Ratisbona

Città delle torri, città imperiale, città d’arte e di musei, città del Danubio. Sono tanti i modi di pensare a Ratisbona, in tedesco Regensburg. La sua posizione, nel cuore della Baviera là dove il Danubio confluisce con il fiume Regen, aveva già a suo tempo seminato plausi ed entusiasmi. Il sensibile Goethe annotò che “Ratisbona è in una bellissima posizione: i dintorni stessi dovevano invitare a fondarvi una città”. Oggi i visitatori che vi giungono, possono stupirsi del loro stesso stupore, di fronte alla compostezza di una città che sfoggia storia a perdita d’occhio ma che lo fa senza appesantire, ricca di vitalità e spunti per il tempo libero.

Ratisbona: porta di accesso al Ponte di Pietra

Il centro storico

Se non si è attraversato il Ponte di Pietra, non si è incontrato un ebreo e non si sono sentite suonare le campane della chiesa, non si è stati a Regensburg. Questo afferma un vecchio detto locale di Ratisbona e sembra, in fondo, voler omaggiare con toni un po’ misteriosi, quell’alchimia di sacro e profano, antico e moderno, acqua e pietra che compone il mosaico della capitale dell’Alto Palatinato, il cui valore è stato riconosciuto anche dall’Unesco con l’inserimento nel 2006 nella lista dei patrimoni mondiali.

A segnare il suo inizio c’è addirittura un personaggio “divino”: l’imperatore romano Marco Aurelio, supremo sacerdote e massimo stratega. Per governare un impero mondiale egli deve innanzitutto difenderlo, ed è così che nasce la “Castra Regina”, l’accampamento sul Regen, il nucleo primitivo di Ratisbona. Siamo nel 179 d.C. Ratisbona è una città che con pochi tasselli scuote millenni di storia. Ci sono i romani, i duchi Agilulfi, i carolingi, re e imperatori, i “parlamentari” della Dieta Imperiale, i principi elettori, la casata dei Thurn und Taxis, ci sono tutti questi personaggi a intessere il racconto di un passato travagliato che, tuttavia, riposa oggi in pace con il presente di una città pittoresca e a misura d'uomo.

Con il Danubio come sfondo, l’impronta artistica della città acquista qualcosa di aulico, e sprigiona dal centro storico una luce che invoglia a guardare. Ratisbona è, in effetti, una città bella da vedere nel suo impianto medievale che sfodera vicoli con case dai colori tenui, e gli improvvisi picchi in verticale delle costruzioni gotiche e delle “torri gemelle” del grandioso Duomo di San Pietro, su tutte.

Rathaus platz

Il Ponte di Pietra (Steinerne Brücke) lungo oltre 330 metri, è la spina dorsale della città, nonché uno dei suoi simboli. Si tratta a tutti gli effetti di una delle maggiori opere di ingegneria europea del Medioevo, costruito tra il 1135 e il 1146, ed oggi offre un suggestivo sfondo per qualsiasi passeggiata attraverso la città, conducendo nelle viuzze romantiche del quartiere storico Stadtamhof. Legato a quest’opera così cruciale per la città, è la figura del Bruckmandl, un leggendario “mastro del ponte” che si occupava di amministrare le entrate per il sostentamento di questa architettura di vitale importanza.

Per i suoi vicoli stretti abbelliti da piccoli negozi, le ampie piazze con innumerevoli caffè e dehors, i mercati e le coloratissime facciate delle case, gli archi delle porte e le torri ancora visibili, Ratisbona è stata spesso assimilata ad alcune città mediterranee, tanto da essere soprannominata “la città più settentrionale dell’Italia”. Varcata la soglia della romanità per eccellenza che la Porta Praetoria risalente al 179 d.C. fieramente rappresenta, la Ratisbona che beve e tira tardi si ritrova nelle trattorie storiche dove vengono servite le tipiche salsicce e nelle birrerie all’aperto. E’ la città con la maggiore densità di locali pubblici in Germania, e questo la dice lunga. Per entrare invece nei luoghi del potere della Città Libera Imperiale, bisogna calpestare la Kohlenmarkt, dove ci si può sedere ai tavoli di un caffè all’aperto con lo sfondo del Vecchio e Nuovo Municipio, e l’imponente torre municipale.

Palazzo storico nel centro di Ratisbona

Il Duomo di San Pietro

A primeggiare nel centro storico è senz’altro il Duomo gotico di San Pietro, una delle cattedrali più importanti di tutta la Germania. Ci vollero 250 anni per completare l’opera, interamente concepita in stile gotico francese e secondo i canoni estetici della “giusta misura”. La volta della navata centrale, alta ben 32 metri, è formata da semplici costoloni a crociera, a conferma dell’imperativo gotico dell’armonia e dell’idea spaziale derivante dalla concezione teologica del “Baldacchino della religione”, come doveva essere concepito l’interno di un edificio religioso.

Ciò che rende il Duomo famoso sono, tuttavia, le policrome vetrate medievali. La figura di San Pietro nella navata trasversale sud risale agli anni 1320-30 e rappresenta il Patrono raffigurato con una chiave e un Pastorale dritto a forma di croce. Tra le sculture di maggior rilievo che si possono ammirare all’interno del Duomo, spicca il Gruppo dell’Annunciazione del maestro Erminoldo (1280 circa), che va ad ornare i pilastri occidentali e che rappresenta l’apice di tutta la tradizione scultorea medievale della Baviera orientale. Dal gruppo scultoreo si distingue la figura dell’Angelo Sorridente (Gabriele).

La parte più antica del Duomo è quella del coro meridionale, con il Ciborio della Natività. Qui è stata costruita nel 2004 la Cappella Sailer che prende il nome dalla tomba e dal monumento tombale del vescovo ratisbonese Johann Michael von Sailer (1751-1832), ovvero il “Padre della chiesa bavarese”, come viene ricordato da queste parti. L’esterno del Duomo, invece, dimostra spiccatamente l’eterogeneità degli stili che si sono susseguiti nel corso dei secoli e in seguito ai vari recuperi e interventi di ogni sorta. Tra il 1274 e il 1520 si sono occupati dei lavori diversi architetti ed ognuno ha fatto costruire una parte secondo la moda dell’epoca. Tuttavia, nell’insieme, è la preminenza del gotico ad imporsi all’attenzione e a rendere sontuoso e monumentale l'edificio sacro più importante della città.

Ponte di Pietra e il Duomo

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