Croazia da vedere, l'Istria: Parenzo, Rovigno, Pola e isole Brioni

Terra “meravigliosa e magica”. Ecco come è conosciuta l’Istria, una delle regioni turistiche croate più visitate dagli amanti del mare provenienti da tutta Europa. Ma è soprattutto fuori stagione che questa punta estrema dell’Adriatico riserva ai viaggiatori il meglio di sé nella sua fascia costiera e nell’immediato retroterra, con verdi paesaggi che si affacciano su un mare cristallino, affascinanti tesori d’arte e di storia e scrigni di natura talmente belli da essere tutelati come, ad esempio, il Parco Nazionale delle Isole Brioni.

Un itinerario di poco più di 100 km da Umago (Umag) a Pola  lungo il litorale occidentale istriano, oltre a rivelare panoramici tratti di costa rocciosa coperti da boschi di macchia mediterranea, calette, baie, insenature e isole che fanno la gioia degli appassionati di vela, consente di scoprire alcuni tra i più interessanti borghi marinari dell’Istria, a cominciare da Parenzo e Rovigno con il loro notevole patrimonio artistico frutto dell’influenza e dell’intreccio di diverse civiltà e dominazioni: dai Romani, ai Bizantini, dai Veneziani agli Asburgo.

Parenzo (Porec)

Parenzo, Basilica EufrasianaImportante località turistica della costa istriana è Parenzo. Già colonia romana di cui conserva la struttura urbana del Castrum definita dalle vie principali Decumano e Cardo, rivela oggi un centro storico dove lo stile romanico si alterna a stupendi palazzi di gotico veneziano. Con due millenni di storia alle spalle, Parenzo è ricca di monumenti e attrazioni d’arte a cominciare dal gioiello della Basilica Eufrasiana, una cattedrale paleocristiana edificata in stile bizantino verso la metà del VI secolo, all’epoca del vescovo Eufrasio.

Annoverata tra le più belle opere di arte bizantina, impreziosita da splendidi mosaici dorati che ornano l’abside centrale e il ciborio sopra l’altare, i pavimenti e la facciata, la basilica compare nella lista dei patrimoni mondiali dell’Unesco, unico presente in Istria. Oltre alla chiesa, il percorso di visita comprende anche il Battistero, il campanile, il Palazzo vescovile dell’Eufrasiana, aperto al pubblico nel 2000, i resti dell’oratorio di S. Mauro con i pavimenti a mosaico.

Da non perdere nemmeno la Casa Romanica del XII secolo con l’interessante balcone in legno e la torre pentagonale in stile gotico che all’epoca fungeva da ingresso in città, e la Casa dei “Due Santi”, piccolo edificio in via S. Mauro, costruito nel XIV e XV secolo in stile romanico. Il suo nome deriva dalle due figure in pietra di santi in rilievo, poste accanto alle finestre al piano. Passeggiando per le vie lastricate del centro storico non mancherà l’opportunità di scorgere i segni del fiorente passato veneziano (durato ben cinque secoli) quando il leone di San Marco vegliava anche da qui sulle fortune marinare e commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia.

Oltre al patrimonio artistico culturale, l’attrattiva della località è senz’altro il mare: Parenzo è infatti una perla dell’Adriatico sulle cui spiagge sventolano molte Bandiere blu e vanta una tradizione turistica di tutto rispetto annoverando tra i suoi primi turisti l’arciduchessa Stefania, nel lontano 1886, e gli arciduchi Carlo Stefano e Carlo Lodovico, tutti nobili della monarchia austro-ungarica.. Non stupisce che i 37 chilometri di riviera parentina siano ad oggi tra i luoghi più rinomati di tutta la Croazia come Plava e Zelena Laguna (Laguna blu e Laguna verde), o l’isola di Sveti Nikola (San Nicola).

Rovigno (Rovinj)

RovignoImportante località turistica della costa istriana è Parenzo. Procedendo verso sud, dopo avere costeggiato il canale di Leme (Limski), un piccolo fiordo che penetra nell’entroterra per circa 10 km, si raggiunge Rovigno, considerata a ragione uno dei più romantici borghi marinari del Mediterraneo e autentico gioiello della costa occidentale istriana, complice un’architettura rimasta pressoché incontaminata, fatta di case alte, viuzze strette, vicoli, scalinate e piccole piazze incastonate in una stretta penisola (un tempo isola separata dalla terraferma) protesa nell’Adriatico.

Attraverso il seicentesco Arco dei Balbi si entra nella città vecchia dove si ha l’impressione che il tempo si sia fermato e il cui culmine è la cattedrale di Santa Eufemia con la sua posizione dominante in cima alla collina. Questo edificio barocco in stile veneziano è il più grande e importante monumento cittadino. E’ dedicato alla santa e martire (detta Fuma dal popolo) il cui sarcofago arrivò dal mare a Rovigno verso l’800, almeno stando alle leggende locali. La festa tradizionale di Santa Eufemia che si svolge verso la metà di settembre è una delle più importanti di tutta l’Istria e richiama moltissimi pellegrini.

Un tuffo nella storia dall’epoca preistorica a quella romana e medievale è consentito al Museo Civico ospitato nel palazzo barocco dei conti Califfi dove accanto all’esposizione permanente di reperti archeologici ci si può fare anche un’idea della tradizione marinara rovignese, e ammirare opere pittoriche che spaziano dal XV secolo fino  ai maestri dell’arte contemporanea croata. E rimanendo in tema artistico vale la pena sapere che nella via Grisia, la via degli artisti, dal 1967, la seconda domenica di agosto viene allestita una singolare mostra d’arte all’aperto. Il forte legame della città con il mare è testimoniato anche dal un singolare museo ecologico, “La casa della Batana”, dedicato a una piccola imbarcazione tipica dell’Istria che rappresenta un simbolo identitario molto sentito.

Rovigno offre tratti di costa molto suggestivi dove  prendono vita piccole oasi di natura come, ad esempio il parco forestale di Punta Corrente che è il più importante giardino botanico sulla costa orientale dell’Adriatico, e la baia di Palù, una riserva ornitologica con più di 200 tipi di uccelli. Lungo la strada per Pola vale la pena fermarsi anche al borgo di Valle (Bale) in posizione panoramica sulla collina. Una breve sosta per ammirare il suo centro storico fatto di case in pietra, oggi posto sotto tutela ambientale, e per il Palazzo Bembo, recentemente restaurato.

Pola (Pula)

“C’è soltanto un golfo che divide Pola da Venezia” – scriveva un giovane James Joyce in una lettera al fratello, mentre eseguiva il suo incarico di insegnante di inglese nella base della Regia Marina Austro-ungarica. Questa città sull’Adriatico ha alle spalle tremila anni di storia e una nascita che la vede strettamente connessa al mito degli Argonauti e la ricerca del vello d’oro, passando attraverso l’epoca degli Istri, dei Romani e dei Veneziani. Pola divenne in seguito il più importante porto militare dell’Impero austro-ungarico, mentre oggi veste il ruolo di principale centro culturale ed economico dell’Istria.

Le varie pagine della storia di Pola possono leggersi nel compatto tessuto urbano dove templi romani si alternano a palazzi in stile barocco, chiese paleocristiane si trovano di fronte a ville di epoca austriaca, mentre nei resti delle mura medievali si aprono porte dell’epoca antica. Una passeggiata a Pola può iniziare dal vecchio nucleo cittadino con il Foro, la piazza centrale della Pola antica e medievale dove si trovano, conservati ancora magnificamente, il Tempio di Augusto risalente all’epoca romana e il gotico Palazzo comunale costruito su un preesistente tempio romano. Non lontano dal Foro, in piazza Portarata, si trova l’Arco dei Sergi, anch’esso perfettamente conservatosi dall’epoca romana.

Pola, anfiteatro romano Incamminandosi lungo le mura della città si arriva alla Porta d’Ercole e Porta Gemina, accanto alla cattedrale e alle numerose case rinascimentali in stile barocco, per poi tornare nuovamente al Foro in meno di un’ora. Tra le attrazioni storiche della città, il più celebre è senz’altro l’Anfiteatro Romano o Arena, edificato nel I secolo dopo Cristo durante il regno dell’imperatore Vespasiano, tra i più grandi dell’antichità e tra i più belli quanto ad eleganza di forme e qualità della pietra istriana utilizzata per la costruzione.

Per immergersi invece nella Pola austriaca degli Asburgo, basta passeggiare nei dintorni del nucleo storico e osservare la moltitudine di edifici di quell’epoca. Vista la sua posizione sul mare, Pola non può che offrire anche spiagge e coste (oltre 100 chilometri di fascia costiera) con bellezze naturali non trascurabili. Le più belle spiagge si trovano nel complesso turistico Verudela, distante solo 5 chilometri dal centro cittadino.

Le isole Brioni (Brijuni)

Il Parco Nazionale di Brioni (Brijuni) è un arcipelago costituito da due isole maggiori e dodici isolotti, che si protendono lungo la costa sud occidentale dell’Istria, a poca distanza dalla città di Pola. La superficie complessiva dell’arcipelago, incluso anche il mare che la circonda, protetto anch’esso, è di 34 km quadrati. A caratterizzare l’ambiente delle Brijuni sono coste frastagliate e una vegetazione mediterranea ben preservata, in parte sistemata a parco paesaggistico. La sua bellezza esclusiva richiama ormai da più di cento anni un certo turismo d’elite, aristocratici e statisti di tutto il mondo, per non parlare del fatto che tempi addietro queste isole ospitavano la residenza estiva dell’allora presidente della Jugoslavia, Josip Broz Tito. Risale a questo periodo la sistemazione della maggioranza dei parchi isolani a “Parco-safari” e ancora oggi a popolare questi ambienti sono soprattutto animali erbivori esotici come elefanti, antilopi, gazzelle, lama e zebre.

Qui la natura domina incontrastata e numerosi sono gli uccelli migratori che hanno scelto di svernare sull’isola. In questo paradiso ambientale trova spazio anche un patrimonio storico-culturale di tutto rispetto che rende ancora più attraente il luogo. Particolarmente interessate è il retaggio dell’epoca romana quando a cala Veriga, nel primo secolo, si ergeva una delle residenze estive degli imperatori romani, come provano le numerose statue romane ben conservate. Ma anche l’epoca bizantina ha lasciato notevoli testimonianze risalenti in particolare al periodo in cui a Cala Dobrika fu eretto un castrum ben fortificato, abitato sino al XIV secolo.

Nel XIX secolo, poi, le isole sono state la principale mira strategica della monarchia astroungarica che qui edificò un imponente sistema fortificato per la difesa di Pola. Le monumentali costruzioni ben conservate sono ancora visibili. Ma se c’è un nome a cui sono legate le sorti recenti dell’arcipelago è quello di Paul Kupelwieser, industriale austriaco che, alle soglie del XIX secolo, prima acquistò le isole e poi, con l’aiuto del famoso medico Robert Koch, vi debellò la malaria. Infine, all’inizio del XX secolo diede all’arcipelago l’aspetto di una grande parco destinato alle gioie dei turisti.

Durante l’anno (in inverno solo su richiesta) vengono organizzate escursioni giornaliere in battello in partenza dalla marina di Fasana (Fazana) a nord di Pola, che comprendono la visita guidata in gruppo di Brioni Maggiore (Veliki Brijuni) mentre gli ospiti degli hotel presenti sull’isola possono fruire più liberamente degli spazi, magari esplorando l’isola in bicicletta o visitando anche il resto dell’arcipelago con tour in barca.

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