delle più colte e raffinate città dell'Europa medievale, oggi è un pozzo di cultura inesauribile che non si relega solo nei recinti protetti del suo patrimonio mondiale artistico ed architettonico.
Altri luoghi deputati sono i musei, tanti ed eterogenei, che meritano anch’essi di essere visitati ed ammirati: il Palacio de Viana con i suoi 12 patii (noto anche, infatti, come Museo dei Patii), il Museo di Belle Arti che contiene un'interessante collezione di opere di artisti, per la maggior parte andalusi, il Museo di Julio Romero de Torres, il pittore la cui vita artistica si è intrecciata con quella di altre importanti figure del panorama culturale spagnolo di fine secolo, come Antonio e Manuel Machado o il poeta Francisco Villaespesa, tanto per citarne alcuni, la Casa de las Bulas (XVI secolo) che accoglie il Museo Taurino per una suggestiva immersione nel mondo delle (immancabili) corride.
Il Palazzo rinascimentale de los Paez de Castillejo ospita dal 1965 il Museo Archeologico di Cordova, considerato uno dei più completi di Spagna. Le sue otto stanze e i tre patii mostrano con dovizie documentate di particolari le diverse epoche e stili architettonici del patrimonio artistico della città dalla preistoria fino ad Al-Andalus, oltre a custodire molti degli oggetti ritrovati nel sito archeologico di Medina Azahara (Madinat al-Zahra).

Medina Azahara
La Medina Azahara è il più bello (e sfortunato) emblema del potere degli antichi principi musulmani a Cordova. Oggi non restano che poche rovine di quella sfarzosa e misteriosa città che Abd-al Rahman III volle edificare ai piedi della Sierra Morena, a otto chilometri circa dalla capitale. Secondo le narrazioni popolari, Abd-al Rahman III dedicò questa costruzione alla sua favorita, nonché sposa, Az-Zahra (che significa “il fiore”), durante gli otto anni del suo regno, dopo essersi autoproclamato califfo del Califfato Indipendente di Occidente nel 929 d.C. Ma è evidente, attenendosi alle cronache ufficiali, che un complesso archeologico del genere avesse come scopo ultimo quello di ostentare una eloquente immagine del nuovo Califfato, forte e poderoso, uno dei maggiori regni medievali di Europa.
Il risultato fu eclatante: ben 4300 colonne vennero utilizzate per la costruzione: un grandioso ingranaggio di terrazze, saloni, stanze su stanze con giardini annessi, cisterne e padiglioni. Uno sfarzo che, a detta dei cronisti dell’epoca, lasciava il visitatore senza fiato. Purtroppo tanta opulenza non impedì la sua completa distruzione, ad opera dei Berberi, subito dopo l’anno Mille. Recenti scavi e restauri stanno tuttavia portando alla luce la magnificenza di Medina Azahara mettendo in evidenza la sua disposizione su tre livelli: quello superiore (il palazzo del califfo con il Salón Alto) destinato ai nobili, il cosiddetto Alcazar, ricco di decorazioni pregiate e archi di pietre scolpite con motivi floreali; quello intermedio con i giardini, il salone dei ricevimenti (Salón Rico) e gli uffici di rappresentanza; l’ultimo livello, infine, occupato dalla moschea (Mezquita).
Testo a cura della redazione, foto di A. Fanzini
Informazioni turistiche
- Sito turistico ufficiale dell'Andalusia (in spagnolo, inglese, francese): www.andalucia.org
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