Tony Hawk's American Wasteland

Ollie, grab, flip, grind (50-50, nose, 5-0, board/lip slide, nose/tail slide, smith/feeble, overcrook/crooked), lip, manual, revert, no comply, boneless. Quelli che precedono sono i trick di base che qualsiasi skater (pardon, sk8er) deve imparare a gestire. Chi scrive non ha mai posato i propri piedi su una tavola con le ruote, ma si è cimentato spesso con le più audaci acrobazie possibili grazie a titoli quali quelli della serie griffata Tony Hawk, di cui questo American Wasteland è il sesto capitolo.

In realtà a chi scrive solitamente piace quasi sempre in un gioco trovare un minimo di storia che lo coinvolga, che lo immerga in un mondo con un minimo di coerenza. Tranne che in giochi come questo. In un gioco di sk8 quello che mi preme di più è avere un sacco di spazio e di supporti su cui tentare le evoluzioni disponibili per il mio personaggio.

In American Wasteland lo spazio per una storia c'è, ma si tratta veramente di una modalità tutt'altro che centrale: impersoneremo un ragazzo di campagna stufo di essere bistrattato per la sua passione per lo sk8 che se ne va a Los Angeles, dove fa amicizia con una ragazza punk e deve affrontare varie missioni seguendo tuttavia la filosofia del “free roaming” sul modello di GTA, ovvero può girare abbastanza liberamente per le strade affrontando le missioni in modo aperto e soprattutto avendo modo di allenarsi con lo sk8 e con la BMX provando i trick di base, acquistandone altri maggiormente complessi, personalizzando il proprio look.

Oltre alla modalità storia è poi presente nel gioco la modalità “classica”, ovvero quella che ci impone di raggiungere dieci obiettivi (ovvero la realizzazione di determinati trick o combo di trick) in un tempo limite, e la modalità “crea” in cui possiamo creare grazie ad un editor un nostro sk8er personale con propri tag, un proprio parco a disposizione e pure propri trick. Naturalmente a disposizione c'è pure la modalità on-line che ci permette di sfidare altri giocatori in giro per il mondo per batterli con il punteggio più alto realizzato in un tempo prestabilito.

Il punto di maggior forza di questo capitolo della serie di Tony Hawks è però la gestione dei caricamenti, che avvengono in maniera “trasparente” al giocatore, ovvero tra un ambiente e l'altro non ci sono schermate fisse con tanto di indice di caricamento, ma al contrario si passa in maniera fluida da una zona all'altra.

Come al solito fantastica la realizzazione urbana, splendido mix tra la realtà ed il sogno bizzarro di un architetto sk8er che metta ad ogni angolo rampe su cui sia possibile inerpicarsi con la tavola o la BMX, pieno di opportunità per i trick e di spazi “alternativi” (tetti, cornicioni, parchi, ecc.) in cui esibirsi. Ovviamente scarso il traffico, sia pedonale che veicolare: si tratta di un disturbo in un gioco come questo. In sostanza un titolo – come gli altri della serie – assolutamente da non perdere per provare evoluzioni pazzesche (alcuni dicono: fin troppo) senza il rischio di farsi male (eccetto che all'amor proprio).

Produzione: Neversoft/Aspyr/Activision/Blue Label Entertainment.

Recensione di Francesco Mazzetta