Land Rover Discovery 3
Squadrata, seria e militaresca: questi i primi tre aggettivi che vengono in mente osservando la Discovery Land Rover di terza generazione. Ma dopo averla esaminata esternamente, del tipo vista e piaciuta, ti viene voglia di saltare dentro per sentire la nuova cavalleria e mettere alla prova la tecnologia di cui dispone.

Appena parti ti accorgi subito di una potenza da campione (il V8 benzina sfodera ben 300 cavalli, il V6 TD 190) e se ti trovi in difficoltà con il fondo non compatto sotto le ruote, il sistema Terrain Response ti toglie dai pasticci. Un vero e proprio cervello elettronico che fa gestire al Suv inglese 5 tipi di situazioni critiche, ma non con una quantità di comandi per le diverse possibilità fuori strada, bensì con la semplice rotazione di una manopola, posta vicino alla leva del cambio.
Il sistema controlla e ottimizza le prestazioni della vettura innestando automaticamente le numerose funzioni elettroniche e meccaniche, al fine di garantire massima trazione e facilità di guida. Le 5 impostazioni sono: standard, erba/ghiaccio/neve, fango/solchi, sabbia, roccia. Il dispositivo fa assumere alla Discovery 3 la configurazione ideale per qualsiasi superficie a scarsa aderenza, mentre sul display del navigatore appare l'animazione di come funzionano motore o trasmissione quando varia l'assetto, a seconda delle specifiche necessità.
Land Rover Discovery: ingrandisci le immagini
Prova di guida
Ci siamo divertiti a smanettare a ripetizione il selettore (ci sono dei loghi per indicare le 5 diverse configurazioni), dopo aver "alzato" la vettura con un'apposita levetta a sinistra del congegno, nei tre giri di un circuito fatto ad hoc per mettere alla prova la validità del dispositivo. La risposta del Terrain Response è stata eccellente in ogni condizione, su un terreno ulteriormente appesantito da un paio di giorni di pioggia incessante. La tenuta sulla sabbia, sull´erba fradicia, il grip sulla pietraia, la marcia senza problemi nel fango, come la discesa in una profonda pozza d'acqua, non hanno dato alcun pensiero alla nuova Discovery.
Un'altra innovazione è rappresentata dall´Integrated Body Frame, una nuova piattaforma che permette al 4x4 la manovrabilità di una normale autovettura, ma anche la forza e la versatilità necessarie per elevate prestazioni fuoristrada, grazie anche a sospensioni completamente indipendenti. Sono a disposizione anche molle regolabili e cross linking che ottimizzano la distanza dal suolo, variando l´altezza della vettura. E´ così in grado di guadare fiumi, arrampicarsi sulle dune e attraversare laghi ghiacciati, ma fare anche la sua bella figura sulle strade e autostrade di ogni giorno.
Siamo così riusciti ad assaporare durante i test la potenza dei due propulsori ad alte prestazioni dell´imponente e lussuoso fuoristrada inglese. Al vertice della gamma (ma non più disponibile a listino sul mercato italiano) un motore a benzina a 8 cilindri a V da ben 4.400 cmc (di derivazione Jaguar S-Type), opportunamente rivisitato nella curva di erogazione per trovarsi completamente a suo agio anche nell'utilizzo in fuoristrada. Il propulsore è accoppiato alla perfezione a un cambio automatico a sei rapporti, abbinato a uno schema di trazione integrale permanente.
Come contraltare, per i sempre più numerosi appassionati della motorizzazione diesel, una versione spinta del V6 di 2,7 litri, realizzato congiuntamente da Ford e Psa (Peugeot e Citroen), adattato come si deve alle numerose esigenze della Discovery. Oltre cento i cavalli di differenza (299 per il benzina e 190 per il diesel) che fanno galoppare il possente fuoristrada rispettivamente a 195 e 180 chilometri orari.
Ritornando allo stile c'è da dire che il fuoristrada inglese riprende sul frontale quello già apprezzato sull'ammiraglia Range. Linee dritte e moderne, senza rinunciare alle caratteristiche inconfondibili del design delle Discovery. Come pure la linea rialzata del tetto della vettura (che permette sedili posteriori piu´ alti e quindi maggiore visibilità ai passeggeri), determinata dal design dell´abitacolo, tra i più spaziosi e versatili della sua classe. Caratteristico pure il portellone con fascione asimmetrico che divide la parte inferiore in metallo da quella superiore vetrata.
La funzionalità è invece da monovolume. A richiesta si possono aggiungere due posti supplementari nel bagagliaio, per arrivare a 7 e, a parte quello di guida, tutti i sedili sono abbattibili per guadagnare spazio e raggiungere quasi i 2 metri cubi di volume. E, come sulle vetture di rango, i fari anteriori ruotano in curva per seguire la traiettoria e avere sempre il massimo della visibilità.

Prezzi
Tre gli allestimenti del model year 2009, S, SE e HSE, abbinati unicamente alla motorizzazione 2.7 turbodiesel con prezzi chiavi in mano (IPT esclusa) da 39.400 Euro della più accessibile versione S per arrivare al top, l'esclusiva HSE con cambio automatico, a 53.200 Euro. Garanzia di 3 anni 100mila km.
Per informazioni, elenco concessionari: Land Rover Italia