San Pietroburgo, la città degli Zar

Cosa significa un nome. Leningrado era una città morta e falsamente eroica, ricordata per un assurdo assedio sul palcoscenico del secondo conflitto mondiale. Una città il cui nome era indissolubilmente legato a un’utopica idea di comunismo reale, avulso dalla storia, dalla tradizione e dalla cultura. San Pietroburgo, invece, è tornata a essere la città degli zar, della letteratura di Pushkin e Dostoevsky, dell’arte di Nureyev e Baryshnikov, della musica di Tchaikovsky e Stravinsky.

San Pietroburgo

Una città, tra le più belle di tutte le Russie, che si apre alla vita e al turismo, che riscopre il piacere legato ai suoi sontuosi palazzi e ai suoi ricchi musei; oppure di una semplice passeggiata sulla Prospettiva Nievskii. Una città affascinante, che diviene assolutamente godibile specialmente in inverno, quando una minore presenza turistica si unisce alla magica atmosfera che le luci del nord creano sul fiume Neva e sulla silhouette dei palazzi imbiancati di neve. In ogni caso, ogni stagione permette di assaporarne un differente aspetto. Le numerose proposte “volo+hotel” consentono di organizzare in modo personalizzato il soggiorno, per il quale vi offriamo alcuni spunti di visita.

Pietro il Grande e Caterina II

San Pietroburgo è debitrice della propria nascita e del proprio splendore a due despoti illuminati: lo zar Pietro il Grande e la zarina Caterina II. Due figure mitiche nel panorama storico russo, che hanno incarnato le grandi contraddizioni di questa terra immensa. Pietro I, divenne zar al termine del XVII secolo, dopo infinite lotte di palazzo. Sua massima aspirazione è trasformare la Russia in uno stato moderno. Di qui derivano i suoi viaggi e i suoi studi, che si traducono in un primo, e in buona parte fallito, tentativo di occidentalizzazione, di sviluppo economico, di impulso all’industria.

La Russia, nei disegni di Pietro, deve però divenire anche uno stato egemone, ed ecco le campagne militari contro la Svezia e l’impero turco. Momento culminante della sua politica è la fondazione, nel 1703, di Pietroburgo, città che nel 1712 viene elevata a capitale dell’impero. Proprio nella capitale di tutte le Russie si svolge l’enigmatica vicenda umana e politica di Caterina II. Di nazionalità tedesca, l’infelice sposa di Pietro III, è un crogiuolo di interessi che amalgamano le idee di Diderot, Voltaire, Beccaria e Montesquieu, alle tradizioni e agli usi del popolo russo. Calcolatrice, dispotica, spregiudicata, Caterina diviene imperatrice nel giugno del 1762, dopo un colpo di stato che destituisce il marito, strangolato otto giorni dopo.

In lei vive la massima delle contraddizioni: l’amore per le idee libertarie, per le riforme e per la cultura e la paura di Pugacev e della piaga rivoluzionaria. Il 1775, infatti, è l’anno della svolta. L’esercito cosacco, guidato dall’ataman Pugacev, in nome della libertà per i contadini, semina il terrore in tutta la Russia. Caterina si spaventa e tutte le sue moderne idee si sciolgono come neve al sole. Pugacev viene catturato, messo in gabbia e squartato da quattro cavalli. Una vicenda di cui rimangono le bellissime pagine di Puškin. Una storia, quella di Caterina, che ci ha regalato l’Hermitage.

Sala dei Lucernai

Salone dei Lucernai dell'Hermitage

L’Ermitage

Uno dei più importanti musei del mondo. Certamente il più grande. L’Ermitage è un luogo d’arte assoluta, dove l’appassionato può perdersi nelle infinite suggestioni ed emozioni che sa suscitare una collezione unica, che abbraccia l’intera storia dell’espressione artistica umana. Le “cose” da vedere sono davvero infinite e spaziano dalle culture primitive asiatiche all’arte dell’Europa occidentale, dalle antichità classiche ai reperti medio-orientali, dalla numismatica all’antico Egitto, dall’arte bizantina a quella giapponese, indiana e indonesiana, dalla pittura italiana a quella fiamminga… Un elenco che potrebbe procedere all’infinito, in un susseguirsi di capolavori che riempiono gli occhi, il cuore e la mente.

Una catalogazione, ovviamente parziale, dei capolavori pittorici dell’Hermitage, può citare la “Madonna Benois” di Leonardo, La “Madonna Conestabile” di Raffaello, il “Busto di San Sebastiano” del Perugino, il “Suonatore di liuto” del Caravaggio, il “Ritratto muliebre” di Correggio, il “San Sebastiano” di Tiziano, la “Pietà” del Veronese; e poi ancora “San Pietro e San Paolo” di El Greco, il “Trasporto di pietre” di Rubens, “La Colazione” di Velazquez, la “Danae” di Rembrandt, la “Signora in giardino” di Monet, “Il fumatore” di Cezanne, “Boulevard Montmartre” di Pissarro, la “Donna con ventaglio” di Picasso, “La danza” di Matisse, la “Composizione n. 6” di Kandinskij. E ancora i capolavori scultorei di Canova e Houdon, i marmi degli zar, le acqueforti di Rembrandt, gli arazzi fiamminghi, gli orologi, le porcellane…

Museo dell'Ermitage

Museo dell'Ermitage

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