Nòi Albinoi, di Dagur Kári
Dopo aver esordito alla regia con lo sconosciuto Villiljos (2001), Dagur Kári acquista fama internazionale con Nòi Albinoi (2003), film girato nei Westfiords islandesi tra Sudavik e la struggente Isafjordur. Il film distribuito dalla Lucky Red con classici contenuti extra: trailer, galleria fotografica, cast e filmografia, e non ultima, un’intervista al regista Dagur Kari.
All’uscita rappresentò un buon successo di critica e di pubblico, facendo incetta di premi nei festival più disparati: miglior film europeo al Denver International Film Festival, miglior attore (Tomas Lemarquis), e miglior regista agli European Film Awards, miglior film nordico al Goteborg Film Festival. Solo per citarne alcuni.
La trama del film
Nòi è un ragazzo albino che vive nelle sperdute aree della regione dei fiordi occidentali islandesi. Cresciuto dalla nonna, e con un padre che non rinuncia a far sentire la sua presenza, nonostante l’alcoolismo e una conduzione di vita a dir poco sgangherata, Noi rifiuta la sottomissione al Sistema, lasciandosi trasportare dalla sua rabbia adolescenziale.
Ha un rapporto deficitario soprattutto con l’istituzione scolastica, arrivando addirittura a lasciare un registratore vocale al suo posto di banco. Ragazzata, tra l’altro, che gli costa l’espulsione. Ma anche l’esperienza lavorativa non serve a frenare il suo impeto di ragazzo “diverso”.
Gli unici momenti di vera evasione sono rappresentati dal negozio di libri e dagli incontri con il gestore, forse l’unico che sembra percepire la rabbia interiore di Nòi. Lo scantinato di casa, invece, sembra essere l’unico rifugio, dove poter fumare in pace una sigaretta e vagheggiare di viaggi e sogni futuri.
L’incontro con Iris, infine, una ragazza proveniente dalla capitale, e figlia del proprietario della libreria, gli fa scoprire la prima vera infatuazione. E’ con lei che i sogni prendono forma, e così il desiderio di una fuga verso paesaggi esotici sembra poter diventare realtà.
Nòi riceve inoltre un regalo inaspettato. Una finta macchina fotografica che proietta solo due foto: una rappresentante un indigeno, e un’altra di un paesaggio esotico fatto di spiagge e palme. Purtroppo Iris alla fine cederà alla gelida quotidianità, e Nòi ancora una volta si ritroverà in solitaria a dover fronteggiare la cruda realtà della provincia islandese.
Lo scantinato di Nòi, tuttavia, risulterà provvidenziale. E’ lì che il ragazzo si troverà escluso da un tragico scherzo del destino: una valanga di neve che ucciderà parenti, amici e compaesani. Ora il ragazzo non ha più nessuna remora e costrizione, e il viaggio esotico sembra prender forma...
Considerazioni
Freddo come un paesaggio invernale islandese, Nòi Albinoi è un film sull’evasione giovanile, e sulle difficoltà che questi incontrano nei riguardi delle istituzioni.
Ma è una Natura così ostile a rappresentare lo scoglio più grande. E, sebbene la storia di Nòi possa farci tornare a quegli anni e farci capire come d’altronde tutte queste nostre storie di evasioni e vagheggiamenti siano comuni, in questo caso Madre Natura ha veramente poco della madre. In ogni caso il peso che comporta nelle scelte è davvero significante. La cinica valanga finale ne è un buon esempio.
Notevole il finale. La foto che Nòi vede all’interno della macchina fotografica si tramuta in una vera immagine lasciando trapelare, oltre il film, un futuro di sole e mare nella vita di Nòi.
Recensione di Luca Corini - FilmKamera