Itinerario in Sicilia orientale

Il Barocco siciliano

Questo piccolo assaggio di barocco è il preludio a Noto, “giardino di pietra” dove questo stile assurge ai livelli più elevati. L’attuale impianto urbanistico della città risale al 1703, anno in cui fu rifondata a seguito del terribile terremoto del 1693. Un impianto architettonico completamente diverso dalla Noto millenaria, ma che a causa dell’utilizzo della sua caratteristica pietra calcarea, ancora oggi è soggetto alle bizze delle faglie tettoniche e alla friabilità di questo materiale.

Noto, San Domenico

Chiesa barocca di San Domenico a Noto

Tutti ricorderanno il cedimento, nel 1996, della navata maggiore del Duomo e il conseguente crollo della cupola, duomo che oggi, dopo anni di impegnativi restauri è finalmente tornato all'antico splendore, recuperando anche gli originali colori delle cupole. Noto è un susseguirsi di capolavori settecenteschi: il Duomo, San Francesco, Palazzo Ducezio, Palazzo Lanolina, San Domenico, la chiesa di Montevergine, Palazzo Impellizzeri, Sant’Agata, la chiesa del Crocefisso e il Teatro comunale di epoca ottocentesca.

Dalla città del barocco a quella della ceramica il passo è breve. Caltagirone è colore che si esprime in ogni angolo: vasi, inserti, balaustre parlano il caleidoscopico linguaggio di un’arte che si perde nella notte dei tempi. Da vedere il Museo regionale della Ceramica, la chiesa di San Francesco, quelle di San Domenico, San Giorgio, San Giacomo e Santa Chiara, il Duomo di San Giuliano e Santa Maria del Monte, i cui 142 gradini, rifatti in pietra lavica nel 1953, sono arricchiti da alzate in maiolica, preludio alle tante botteghe artigiane che si aprono sulla scalinata.

Caltagirone, Santa Maria del Monte

Scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone

Piazza Armerina

Un ultimo salto nel tempo ed eccoci a Piazza Armerina, per ammirare la spendida Villa Romana del Casale, celebre in tutto il mondo per l’imponenza delle sue strutture, ma specialmente per i suoi mosaici perfettamente conservati. La villa patrizia, della prima meta del IV secolo d.C., si estende per circa 3500 metri quadrati e presenta oltre 40 ambienti le cui pavimentazioni sono realizzate esclusivamente a mosaici policromi.

Scene di caccia, animali, sacrifici, banchetti, motivi vegetali, miti e leggende rivivono in questa spettacolare e unica manifestazione di epoca imperiale, che permette di osservare le soluzioni ingegneristiche per il riscaldamento degli ambienti, unito a un gusto estremamente raffinato, e spesso assolutamente disinibito, per la bellezza, in tutte le sue forme.

Villa Romana del CasaleMosaici romani

Villa Romana del Casale a Piazza Armerina

L’Itinerario in breve

Atterrati a Catania si segue la statale 114 fino a Taormina, da dove si piega decisamente verso l’interno lungo la 185, e poi la 284, che costeggia il Parco dell’Etna, per poi scendere a Catania lungo la 121. Riprendiamo la 114 per raggiungere Siracusa. Da qui una trentina di chilometri, percorsi sulla strada statale 115, ci separano da Noto.

Dalla capitale del barocco arriviamo, seguendo la provinciale 287, e poi la 124, a Caltagirone (come variante più lunga ma più agevole si segue la statale 115 per Gela, 117 bis e 417). Oltrepassato San Michele di Ganzaria si imbocca la 117 bis che in poco più di 10 chilometri conduce a Piazza Armerina. Continuando sulla medesima strada ci si immette poi sulla A19 che riporta velocemente a Catania.

Testo di C. Pinotti, foto di A. Fanzini

Informazioni turistiche

Pagine: Taormina, il parco dell'Etna e Siracusa | Noto, Caltagirone e Piazza Armerina