Egitto: crociera sul Nilo a Luxor

Da milioni di anni è la vita per una vasta area di un intero continente. Da migliaia di anni è il Dio, la fertilità, la via di comunicazione, la storia di un popolo che coniuga fascino, mistero, cultura. Il Nilo è tutto questo, ma è anche un fiume, talvolta violentato nel suo maestoso scorrere dalla mano dell’uomo, eppure ancora generoso, fonte di una vita dai forti legami con il passato e la tradizione, supporto per lussuosi alberghi galleggianti che trasportano migliaia di turisti pronti a lasciarsi conquistare dal suo antico richiamo.

Egitto, il fiume Nilo

Trascorsi duecento anni dalle prime temerarie spedizioni europee a caccia di tesori archeologici da scoprire, nel migliore dei casi, o depredare, negli usi più abituali, le materne acque del Nilo oggi scortano, con il loro fluire, migliaia di occhi che si soffermano su templi, tombe e statue di rara bellezza. Eccone un accenno, da nord a sud, senza alcuna pretesa di completezza. Sarebbe impossibile.

L'antica Tebe

Di Tebe dalle cento porte non è rimasta pietra. La capitale dell’Egitto nel suo periodo di massimo splendore è andata completamente perduta. Due le eccezioni a questa regola imposta dalla povertà dei materiali utilizzati: i complessi di Luxor e Karnak, templi che incarnano la religiosità, la potenza e il misticismo del popolo dei faraoni. Per comprenderne appieno l’impatto socio-economico si deve però operare un certo sforzo di fantasia: ritrovare i colori di 3.500 anni fa, immaginare i grandiosi viali di sfingi collegare i due centri di culto, scorgere la funzione mistica e religiosa che, nella tipica forma del cannocchiale, porta, di magnificenza in magnificenza, nel punto più sacro e imperscrutabile.

All’interno dei templi tutto si amalgama e si confonde: religione, storia, politica. Così, a fianco dell’immancabile Ramses II, appare Alessandro Magno tramutato in faraone piamente devoto agli dei dell’Egitto e poi ancora un santuario romano e una moschea si alternano ai cartigli dei grandi re della terra del Nilo. Con gli occhi della storia, le pareti divengono documenti, preziose testimonianze di una comunicazione di massa interpretata attraverso le pratiche religiose.

Bassorilievi nel tempio di Hatshepsut

Il Tempio di Luxor

Il complesso sacro è un imponente insieme di edifici che armonicamente occludono la vista nel sancta sanctorum. L’ingresso, come tradizione in tutti i templi egizi, si apre con due bastioni di enormi proporzioni, sorvegliati da altrettante gigantesche statue raffiguranti il grande costruttore, Ramses II. Sulla sinistra un meraviglioso obelisco di oltre 25 m (per vedere il secondo ci si deve recare in Place de la Concorde a Parigi). Oltrepassati i piloni di ingresso si entra nel cortile di Ramses, con la cappella della triade tebana, il colonnato e l’ingresso della moschea di Abu-el-Haggag. Un nuovo, monumentale, ingresso introduce all’imponente colonnato processionale di Amenhotep III.

Stiamo entrando nella parte più sacra del complesso con il vasto cortile a peristilio dalle splendide colonne fascicolate a ricordo del papiro, la pianta più importante, perlomeno a livello culturale, dell’intero Egitto. Superato il cortile ecco il santuario romano; la cosiddetta sala della natività, che ricorda il concepimento divino di Amenofi III; il tempietto per la barca sacra e infine il cuore del santuario in cui Amenhotep è al cospetto di Amon, Horus e Atum. Poco distante, organizzato secondo criteri di moderna efficienza, il museo di Luxor con reperti dell’area tebana e una collezione proveniente dal Cairo.

Rilievo nel tempio di LuxorStatua di faraone

Il tempio di Hatshepsut

Un monumento unico al mondo incastonato in un’alta parete rocciosa che ne esalta la spettacolarità scenica. Terrazze degradanti collegate da ampie e scenografiche scalinate. Il sentimento architettonico si fonde con la natura aspra e selvaggia del luogo, in un connubio che è legame ma non unione, in cui le strutture dell’uomo si appoggiano alla roccia ma non la inglobano, utilizzando la bellezza della natura come sfondo della bellezza costruttiva. Qui la genialità dell’architetto Senmut magnifica la grandezza della regina Hatshepsut. Già, perché l’Egitto, con largo anticipo sull’evoluzione del mondo, seppe essere dominato da una donna, certo ritratta con barba posticcia, ma sempre regina, padrona assoluta di un regno immenso, ricchissimo sotto ogni punto di vista.

Tempio di Hatshepsut

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