Messico, il paradiso terrestre della Riviera Maya

Sono circa 200 i chilometri che si allineano con il sole in una striscia di terra che imita da vicino il biblico Eden: la Riviera Maya. Di fronte, la seconda barriera corallina al mondo per importanza. All’interno, un entroterra fitto di bassa vegetazione tropicale e “cenotes”, specchi d’acqua dolce purissima dalle più capricciose forme. Ovunque, la risonanza di ancestrali profezie che hanno nell’eredità maya il loro vanto più eclatante.

Riviera Maya

Da qualsiasi punto la si guardi, la Riviera Maya evoca bellezza, con la natura del Caribe messicano a perdita d’occhio e l’urgenza di un progresso che non tarda a farsi sentire. Siamo nella costa orientale dello Stato di Quintana Roo, cornice di una regione di mezzo milione di chilometri quadrati, chiamata Mondo Maya, che è insieme un mondo e un habitat dove sopravvivono numerose specie animali, una ricchissima flora e autentiche comunità indigene che conservano ancora inalterata la cultura dei loro lontani progenitori.

Come una scatola cinese, la Riviera Maya è fatta di tante piccole meraviglie incastrate in altre più grandi e famose come i siti archeologici (Tulum), le spiagge più gettonate (Playa del Carmen, Puerto Morelos) o le metropoli turistiche di stampo internazionale (Cancun). Vale la pena, allora, scoprire che oltre a Tulum esiste Cobà, un’antica città maya completamente immersa nella giungla, e che tra Playa del Carmen e Tulum si trovano due tra i Parchi naturalistici più grandi del Messico, Xcaret e Xel-Hà, un patrimonio ambientale di portata considerevole a cui contribuisce anche la più grande Riserva della Biosfera della costa caraibica yucateca, Sian Ka’an.

Isola di Cozumel

Xcaret

Xcaret si trova a non più di 5 chilometri a sud di Playa del Carmen, lungo la strada federale 307. Il suo nome significa “piccola cala” in riferimento alla sua posizione, proprio all’interno di una delle cale più importanti del territorio. Fulcro di scambi commerciali al tempo dei Maya, oggi il luogo si classifica come un parco eco-archeologico finalizzato alla diffusione della cultura messicana in generale e maya in particolare, nonché alla tutela dell’ambiente. L’intima adesione alla natura è il messaggio finale che l’esperienza di una giornata nel parco affida ai suoi visitatori.

Distribuite in circa 130 ettari, le meraviglie di Xcaret condensano il meglio della natura tropicale messicana dove la fanno da padroni i “cenotes”, fiumi o pozze d’acqua dolce rivestiti dalla sacralità ereditata dai Maya dove immergersi in personali riti di purificazione o più mondane avventure in snorkeling con maschera e pinne. Un intero ecosistema partecipa alla seduzione di questo paradiso naturale: sciami di farfalle, più di 30 specie di uccelli, insieme a rettili, tartarughe e coccodrilli, nonché mammiferi come giaguari e “snuba”, scogliere coralline allineate di fronte alle coste. Insieme all’acqua e agli odori della giungla, anche la pietra fa la sua parte e si trovano sparse qua e là costruzioni e monumenti maya corrispondenti al Medio e Tardo Periodo post-Classico (1200-1550 d.C.), fino all’arrivo degli spagnoli nella zona.

A sera lo scenario muta spessore, leggermente filtrato dall’intervento umano; prendono vita spettacoli ispirati al modo Maya, e tra le caverne effluvi di “copal” con il sottofondo dei “tunkules”, i tamburi in legno usati dai Maya come accompagnamenti musicali dei loro rituali. L’anfiteatro del parco ospita uno spettacolo che ripercorre le varie tappe della storia del Messico proponendo musiche e danze di tutte le regioni. Particolarmente suggestiva la prima parte dedicata ai Maya e al loro gioco preferito, la “pelota”, il gioco a palla detto anche pok-ta-pok.

Xel-Hà

Xel-Hà

Si trova invece a pochi chilometri da Tulum – e per questo visitabile in una stessa giornata – il parco ecologico di Xel-Hà, il cui nome originario in lingua maya designa il luogo “dove nascono le acque”. E non potrebbe definizione associarsi meglio a un posto come Xel-Hà, un paradiso subacqueo che vanta una laguna dalle incredibili sfumature cromatiche con il turchese come tonalità maggiore. Con lo stesso nome si indica sia il parco sia il sito archeologico, ubicati ad est e ad ovest, rispettivamente, della strada federale 307, a 58 km da Playa del Carmen e a 10 km a nord di Tulum. Il sito fu utilizzato in epoca preispanica come centro di traffici marini, a causa della conveniente posizione geografica lungo le coste del Mar dei Caraibi.

Le rovine sono classificate per gruppi, in base alla loro ubicazione nell’aria: il gruppo Los Pàjaros, il gruppo del Jaguar, il gruppo Muelle. Si passa da affreschi con rappresentazioni di diversi uccelli a figure di felini, con la sensazione di una presenza ancora viva di qualche divinità animale, così cara al mondo maya. Una leggenda locale affida la nascita di questo luogo alle divinità, frutto di amore e sapienza soprannaturale e con iguane e pesci pappagallo come “guardiani di Xel-Hà”. Effettivamente, di iguane se ne incontrano davvero tante, soprattutto nel parco ecologico dove condividono il passeggio con i visitatori. Anche a Xel-Hà la benedizione dell’acqua è d’obbligo, anzi delle acque, visto che la laguna è frutto dell’incontro armonioso di fiume e mare, dolce e salato. Da cui l’appellativo maya “luogo dove nascono le acque”.

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