Padova, capolavori d'arte e di fede

Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori

Entriamo nel cuore della città storica in Piazza delle Erbe, dominata dal Palazzo della Ragione, capolavoro di architettura civile di età comunale. La grandiosità del palazzo lascia senza fiato, così come la bellezza del ciclo pittorico del maestoso salone, dedicato all’astrologia medioevale che illustra l’influenza astrale sulla natura e sulla vita dell’uomo. Completa l’architettura della piazza il Palazzo del municipio, di epoca cinquecentesca ma ampliato nel primo Novecento.

Padova, Piazza delle ErbePorta presso il Duomo

Poco distante si apre una delle più eleganti aree cittadine: Piazza dei Signori, che alterna vecchie case con portico a prestigiosi palazzi. Bellissimi la cinquecentesca Loggia del Consiglio e il coevo Palazzo del Capitanio con la sua Torre dell’Orologio dominante l’intero spazio urbano. Realizzato da Giovanni delle Caldiere, oltre le ore, l’orologio quattrocentesco segna i giorni, il ciclo del sole secondo lo zodiaco, le fasi lunari e i moti dei pianeti.

Il Duomo e il Battistero

Anonimo, rispetto alla magnificenza delle altre basiliche cittadine, il Duomo si presenta con una facciata scarna e incompiuta. Un aspetto austero che, sul suo lato destro, ingloba le forme romaniche del Battistero che, invece, è una delle più interessanti e meno conosciute bellezze artistiche padovane. Al suo interno, infatti, si svela un eccezionale ciclo pittorico di Giusto de’ Menabuoi, realizzato tra il 1376 e il 1378. Di ispirazione giottesca, gli affreschi del Menabuoi rivelano un’approfondita conoscenza volumetrica dell’opera pittorica, accompagnata da scelte cromatiche che accentuano la plasticità delle forme di un’opera di incredibile concretezza e vitalità. Poco distante il Duomo merita una visita l’antico Ghetto ebraico.

Palazzo della Ragione

La Cappella degli Scrovegni

Eccolo il capolavoro assoluto della città veneta. La Cappella degli Scrovegni, che anni di ricerche e di restauri hanno riportato al primitivo splendore i colori e la tecnica di Giotto. Il cielo stellato della volta fa da cornice a uno splendido ciclo pittorico medievale che racconta, in 38 riquadri, la vita di Cristo e di Maria. Impossibile descrivere lo stupore, il senso di profonda umanità e spiritualità che percorre l’intera opera.

Ogni espressione, ogni gesto è perfetto, colto in quel momento di passaggio tra l’arte medioevale e quella umanistico/rinascimentale. Immersi in questo capolavoro, ritornano gli sferzanti versi di Dante: “Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo” e si comprende il suo Giotto che ha “il grido”, il primato di una ricerca pittorica in continua evoluzione. Travolti dal colore ci si trova a contatto con una delle più insigni menti della storia dell’arte mondiale.

…E ancora

Da non perdere, infine, una visita ai Musei Civici presso l'ex Convento degli Eremitani che ospitano tra gli altri il Museo Archeologico, che espone una preziosa raccolta di reperti paleoveneti, etruschi e romani, ma anche oggetti egizi e ceramiche greche; quello d’Arte Medioevale e Moderna, una ricca pinacoteca di circa tremila opere che raccoglie un'inestimabile tesoro di maestri della pittura veneta dal XIV al XIX secolo, quali il Tiepolo, il Tiziano, Tintoretto, il Veronese.

Vanno poi ricordati la Chiesa degli Eremitani con i preziosi affreschi del giovane Mantegna, ancorché danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale; l’Oratorio di S. Rocco, quello di S. Michele, la Loggia Carrarese, il Palazzo vescovile, la Specola, il Palazzo del Bo sede di una delle più antiche Università, la chiesa di S. Sofia, palazzo Zabarella, palazzo Giustiniani e l’Orto botanico.

Testo di C. Pinotti, fotografie di A. Fanzini

Portico del Palazzo della RagioneTorre dell'Orologio

Informazioni turistiche

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