Sardegna: Palmavera e Capo Caccia
Anche all’esterno delle mura, Alghero riserva piacevoli sorprese. Sulla laguna del Calik si possono ammirare i resti di un bel ponte romanico che, originariamente, contava ben 24 arcate. Oppure ci si può rilassare sulle splendide spiaggette di Lazzaretto o di Le Bombarde. Le calme acque della baia di Porto Conte, sono il preludio ad alcuni resti di epoca romana, mentre l’intera costa a nord della città è continuamente punteggiata da antiche torri militari.

Vista sul promontorio di Capo Caccia dal porto di Alghero
Palmavera
La statale, che da Alghero conduce a Porto Conte, fiancheggia l’interessantissimo complesso nuragico di Palmavera, costituito dalla cosiddetta Reggia, circondata da una cinquantina di capanne di forma prevalentemente circolare. La torre principale, con volta a “falsa cupola, è databile intorno al 1100 a.C., mentre quella secondaria fu aggiunta nel VIII secolo. La lunga vita dell’insediamento, abbandonato nel V secolo a causa di un devastante incendio, testimonia l’evoluzione del popolo dei nuraghe. I reperti trovati a Palmavera sono esposti nel museo di Sassari.
L’Alghero archeologica offre al visitatore anche il vasto complesso tombale prenuragico di Anghelu Ruju, nei pressi dell’aeroporto. Tra le più importanti aree archeologiche della Sardegna, annovera 38 ipogei neolitici risalenti al 3000 a.C. che esaltano l’evoluzione architettonica delle domus de janas.

Nuraghe di Palmavera
Capo Caccia
Un capitolo a parte meritano il promontorio calcareo e l'Area Marina Protetta di Capo Caccia. A strapiombo sul mare, offre una stupenda vista dell’intero golfo di Alghero, e prezioso riparo a grifoni, falchi e gabbiani che nidificano sulle sue scogliere, sormontate da un’incontaminata macchia mediterranea. Dal culmine del promontorio, attraverso i 656 vertiginosi gradini della Escala Cabirol, è possibile raggiungere la Grotta di Nettuno, visitabile anche in barca con partenza dal porto di Alghero.
Dove il mare sferza la roccia con la massima violenza, la natura ha costruito un capolavoro geologico fatto di ampie sale, gallerie, pozzi profondi e limpidi laghetti. Il percorso turistico, di circa 200 metri e che rappresenta meno di un decimo dell’intero sviluppo della grotta, inizia con il Lago Lamarmora che, formato dall’acqua del mare, occupa interamente il salone d’ingresso contornato da pareti verdi-azzurro. Il percorso si snoda poi tra concrezioni calcaree di ogni tipo e dimensione, alle quali la fantasia dell’uomo ha attribuito vaghe somiglianze, quasi a esorcizzare la potenza della natura che con i suoi pochi “arnesi da lavoro”, acqua e pietra, ha costuito acquasantiere, regge, organi, cupole, trini e merletti.
Testo e foto di A. Fanzini

Panorama dell'Area Marina Protetta di Capo Caccia dalla Escala Cabirol
Informazioni turistiche
- Come arrivare in aereo: voli diretti per Alghero da Roma Fiumicino, Milano Linate, Torino e Bologna con la compagnia Air One (Alitalia); da Bergamo, Pisa e Roma Ciampino con Ryan Air.
- Come arrivare in traghetto: il porto di imbarco più vicino è Porto Torres servito da Genova dalle compagnie Moby e GNV. Linee traghetto per Palau, Olbia e Golfo Aranci sono operate da porti del nord e centro Italia. Per approndimenti vedi le rubriche della sezione Turismo.
- Sito ufficiale Turismo di Alghero: www.comune.alghero.ss.it
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