Slovenia: Predjama e le grotte del Carso
Il Castello di Predjama
Quanto a castelli, tuttavia, il primato di fama nel territorio del Carso sloveno lo detiene quello di Predjama che passa alla storia, forse in tono un po’ romanzato, come un “capolavoro dell’ingenuità medievale, del coraggio, dell’astuzia e della disobbedienza, dell’intreccio millenario di una parte della natura all’improvvisazione umana nei momenti cruciali della vita”.

A soli 9 chilometri dalla grotte più famose della Slovenia (Postumia) e, dunque, ad appena 30 chilometri di autostrada dal confine italo-sloveno di Trieste, il maniero svetta audace su uno strapiombo di 123 metri che lascia intravedere i giochi d’acqua del torrente Lovka, lo stesso che per milioni di anni ha avuto la costanza di plasmare quasi ad arte il sottosuolo carsico che, oggi, richiama in Slovenia l’attenzione di molti turisti, oltre che di speleologi e appassionati. Anche per visitare il castello, bisogna inoltrarsi in parte in questo mondo sotterraneo, percorrendo un sentiero che scende a 25 metri.
Il castello di Predjama ha oggi un aspetto che risale alla fine del Cinquecento, ma la storia di questa fortezza non può che iniziare nel Medioevo e non può che essere arricchita dalla presenza di personaggi leggendari che ancora aleggiano nelle stanze umide. La figura centrale è quella del cavaliere predone Erasmo Lueger che in questa altura fortificata trovò riparo dall’imperatore d’Austria Federico III, suo persecutore. Che a nulla, però, gli servì data l’insolenza traditrice di un suo servitore che, a quanto pare, fece la spia conducendolo al suo destino di morte.
Passato attraverso un accurato lavoro di restauro, nel 1990, oggi il castello può accogliere i visitatori nel suo nobile aspetto cinquecentesco, lo stesso che aveva all’epoca rinascimentale del suo facoltoso proprietario Ivan Kobenzl. Ma lo spirito medioevale più consono alla preistoria del castello è ancora oggi riproposto – da più di dieci anni ormai – con il Torneo cavalleresco che viene organizzato la penultima domenica di agosto, e che vede la partecipazione in abiti d’epoca di cavalieri con il coreografico seguito di scudieri, armigeri, sbandieratori, valletti e dame. I cavalieri di diverse nazioni si sfidano in tipiche “tenzoni” medievali che rievocano le sfide d'armi e altre prodezze di coraggio, forza e abilità.

Le grotte di San Canziano e di Postumia
Prodezze di altro tipo, completamente inventate dalla natura, sono quelle che si godono nel mondo ipogeo del Carso sloveno, di cui le già citate grotte di San Canziano e di Postumia sono i risultati più spettacolari. Siamo in quella regione interna della Slovenia confinante con le valli dei fiumi Isonzo, Vipacco e i Brkini, morfologicamente ben definita dalla presenza di cavità sotterranee scavate dai corsi d’acqua, con grigia pietra calcarea e terra rossa a corredo e romantici canali, doline e polja.
San Canziano (Skocjanske Jame) è protetto dall’Unesco come monumento naturale e vanta uno dei più giganteschi canyon sotterranei: le acque del fiume Reka tornano alla luce dopo un percorso ipogeo di 40 chilometri dalle sorgenti italiane di Duino con il nome di Timavo. Per attraversare il canyon bisogna avere una piccola dose di coraggio e transitare su un esile ma sicuro ponticello a picco nel vuoto.
Postumia (Postojnska Jame), invece, ha uno splendore oscuro più barocco, appesantita com’è da un intricato complesso di caverne e gallerie, adornato da stalattiti e stalagmiti, di ben 19,5 chilometri di lunghezza. E’ visibile al pubblico soltanto il primo tratto, attrezzato per le visite (di circa un'ora e mezza) che avvengono a piedi e a bordo di un trenino elettrico, l'unico in una grotta turistica. A rendere l’idea degli ambienti decorati dal lavorio incessante del tempo con una impronta estetica che pare forgiata ad arte, ci pensano i soprannomi che sono stati dati ad alcuni spazi, come ad esempio il Grande Duomo e la Sala concerti.
Qui si sono anche esibiti, tra l’altro, artisti come Caruso e Mascagni. Postumia, insomma, è il volto barocco della più gotica e tenebrosa San Canziano! In entrambi i casi, l’impatto con la temperatura – decisamente bassa e con l’umidità pari al 99%! – è la prima sfida sensoriale da superare. Ma basta qualche minuto di adattamento e poi si può godere lo spettacolo fuori dal comune, in compagnia di guide esperte e di pipistrelli che completano la scenografia a tratti inquietante e surreale di questi contorti abissi in cui si ha la sensazione precisa di essere stati fagocitati dal ventre di una Grande Madre.



Le altre grotte del Carso
Sono circa 100 le grotte carsiche, di cui ben 25 quelle aperte alle visite turistiche. Per informazioni e materiale sul Carso rivolgersi all'Ufficio del Turismo Sloveno in Italia, (tel. 02 2951 1187).
Tra le più affascinanti sono da citare quelle di Vilenica, non lontane dal confine italiano di Fernetti; Dimnice, che presenta una profonda caverna raggiungibile attraverso un sentiero a spirale scavato nella roccia; nei pressi di Postumia la grandiosa grotta di Planina, dalla quale risorgono le acque del fiume Pivka, provenienti dal complesso di Postumia; infine la spettacolare Krizna Jama, formata da un complesso di 22 laghetti ipogei.
Non meno interessanti sono i fenomeni carsici esterni, come il parco naturale di Rakov Skocjan con i suoi imponenti ponti naturali di roccia sotto i quali scorre il rio dei Gamberi, oppure il lago Circonio (Cerknisko jezero), un lago la cui particolarità è quella di essere intermittente e di scomparire nei periodi di secca per lasciare il posto a campi coltivati e mandrie al pascolo.
Testo a cura della redazione, foto di A. Fanzini



Informazioni turistiche
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e uffici del turismo: scheda Slovenia
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