Corsica: dalle Calanches alla Castagniccia

Riserva di Scandola e Calanches

L'escursione via mare alla Riserva naturale di Scandola, della durata di circa tre ore, permette di ammirare l'area protetta fin nei suoi anfratti più nascosti. Il massiccio della Scandola, di origine vulcanica, scavato dal vento e dalla paziente azione del mare, compone uno scenario di grandiosa e selvaggia bellezza, fatto di grotte e fondali marini protetti dove trovano habitat ideale pesci, coralli, aragoste e immense praterie di posidonia. L’area protetta, che si estende per 900 ettari nell’entroterra, dà rifugio a volpi, donnole, pipistrelli, cormorani, tordi, cince e al falco pescatore, un rapace fino a pochi anni fa sul ciglio dell’estinzione.

Riserva di Scandola

La riserva natuarle protetta di Scandola

Tornati a terra, attraversiamo le famose Calanches, formazioni rocciose granitiche, scolpite in forme bizzarre dall'erosione, che tanto ricordano i paesaggi dell'ovest americano. Ritroviamo il mare nei pressi di Cargese, piccolo paese legato a una importante presenza di coloni greci sin dalla metà del 1600 e testimoniata dalla sua chiesa greca, di culto cattolico orientale, con tanto di iconostasi lignea di fine Ottocento. Tutta la costa del golfo di Sagone, da Cargese passando per Sagone fino a Tiuccia, è ricchissima di splendide spiagge di sabbia bianca. Oltrepassata Ajaccio, costeggiamo il golfo fino a Port de Chiavari.

La Corsica archeologica

Da Porto Pollo è facile raggiungere Filitosa, il più importante sito archeologico preistorico della Corsica, che i reperti rinvenuti permettono di datare a partire dal Neolitico antico (6.000 a.C.). L’area comprende il museo, con interessanti pannelli esplicativi e reperti tra cui spicca il menhir Scalsa Murta, e l’oppidum, con le sue mura di cinta che difendono uno sperone di roccia lungo oltre 130 metri. Qui si possono osservare resti delle fondamenta di alcune capanne, menhir e diversi monumenti a pianta circolare.

Proseguiamo verso Propriano e Sartene, culla dell'irredentismo corso e interessante per la sua città vecchia e per il Museo della Preistoria corsa. Da qui è agevole raggiungere gli allineamenti archeologici di Palaggiu (il più stupefacente complesso megalitico dell’isola, con i suoi 158 menhir allineati su due file), Stantari (25 menhir, di cui 8 rappresentanti guerrieri armati) e Renaggiu (40 menhir accolti in un bosco di lecci). Nei pressi di quest’ultimo sito archeologico è possibile ammirare il Dolmen di Fontanaccia, il meglio conservato dell’isola.

Le Bocche di Bonifacio

Da Sartene a Bonifacio, nell'estremo sud della Corsica, è breve la distanza, ma grande lo stacco tra la costa verdeggiante e l'aspro, brullo paesaggio che si presenta man mano che si scende verso meridione. Bonifacio è un colpo d'occhio magnifico: stretta in una gola protetta dal mare, cinta da alte scogliere bianche di roccia calcarea, è uno di quei luoghi di cui ci s'innamora subito. Affacciato da un lato sulle Bocche di Bonifacio che dividono la Corsica dalla vicina Sardegna, su un altopiano dominato dalle fortificazioni della Città Alta, e dall'altro sulla gola di Bonifacio, con le calanche de l'Arenella e de la Catena, Bonifacio guarda alla marina con il suo porticciolo, quasi a volerla proteggere in uno splendido isolamento. In città da non perdere le mura fortificate con camminamento; la bella chiesa di Ste-Marie-Majeure; quella di St-Dominique, uno dei rari esempi gotici della Corsica; la Scala del Roi d’Aragon che, in parte coperta, raggiunge il mare in 187 ripidi gradini; la chiesa di St-Francois e il suo cimitero marino.

Bonifacio al tramonto

Faro sulle Bocche di Bonifacio

Le spiagge di Porto Vecchio e il Parco Naturale Regionale Corso

L'antico borgo di origine genovese, ancora oggi è difeso da fortificazioni della gloriosa città marinara, che risalgono al XVI secolo. Le mura, che custodiscono la città vecchia, sono dotate di cinque bastioni. Nei suoi dintorni si trovano alcune delle località balneari più apprezzate, come Palombaggia e Santa Giulia. Le bianche spiagge e il mare cristallino meritano tutta la fama che hanno acquisito, ma se l'affollamento è eccessivo si può ripiegare su Cala Rossa, a nord di Porto Vecchio, dove il mare non è da meno.

Da Porto Vecchio ci allontaniamo dalla costa per ritrovarci, in pochi chilometri, immersi in un paesaggio tipicamente alpino, con laghi, foreste di larici e pini e un sottobosco popolato di fitte felci. Attraversiamo la Foresta de l'Ospedale, all'interno del Parco Naturale Regionale Corso. Da Zonza, tipica località montana con case di granito, ci dirigiamo verso il Col de Bavella, da cui si possono ammirare les Aiguilles de Bavella, tra i più noti contrafforti rocciosi della Corsica. La Foresta di Bavella è il regno di larici, pini marittimi, cedri e abeti. Si scende dal passo lungo una strada strettissima, costeggiata da un limpido torrente di montagna e attraverso panorami stupendi.

La Castagniccia

La Castagniccia - legata all'antica economia contadina, in particolare alla produzione di castagne da cui prende il nome - è un’area poco sfruttata dal turismo, che si dipana in un paesaggio collinare dolce e silenzioso. La Corsica più autentica, stretta alle proprie tradizioni, abita in questa regione e poco concede al turista distratto. La Castagniccia è infatti una regione suggestiva, la cui bellezza va scoperta con calma. Le sue strade tortuose e sempre in quota, conducono a piccoli borghi incuranti dello scorrere del tempo, a piccole cappelle religiose e a rovine storiche che, di continuo, ci riportano al tormentato passato dell’isola. Tra i villaggi che meritano una visita segnaliamo: La Porta, con la sua chiesa di St-Jean-Baptiste; Morosaglia, città natale di Pasquale Paoli, il più famoso indipendentista corso; Valle d’Alesani; Piedicroce; Cervione e Carcheto-Brustico.

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