Stampanti per la casa o l'ufficio, guida alla scelta
Inkjet? A sublimazione? Laser? Nel complesso panorama delle stampanti è sempre difficile scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Diventa allora fondamentale conoscere la tecnologia che comanda queste periferiche, con i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono. Innanzitutto è necessario definire le proprie priorità (velocità di stampa, qualità, dimensioni di stampa, ecc…) e stabilire il budget di spesa massimo che si vuole affrontare. Ogni tecnologia di stampa ha infatti delle caratteristiche che la rendono più o meno adatta a certi tipi di funzionamento e di utenze.
Oltre a queste considerazioni, per evitare sorprese dopo l’acquisto, è consigliabile controllare bene i tipi di supporto e i formati stampabili, informarsi sul costo dei consumabili di ricambio, verificare la piena compatibilità della stampante con l’hardware e il software di cui si dispone.
Le stampanti a getto d’inchiostro
Le inkjet, o stampanti a getto d’inchiostro sono sicuramente le
più diffuse. I motivi principali del loro successo sono
la multifunzionalità e il costo contenuto. La tecnologia inkjet, infatti, si presta ad essere utilizzata per ottenere
stampe di qualsiasi genere, dai documenti d’ufficio alle foto, con
la costante di una qualità soddisfacente. In più esistono
in commercio modelli per tutte le tasche, con prezzi a partire da poche decine di euro,
e per tutte le esigenze, fino a formati poster.
In generale a parità di dimensione stampabile hanno costi nettamente inferiori delle equivalenti laser o a sublimazione. Queste periferiche si basano su un sistema di testine che “spruzza” gocce di inchiostro di pochi micron sul foglio. I colori utilizzati sono principalmente il nero e i tre primari (blu, giallo e rosso): questo sistema è definito stampa in quadricromia. Le sfumature di colore sono date dalla combinazione ottica di queste micro - gocce, che creano l’illusione ottica del colore sfruttando il cosiddetto effetto dithering (reticolato). Le stampanti moderne hanno la capacità di spruzzare fino a 20.000 gocce per millimetro quadrato o come solitamente si indica 4800 dpi orizzontali x 2400 dpi verticali, dove dpi sta per dot per inches (punti per pollice) ma alcuni modelli di alto livello si spingono anche oltre.
Inkjet fotografiche
Le stampanti inkjet maggiormente indicate per la stampa fotografica,
arrivano oggi a stampare anche con inchiostri a otto colori, dove i colori
aggiuntivi alla quadricromia non sono altro che varianti dei colori
primari, necessari per “ammorbidire” il passaggio ottico
da una tinta all’altra e permettere di ottenere così un maggior
numero di sfumature. In più queste periferiche utilizzano inchiostri di tipo pigmentato,
ottenuti cioè a partire da materia prima organica o minerale, che
garantiscono una maggiore brillantezza dei colori, a fronte come ovvio
di un costo maggiore rispetto ai tradizionali inchiostri a base di coloranti
sintetici.
I contro di questo tipo di modelli sono da ricercare essenzialmente nella lentezza di stampa ad alta qualità colore e, soprattutto se poco usate, nella necessità di ricorrere alla pulizia delle testine, a causa delle incrostazioni che possono portare al decadimento della qualità di stampa (aree sbiadite, righe, strane colorazioni) con conseguente consumo di cartucce. Inoltre le stampe ottenute con queste periferiche possono sbiadire negli anni, in particolare, se sottoposte per lungo tempo a sorgenti luminose naturali o artificiali forti, anche se l'affinamento della tecnologia sta portando a risultati di lunga durata sempre migliori.
Se i modelli a getto d’inchiostro fanno al caso vostro preferite, a parità di caratteristiche, i modelli che prevedono una divisione molto dettagliata delle cartucce (meglio avere una cartuccia per ogni colore, in modo da non essere costretti a sprecare il colore residuo delle altre tonalità nel caso una di queste si esaurisca). Tra i modelli a getto d'inchiostro di qualità fotografica si va da prodotti amatoriali con un buon rapporto qualità/prezzo, solitamente con la possibilità della stampa in formato A4 e a volte anche del supporto CD, fino alle stampanti in formato A3 di qualità professionale adatte ai grafici e fotografi o a chi è alla ricerca della massima qualità. La linea Canon Pixma, Epson Stylus Photo e HP Photosmart offrono un ampia gamma di opzioni per tutte le tasche.
Termiche a sublimazione
Le stampanti a sublimazione sono periferiche
molto particolari, in quanto non stampano su carta comune ma richiedono
spesso l’utilizzo di uno specifico tipo di carta e di formato. Questa tecnologia di stampa si basa su di un elemento riscaldante, che
può raggiungere temperature di 400°C, che trasferisce sulla
carta il pigmento da un nastro a colori, fissandolo alla
superficie del supporto stampabile in maniera istantanea e precisa. Per
questo motivo si è rivelata particolarmente adatta per la stampa
fotografica, dato che garantisce una migliore resa cromatica e una durata
nettamente superiore rispetto a quanto ottenibile utilizzando una stampante
a getto d’inchiostro.
Un ulteriore vantaggio di queste periferiche è costituito dalle dimensioni relativamente contenute, che consentono di trasportarle agevolmente. Proprio in virtù di queste considerazioni, si stanno diffondendo modelli a sublimazione ad alimentazione autonoma o in grado di stampare direttamente le foto da una macchina fotografica digitale, grazie alla tecnologia Pictbridge. La fotocamera digitale e la stampante sono collegati con un cavo USB, ma si stanno diffondendo anche le soluzioni wireless, e la scelta delle immagini da stampare, oltre alla gestione delle stampe (dimensioni, numero, taglio, bilanciamento del colore, ecc.), viene controllata direttamente dal display dell'apparecchio digitale.
I limiti di queste stampanti non risiedono più nel costo, leggermente più elevato se raffrontato alle inkjet fotografiche, ma in netta discesa rispetto agli anni scorsi, quanto piuttosto nella scarsa autonomia (sia in termini di batteria che di durata dei consumabili) e la dimensione limitata dei supporti stampabili, in genere non si va oltre il formato cartolina di 10 x 15 cm. Tra le proposte attualmente sul mercato si distinguono per la semplicità d'uso, la facilità di stampa e la portabilità la gamma Canon SELPHY e la linea di digitali compatte Sony DPP-FP che offrono soluzioni “da viaggio” grazie alla dimensioni compatte e alle alimentazioni a batteria.
Le laser a colori
Le stampanti laser a colori per il mercato consumer si caratterizzano
principalmente per l’ottima qualità di stampa, soprattutto
in relazione a documenti di testo, abbinata a buona velocità e
a basso consumo di toner. Proprio per queste caratteristiche, queste periferiche si sono affermate come la scelta ideale per l’ufficio dove rappresentano delle valide alternative
a quelle a getto d'inchiostro rispetto alle quali
garantiscono maggiore velocità e inferiori costi
di stampa per pagina e sono in grado di offrire comunque buoni risultati
qualitativi. Negli ultimi
anni, la costante riduzione dei prezzi di acquisto ha aperto il mercato
delle Laser a colori anche al mondo privato.
Il principio di funzionamento delle stampanti laser si basa su una sorgente, il laser appunto, che genera un fascio di luce concentrato, ed una lente rotante in grado di indirizzarlo nei punti desiderati; questo fascio va a colpire un rullo ricoperto da uno strato di materiale fotosensibile che si carica elettricamente. Entrando poi in contatto con la polvere contenuta nel Toner, costituita da piccole particelle di carbone e di resina, l’attira su di sè per poi depositarla, per contatto, sul foglio di carta. A questo punto un processo termico fissa il Toner al foglio (se si tocca un foglio appena uscito da una stampante laser ci si può facilmente rendere conto del calore generato), fondendo la resina e dando origine al risultato finale di stampa.
I modelli a colori si differenziano dai monocromatici esclusivamente per la presenza di più toner per gestire anche i colori (nero più i tre colori primari). L’insieme dei toner viene indicato con il nome di print cartridge. Il vero limite di queste stampanti è comunque ancora oggi rappresentato dalla qualità di stampa fotografica a colori. Le stampanti sul mercato partono da un minimo di 300x300 dpi, più che sufficiente per una buona qualità di stampa a colori, ma non raggiungono ancora i 4800x2400 dpi massimi delle inkjet. Questo dato permette facilmente di capire che stampando una foto con una stampante laser e confrontandola con la medesima stampata utilizzando una Inkjet, si noterà che quest’ultima conterrà molte più sfumature di colore.
Le laser sono da preferire alle inkjet nelle stampe di testo, dove la monocromaticità generale del documento non mette in luce il difetto di risoluzione che queste patiscono rispetto alle getto d’inchiostro e la loro maggior velocità, a parità di risoluzione, garantisce minori tempi di elaborazione. Questa regola vale a maggior ragione se si ha la necessità di stampare grandi quantità di documenti, dato che le laser hanno un rapporto “costo per pagina” molto vantaggioso. In più la manutenzione delle laser non è così delicata come per le InkJet, non richiedendo frequenti (e costose) pulizie delle testine.
Scegliendo una laser è consigliabile preferire quelle che hanno una propria CPU interna e a parità di prezzo le stampanti che hanno un maggiore buffer di memoria. Queste due caratteristiche contribuiscono in maniera determinante ad aumentare la velocità dei processi di stampa. Tra le stampanti laser a colori adatte alla casa e al piccolo ufficio si evidenziano per il prezzo accessibile (tra i 300 e i 400 Euro) i modelli entry level come la compatta Samsung CLP-300, HP Color LaserJet 1600 e Epson AcuLaser C1100.