East Midlands: le dimore storiche del Peak District

Il Salone dei Dipinti

Un viale di tulipifere introduce alla palazzina d'ingresso della dimora dove inizia l'itinerario turistico predisposto per i visitatori, illustrato da una guida che esordirà con il gettare luce sulla dinastia dei Cavendish. La magniloquenza degli ambienti è immediatamente percepibile non appena si varca la soglia dell'ingresso e ci si trova a un passo dal Salone dei Dipinti, con pavimento in marmo e, sul soffitto, affreschi della vita di Giulio Cesare, opera di Luigi Laguerre (1663-1721). Una scalinata dominata dalla statua in bronzo di Mercurio, a imitazione del Giambalogna (1529-1608), introduce al pianerottolo del primo piano dove attirano l'attenzione due carrozze per neonati del XVIII secolo e una slitta per bambini del XIX secolo.

Salone dei dipinti

Le stanze di Rappresentanza

Sul piano superiore si trovano le stanze più imponenti del I duca, le cinque Stanze di Rappresentanza (spogliatoio, camera da letto, sala da musica, salotto e sala da pranzo), destinate al ricevimento dei reali e costruite così bene che è possibile sedere nelle stanze familiari al piano inferiore senza accorgersi che vi è una folla di visitatori al piano superiore. Questi ambienti risultano visibilmente poco illuminati il che è congeniale affinché la luce del sole non raggiunga i mobili, gli arazzi, i quadri e le pareti rivestite in pelle che compongono il mosaico intarsiato di questa parte della dimora. Nel Salotto spiccano arazzi di grande pregio tra cui uno, L'incarico a San Pietro, datato 1635 circa, che ricorda da vicino gli schizzi di Raffaello delle scene tratte dagli Atti degli Apostoli.

Di sala in sala, l'occhio non si riposa mai tanto lo sguardo viene monitorato da dettagli sempre più raffinati come, ad esempio, quel trompe l'oeil nella Sala della Musica che ritrae un violino appeso alla parete. Difficile resistere alla tentazione di toccarlo per accertarsi che non sia reale. Si arriva, infine, nella Camera da Letto, uno scrigno di pelle stampata e dorata con soffitto completamente affrescato da Laguerre. Qui dormirono il re Giorgio V e la regina Maria in occasione del loro soggiorno a Chatsworth per lo Show Reale di Derby nel 1933. Anche lo Spogliatoio riserva una sorpresa che farebbe sobbalzare qualsiasi appassionato di antiquariato. In questa stanza, infatti, si trova uno dei pochi oggetti d'arredamento in argento rimasti in questo paese: un lampadario risalente al 1694 circa. Ognuno dei cherubini più piccoli sostiene uno scudo con la cifra di Cavendish sormontata da una corona da conte. Al termine della visita delle Sale di Rappresentanza, si passa attraverso una vetrina che espone un servizio di porcellana bianca di oltre 200 pezzi, decorato con uccelli, farfalle e lepidotteri, prodotto a Berlino intorno al 1780.

Attraversando ancora gallerie, scale e corridoi, il percorso turistico giunge alla visita della Cappella, costruita tra il 1688 e il 1693, al tempo del I duca. Da allora è rimasta praticamente inalterata. Una qualche essenza di incenso sembra rivestire l'aria ma si tratta invece dell'odore emanato dal rivestimento in legno di cedro che domina la piccola cripta affrescata con scene della vita di Cristo. Siamo appena a metà percorso e ancora la visita riserva molte altre lusinghe per la vista. Si passa da una massiccia Stanza in legno di quercia, tra le più singolari del palazzo, per attraversare poi il corridoio della Cappella con le sue “estrosità regali” (un barcone turco, due statue egizie della dea Sekhmet, un piede colossale dell'epoca greca, una collezione di chiavi del palazzo, il dipinto L'Adorazione dei Magi di Paolo Veronese del 1528-88 circa).

La Biblioteca, la Sala da pranzo e la Galleria delle Sculture

Calpestando una imponente scala di quercia sormontata da dipinti di duchi e reali – costruita nel 1823-24 per consentire l'accesso alla nuova ala del palazzo, iniziata nel 1818 – si arriva finalmente ad una delle più impressionanti sale della dimora, non foss'altro per lo sfarzo trasbordante che imperla ogni angolo. Si tratta della Biblioteca, la sala che al tempo del I duca costituiva la Galleria Lunga, e il soffitto di stucco dorato risale infatti a quel periodo. Fu il VI duca ad adibire nel 1815 la sala a biblioteca acquistando libri per un totale di oltre 17mila volumi. Dipinti e dorature, manoscritti miniati, sedie di velluto e tappeti intessuti completano il capolavoro. Con la Sala della Cupola termina la casa del I duca e inizia l'ala del VI duca, grande appassionato della pietra come si evince dai vasi in marmo raro (occhio di paone), la scacchiera d'avorio indiana con scacchi a forma di elefanti, jagannath e pagode e colonne in marmo.

Galleria delle scultureSculture del CanovaScultura del Canova

Rimangono altri due ambienti da visitare (la Grande Sala da Pranzo e la Galleria delle Sculture) prima di sbucare nel Negozio dell'Aranceto dove sbizzarrirsi nella scelta del souvenir migliore di Chatsworth. La Grande Sala da Pranzo fu terminata nel 1832 con grande soddisfazione del VI duca che ebbe a dire “ è come pranzare in un grande baule e ci si aspetta che il coperchio si apra”. A comporre l'armonia esuberante del “grande baule” sono quattro pesanti consolle dorate, lampade di vetro alle pareti, caminetti in marmo e figure orgiastiche incise da Sir Richard Westmacott il Giovane (1799-1872) e Robert Siever (1794-1865) che però lasciarono insoddisfatto il duca che, a quanto pare, avrebbe desiderato un “maggiore abbandono ed espressione gioiosa”.

Infine, la Galleria delle Sculture ospitante, nelle intenzioni del duca, la collezione di arte “moderna” con opere del tempo (XVIII e XIX secolo). Qui è difficile non rimare ipnotizzati dalla grazia marmorea di Antonio Canova (1757-1822), scolpita nell'Endimione dormiente e il suo cane, in Ebe, Coppiera degli Dei, nel Busto di Napoleone e ne La Madre di Napoleone. Le pareti in arenaria della galleria, decorate di velluto rosso e verde, danno ulteriore risalto al trionfo del bianco marmoreo che invade questa ultima meraviglia del palazzo in cui spicca, tra gli altri, anche il pregevole Ritratto di un Orientale di Rembrandt (1606-69), acquistato per 78 sterline e 15 scellini dal III duca nel 1742. Non rimane che indugiare nel Negozio dell'Aranceto per lo shopping, consci di aver camminato oltre 500 metri, percorso 100 gradini verso l'alto e 60 verso il basso!

Il Peak District

Chatswort fa parte del Peak District, il primo Parco della Britannia, la storica zona di confine dove la città incontra la campagna. E' il cuore mite dell'Inghilterra, leggiadro come le gentili ondulate valli che si amalgamano alle distese di granito, garbato come i villaggi silenziosi che spuntano attorno a valli e serpeggianti fiumi. L'area è un crocevia a cui si accede facilmente dall'autostrada M1, e racchiude il patrimonio di una parte d'Europa intrisa di storia e di leggenda: l'antica Normandia. Di questo patrimonio fa parte anche Renishaw Hall e i suoi giardini all'italiana, a metà strada tra Sheffield e Chesterfield, sempre nel Derbyshire. La dimora appare come un'oasi d'arte e di bellezza in una zona altrimenti dominata dall'industria e dalle miniere.

Tra i sentieri da percorrere all'interno dei giardini geometrici (1890), quello di Lady Ida è una breve passeggiata tra splendidi tassi, mentre sul lato opposto, un sentiero boscoso porta ai tre laghi. Fuori dal giardino si trova l'Old Stable Block che ospita la Cafè Gallery e altre tre gallerie, nonché il Sitwell Museum che celebra la vita e le opere del disegnatore e creatore dei giardini di Renishaw Hall, Sir George Sitwell. Il palazzo non è usualmente aperto al pubblico, tuttavia vengono organizzate visite private nei piani inferiori per gruppi di 25 persone.

Lincoln: la CattedraleCattedrale di LincolnChesterfield: la guglia storta

Il fatto che a poca distanza da queste riappacificanti isole felici di verde si trovino gradevoli città a misura d'uomo dove soggiornare rimanendo circondati dalla storia, è un'altra cortesia degli East Midlands. Lincoln con la sua Cattedrale gotica visitata ogni anno da più di 200mila visitatori, Nottingham con la sua eco favolistica legata alle vicende di Robin Hood, e ancora Chesterfield, il punto di sosta più vicino al parco, con quella anomalia architettonica della “guglia storta” che attira intorno alla chiesa principale della città migliaia di obiettivi fotografici, sono solo alcune delle chicche a portata di mano del viaggiatore che, con la complicità delle low cost che oggi arrivano dappertutto, giunga fin qui.

Testo e foto a cura della redazione

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