Monaco: la Residenz e il Castello di Nymphenburg

Il castello reale: la Residenz

Nel cuore della Città Vecchia, la Residenz di Monaco ostenta senza mezzi termini tutto il fasto di una città che già durante l’era dei Wittelsbach (1180-1918) – il Casato che ha guidato le sorti della Baviera per oltre sette secoli – era un centro culturale d’importanza europea. Quella che fu fino al 1918 la grandiosa dimora e sede del governo dei sovrani Wittelsbach, è oggi il castello cittadino più grande di tutto il Paese.

Residenz, sala dell'Antiquarium

La sua architettura riflette l’attenzione, motivata da sincera passione, che al tempo dei duchi bavaresi era riservata a tutte le più sensazionali espressioni artistiche. I singoli regnanti fecero sistemare e ampliare le stanze a loro piacimento, incaricando dell’esecuzione sempre rinomati artisti. Tulle le 130 stanze sono cariche di decorazioni, mobili e dipinti, tappezzerie e porcellane per un insieme dal valore inestimabile. Le sale del Duca Maximilian I (sala dell’imperatore), la “camera di pietra” e la Reiche Kapelle mostrano l’edilizia dei palazzi del XVII secolo, mentre le gallerie degli antenati e le stanze – su progetto di François Cuvilliés (autore anche dell’omonimo Teatro) – presentano il tipico Rococò di corte.

La Residenza era anche il luogo in cui i sovrani custodivano le loro collezioni d’arte e il tesoro della casata. L’Antiquarium, ad esempio, è la sfolgorante sala rinascimentale, la più grande e grandiosa mai avuta al nord delle Alpi, creata nel 1570 circa per la collezione di antichità del Duca Albrecht V e successivamente usata come salone di rappresentanza. Insieme al Museo e al Teatro Cuvilliés, è il Tesoro a completare il capolavoro della Residenza. Convergono in questo “tesoro” di nome e di fatto, reperti famosi in tutto il mondo come il tabernacolo di Arnolfo, il reliquiario a croce dell’imperatore Enrico II o la croce di Gisela. L’importante collezione espone arte orafa dal medioevo fino al classicismo, insieme a preziosi lavori in avorio, cristallo di rocca e pietre preziose, monili, gioielli, posate e persino pugnali turchi.

Infine, il Teatro Cuvilliés – noto anche come Vecchio Teatro della Residenza - rappresenta un capolavoro dell’architettura teatrale di corte del Rococò, costruito tra il 1751 e il 1755 sul progetto dell’architetto François Cuvilliés il Vecchio, in collaborazione con artisti della corte monacense. Chiuso per restauri, il teatro aprirà nuovamente al pubblico proprio dal 15 giugno 2008, in occasione dell’anniversario degli 850 anni di Monaco. In questa “casa dell’opera” ebbe luogo la prima dell’opera di Mozart “Idomedeo”, la stessa che il 15 giugno inaugurerà la riapertura del teatro-monumento.

Residenz, Ahnen galerieNymphemburg, particolare scala di ingresso

Il Castello di Nymphenburg

Al pari della Residenza di Monaco, un altro simbolo dello splendore di corte e cortigiani, principi e principesse dai risvolti quasi favolistici, è il Castello di Nymphenburg che già nel nome racchiude parte del suo fascino evocando l’originario “borgo de la ninfe” destinato alla principessa della famiglia Wittelsbach, Enrichetta Adelaide di Savoia. Correva l’anno 1663. In seguito, l’edificio fu ampliato e il semplice castello si trasformò in un’elegante residenza estiva, sotto la supervisione del già famoso architetto del teatro rococò di Monaco, François Cuvilliés il Vecchio. Dalla “sala di pietra” alla più intrigante “galleria delle bellezze”, gli scenografici labirinti dell’interno lasciano ben immaginare l’atmosfera rarefatta e allusivamente viziosa di questo rifugio per nobili.

La perfetta armonia tra la struttura e il giardino esterno, ulteriormente amplificata al principio del XIX secolo con l’intervento del famoso architetto paesaggista Friedrich Ludwig Sckell, è uno dei pregi che rende il castello un capolavoro europeo. Spazi coperti da siepi, viali rettilinei e bacini d’acqua si posizionano tra di loro in perfetta simmetria, vero paradiso per chi apprezza passeggiare nella natura, tra scrosci d’acqua e padiglioni, verosimili “alcove” per incontri segreti. Nel parco sono visibili anche una decoratissima sala termale, un castelletto di caccia nei toni argento e blu (l’Amalienburg) che al suo interno nasconde altre meraviglie (su tutte, la “sala degli specchi” ricoperta di preziosi stucchi d’argento), l’esotico Pagodenburg e il Magdalenenklause concepito come “ermitage” reale. Qualsiasi dettaglio si incontri, lascia ben intravedere l’opulenza del tempo e il lusso della vita degli abitanti di Nymphenburg.

Monaco, Castello di Nymphenburg

Il Giardino inglese

Lo stesso nome di Friedrich Ludwig Sckell, artefice degli effetti pittoreschi del parco in seguito al suo ampliamento, risuona in un altro ambiente verde di Monaco, il più importante in assoluto: l’Englischer Garten. Sckell è il regista della scenografia di uno dei più grandi parchi cittadini del mondo, e non tanto per dire. E’ più grande persino del Central Park di New York, ad esempio. Questo polmone verde della città si estende dal centro fino al confine settentrionale di Monaco, suddiviso in due parti (una settentrionale, detta Hirschau, e una meridionale) dalla grande strada Isarring. Un’oasi di pace dove il capoluogo della Baviera si ripiega su se stesso, quasi a contemplare la sua stessa bellezza e la signorilità di 850 anni portati benissimo.

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