Irlanda: la contea di Kerry
La terra verde d'Irlanda è un regno incantato fatto di leggende dove fate e folletti ancora vivono nei boschi tra i cespugli di biancospino, pronti a comparire sotto l'arco del cielo dopo una giornata di pioggia con il loro pentolone colmo di monete d'oro. Popolo di musicisti e bevitori, gli irlandesi si ispirano agli incredibili paesaggi della loro terra per farci credere ancora nelle favole e, chiunque passi da qui anche solo una volta, scoprirà che ci riescono benissimo.

Una delle regioni più spettacolari dal punto di vista paesaggistico è quella sud-occidentale, altrimenti detta la “mano sull'Atlantico”. Le cinque lingue di terra con cui le contee di Kerry e di Cork si sporgono sull'Atlantico, infatti, assumono le sembianze delle dita di una mano protesa nelle profondità oceaniche.
La Penisola di Dingle
Regina di questo lembo selvaggio di Irlanda che abbraccia le contee di Cork e Kerry è la Dingle Peninsula, la più settentrionale, scenario del film “La figlia di Ryan”, come ricorda lo Ryan's Daughter Commemorative Stone eretto sull'erba davanti a uno scorcio di oceano tra i più belli della costa. Un delfino come mascotte (il simpatico Fungi che, a quanto pare, dimora nella Dingle Bay) e la più “alta” montagna d'Irlanda dopo il MacGillycuddy's Reeks (il Monte Brandon con i suoi 952 metri), hanno reso nota la penisola al turismo internazionale ma, rispetto alle più popolari Killarney e al panoramico Ring of Kerry della Iveragh Peninsula, uno degli anelli luminosi della “mano sull'Atlantico”, quest'area sopravvive ancora al di fuori del turismo di massa. Ideale da percorrere in automobile, la penisola offre alcuni dei paesaggi costieri più selvaggi dell'Irlanda, tra masse granitiche e spiagge da Caribe come quelle di Inch Strand e Castlegregory.
Una delle due strade dirette al porto di Dingle da Tralee, capoluogo del Kerry, conduce allo spettacolare Connor Pass, mentre una tappa quasi obbligata del ring of Dingle Peninsula è quella al Gallarus Oratory. Si tratta di una delle più importanti testimonianze dell'architettura cristiana in Irlanda, un piccolo oratorio in pietra a forma di nave rovesciata, sopravvissuto anche alle invasioni vichinghe e normanne. Ad accogliere il visitatore lungo la costa della penisola sono antichi villaggi di pescatori, cittadine tinte di colori pastello, piccole realtà dove ancora sopravvive il gaelico, la lingua tradizionale, che si legge nelle insegne dei negozi e nelle indicazioni stradali. Il tratto comune di queste città in miniatura è quello di sembrare abitate davvero da streghe e sirene, composte da un mosaico di volti e colori che lasciano molto spazio all'immaginazione.
Le città: Tralee e Dingle
Il capoluogo del Kerry, Tralee è il punto di transito per la penisola di Dingle. Il piccolo villaggio si è solo recentemente adeguato al flusso di visitatori dotandosi di attrezzature turistiche e arricchendosi con manifestazioni culturali come la simpatica elezione della reginetta “Rose” durante i giorni estivi del " Rose of Tralee Festival". Centro vitale della baia di Dingle è l'omonima cittadina, un concentrato di pub e casette dove i colori non sono mai troppi e dove l'aria che si respira è decisamente marinara. A fare gli onori di casa è il delfino Fungi al quale è stata dedicata una statua che ne ricorda la presenza ma chi vuole può partire alla volta del mare prenotando un giro in barca per tentare di incontrarlo veramente. Pare che, se il delfino non voglia farsi incontrare, il turista viene rimborsato della spesa.

Per le stradine di Dingle si susseguono i caratteristici pub irlandesi, alcuni più turistici per la verità, proprio come certi negozi invasi di souvenir celtici ad uso e consumo dei turisti di passaggio. Oltre ad elfi, fate e sirene, infatti, anche i Celti sono onnipresenti nei racconti un po' storici un po' fantastici degli irlandesi. Nella zona prospiciente il mare, si affollano invece i ristorantini che servono le specialità di pesce accompagnate, neanche a dirlo, da birra. I negozi chiudono più tardi del solito (alle 22.00 invece che alle 18.00) il che la dice lunga sulla conversione turistica del luogo, ideale punto di partenza per la circumnavigazione della penisola.
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