Andalusia: Italica, Ronda e i Pueblos Blancos
Italica
Pochi chilometri da Siviglia, quasi nascosta dall’imponente mole del monastero di Sant’Isidoro del Campo, sorge Italica, un antico insediamento romano, fondato da Scipione l’Africano, nel 206 a.C. Il grande condottiero non è il solo nome altisonante di questo lembo di Roma in terra iberica: Italica, infatti, fu città natale di imperatori del calibro di Traiano, Adriano e Teodosio, nonché del poeta Silio Italico. Dell’antica città sono visitabili l’anfiteatro, che aveva la capacità di circa 25.000 spettatori, le terme, l’acquedotto e alcuni mosaici. I migliori reperti si trovano al Museo Archeologico di Siviglia.

La strada dei pueblos blancos
Un picco roccioso affacciato sul Guadalete. Arcos de la Frontera - tra edifici imbiancati a calce, palazzi mudejar, antiche chiese (su tutte la cinquecentesca Santa Maria de la Asuncion), conventi e palazzi signorili – è l’ideale punto di partenza per scoprire l’itinerario dei “Pueblos Blancos”, una strada di grande suggestione paesaggistica, caratterizzata dall’accecante bianco dei borghi che la punteggiano. Tra questi: Ubrique, Villaluenga del Rosario, Grazalema, Setenil, Oliera, Zahara de la Sierra, Bornos e, ovviamente, Ronda, la cui bellezza, però, merita un posto privilegiato.
Ronda
Il Guadalevín taglia in due la Serranía de Ronda, con uno dei più impressionati canyon dell’intera penisola: è il “tajo” che, oltre a offrire il superbo spettacolo della natura, divide in due Ronda, una delle più belle città dell’Andalusia. Il settecentesco Puente Nuevo, costruito a oltre 90 metri d’altezza, sospeso sulle acque del Guadalevín, collega, infatti, la città nuova alla parte più antica: la ciudad di Ronda. Di impianto arabo, la città vecchia si dipana in un tortuoso dedalo di viuzze, da cui escono palazzi di moresca memoria. Tra questi la Casa del Rey Moro (l’attuale edificio risale però al XVII secolo), i Bagni Arabi (costruiti alla fine del XIII secolo e tra i meglio conservati della regione) e il Minareto di San Sebastian, quello che resta dell’antica moschea della città. Un’antica, bellissima, residenza araba ospita poi il Palacio de Mondragon, in cui è contenuto il museo cittadino.
Da non perdere la chiesa di Santa Maria la Mayor (come molti edifici sacri andalusi, costruita sui resti di una moschea), il Palazzo del Marchese di Salvatierra, il Ponte di San Miguel e il Ponte Vejo. Nella città più moderna, anche i più refrattari verso la tauromachia, non potranno fare a meno di visitare la splendida Plaza de toros, costruita in stile neoclassico nel 1785 e che conserva un originale Museo Taurino.

La terra del Burlador: Don Giovanni
L’Andalusia è la terra del Burlador de Sevilla, Don Juan Tenorio, il personaggio della letteratura spagnola che ha incantato intere generazioni e al cui fascino ambiguo non seppero resistere artisti come Mozart e Moliere. Che il Don Juan sia opera del celebre Tirso de Molina, o del meno noto Andres de Claramonte, come taluni critici propendono a credere, poco importa. La sua gioiosa, avventurosa e tormentata vicenda è un autentico patrimonio dell’umanità. Vi si scontrano tutti i sentimenti dell’uomo che, nelle orecchie di tutti, vibrano delle maestose note di Mozart, danzanti sulle parole di Da Ponte, dove al giocoso “catalogo” delle conquiste di Don Giovanni, fa da contrappunto il “pèntiti!” del commendatore che lo trascinerà all’inferno.
Testo di C. Pinotti, fotografie di A. Fanzini
Informazioni turistiche
- Sito turistico ufficiale dell'Andalusia (in spagnolo, inglese, francese): www.andalucia.org
- Info utili per viaggiare, come arrivare, guide e uffici del turismo: scheda Spagna
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