Ski Racing 2006 - Torino
Il 2006 è l’anno delle Olimpiadi invernali? Ecco arrivare anche i videogiochi ad essi dedicati! In realtà solo Torino 2006 è effettivamente dedicato – con tanto di licenza ufficiale – ai giochi olimpici, mentre Ski Racing 2006 è l'ultimo “episodio” di una interessante serie di giochi dedicati allo sci che comunque non a caso esce a ridosso delle Olimpiadi. Entrambi i giochi si rivolgono agli appassionati di sport alpini promettendo contemporaneamente realismo ma anche semplicità d'approccio. Come?
Ski Racing 2006 per Pc/Ps2/Xbox (Coldwood Interactive/JoWood/Koch Media)



Ski Racing 2006, supervisionato e sponsorizzato dal campione austriaco Hermann Maier si avvale della licenza ufficiale relativa alla Coppa del Mondo di Sci della stagione 2005/2006. Il gioco comprende (sia mediante la possibilità di utilizzare gare singole o di competere in tutto il campionato) quattro specialità: discesa libera, super-G, slalom gigante e slalom speciale.
La prima cosa da fare sarà quella di personalizzare il proprio sciatore, ovvero principalmente decidere se renderlo più tecnico o veloce. In base a queste scelte potremo decidere a quali gare del campionato iscriverlo (con la possibilità comunque di iscriverlo a tutte). Per ogni gara completata al nostro sportivo virtuale verrà assegnato un certo numero di punti esperienza, spendibili in avanzamenti di capacità. Ma il completamento di alcune gare sblocca anche altri bonus come accessori griffati che ci permetteranno di migliorare le nostre prestazioni o gare speciali.
La grafica è discreta ma il gioco è in ogni occasione estremamente fluido. Le piste sono quelle originali della Coppa del Mondo 2005/2006 (Sestriere, Alta Badia, Adelboden, Kitzbuhel, ecc.) riprodotte con l'utilizzo del sistema GPS. Il gameplay è arcade (è virtualmente impossibile cadere se non facendo dei clamorosi frontali con le reti che delimitano i bordi delle piste o con i cartelloni pubblicitari) per permettere a chiunque un approccio soft al titolo, ma non per questo sarà più facile riuscire a fare tempi decenti.
Se infatti si ha l'illusione, nelle fasi di allenamento, di riuscire ad essere competitivi per essere riusciti ad arrivare in fondo alla pista integri, ci si ritrova, durante il campionato a dover affrontare la dura realtà costituita dal fatto che i nostri tempi sono tra il pessimo ed il disastroso. Il rimedio non è solo quello che sarebbe tipico in una simulazione di provare e riprovare, ma piuttosto conviene avanzare comunque nelle gare e guadagnare sempre più punti esperienza per aumentare le nostre capacità virtuali e migliorare contemporaneamente anche i nostri tempi. Nella modalità multiplayer fino a 32 giocatori possano affrontarsi nella Coppa del Mondo.
Torino 2006 per Pc/Ps2/Xbox (2K Sports/Take2)
In Torino 2006 al contrario si è cercato il più possibile di rendere il gioco una riproduzione onnicomprensiva dell'evento Olimpiadi invernali. Per questo non si limita ad una sola disciplina, ma ne comprende diverse, a loro volta suddivise in singoli eventi: discesa libera, super G, slalom gigante e speciale, salto, cross country, combinata nordica, biathlon, pattinaggio, bob, slittino.
Anche in questo gioco siamo di fronte ad una impostazione arcade, tra l'altro scelta resa necessaria dalla differenziazione delle discipline e dal fatto che non ci saranno giocatori che vorranno limitarsi ad una disciplina, ma piuttosto le vorranno provare un po' tutte. Questo è anche il motivo per cui, nonostante una grafica buona ed un solido frame rate, nessuno sport all'interno di Torino 2006 riesce davvero a soddisfare in termini di gameplay.



Alla pressione furiosa dei tasti che solitamente si ha di fronte in questo genere di giochi, Torino 2006 sostituisce una pressione ritmica, per rendere l'idea del ritmo ad esempio nel pattinaggio, o una necessaria attenzione al livello di fatica ad esempio nel biathlon, dove l'arrivare sfiniti per aver tenuto una buona velocità alla sessione di tiro al bersaglio significa riuscire a fare ben pochi centri. In alcuni casi questa variazione si rende tutto sommato interessante (ad esempio il biathlon), mentre in altri – il pattinaggio o lo slittino – lascia più che altro perplessi.
Se Torino 2006 non può dirsi perfetto, riesce comunque ad essere una rappresentazione coinvolgente dell'evento sportivo, graficamente in grado di restituire egregiamente quanto stiamo seguendo in televisione.
Recensione di Francesco Mazzetta