Croazia: le isole di Rab e Pag
L'isola di Rab
L’isola di Rab, se si esclude un tratto di costa brullo e roccioso battuto dalla bora, è un immenso e lussureggiante orto botanico, impreziosito da piccoli tesori d’arte. Rab, il capoluogo dell’isola, disteso lungo una stretta lingua di terra, sorprende con i suoi palazzi nobiliari e i suoi edifici religiosi che ne testimoniano l’importanza risalente all’epoca medioevale.

In traghetto verso l'isola di Pag
Ai piedi della scalinata che introduce alla parte alta della cittadina, sorge il palazzo Dominus Rimira in stile gotico-rinascimentale. La Srednja, la via principale, conduce poi alla Loggia Veneta, del 1509, a sua volta affiancata dalla chiesetta di S. Niccolò. Poco discosto si innalza la stretta torre denominata Morska vrata del secolo XIV. I principali edifici religiosi sono però ubicati nella parte alta di Rab: la piccola chiesa di S. Andrea, la splendida cattedrale romanica di S. Marija Velika, consacrata nel 1177, il campanile, anch’esso romanico, del XIII secolo, la chiesa di S. Antonio Abate, S. Giustina, che faceva parte di un antico complesso monastico benedettino. E poi ancora S. Croce e le rovine del convento di S. Giovanni Evangelista.
Più prosaico, ma decisamente interessante, è invece il Palazzo del Duca, l’antico Knezev Drov, edificio del XIII secolo posto in una delle più belle e vitali piazze cittadine. A nord di Rab si distende il Parco Komrcar, uno dei più affascinati dell’intera zona dalmata, che ospita pioppi, cipressi, alloro, fichi d’india e agavi secolari.
L'isola di Pag
Pag attrae il turista più per le sue tradizione enogastronomiche che per le sue bellezze artistiche limitate, quasi esclusivamente, ai soli palazzi che costituiscono il capoluogo dell’isola. Decisamente interessanti sono invece lo Zutica, un buon vino bianco, e il Paski sir, un rinomato pecorino il cui sapore, secondo la tradizione, pare sia da far risalire ai particolari pascoli di Pag, composti da salvia selvatica e rare erbe, che le pecore strappano alle rocce dell’isola. Da non perdere, infine, una saporita grigliata a base di carne d’agnello. Gli amanti del bello possono comunque rifarsi gli occhi con gli splendidi merletti che, da sempre, nascono dalle esperte mani delle donne.
Il mare, che maledizione
Chi trascorre la propria esistenza su un’isola vive il mare in maniera speciale. Il mare è la vita, ma anche la sventura. Il mare è campo di battaglia, ma anche strada maestra per cercare fortuna. La relazione con il mare diviene un rapporto struggente fatto di canti popolari e di sguardi che si perdono all’orizzonte, cercando la prua di una barca, lontana da casa da troppo tempo. Il mare è la gioia di tavole imbandite con il pesce e innaffiate dal generoso vino dell’entroterra. Il mare è sempre uguale a se stesso, disinteressato alle lotte di potere e alle diatribe etniche, dispensatore di vita e di morte, sordo alle invocazioni, alle maledizioni e alle preghiere.
Il mare, per gli occhi e per il cuore dei pescatori croati, ma probabilmente per i pescatori di qualsiasi isola a qualsiasi latitudine, è una sirena incantatrice. Una sorta di Medusa che, invece di pietrificare gli uomini, li spinge a prendere il largo sfidando le onde e il vento, ad ascoltare una voce assordante che proviene da dentro. Una maledizione, questo mare di Croazia. Una benedetta maledizione che si legge negli occhi dei pescatori e ha inciso i loro volti e le loro mani.
Testo di C. Pinotti, foto di A. Fanzini

Isola di fronte alla costa della Croazia
Informazioni turistiche
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