Estonia: viaggio a Tallinn

Soprannominata la Praga del Nord, Tallinn è la città anseatica più settentrionale d’Europa e, malgrado le poche attenzioni fin’ora riservatele, la splendida città baltica sta diventando una capitale del turismo e del divertimento giovanile con accenti da non sottovalutare, perché non ha proprio nulla da invidiare a città di conclamata fama modaiol-trendy come Amsterdam o Londra, ad esempio.

Tallinn, piazza del Municipio

Il collage architettonico di varie epoche spicca non meno della “modernizzazione” frenetica che imperversa a colpi di Internet e cellulari: la tecnologia non fa parte della storia di qualcun altro, nemmeno qui, in Estonia, il paese che ha vissuto per anni e anni ai bordi della Scandinavia, in attesa del Risveglio nazionale (che ha avuto inizio solo a metà del XIX secolo) e di una indipendenza che ha tardato ad arrivare, se si pensa che è datata 1991. Recuperare il tempo perduto, viene spontaneo pensare, e forse nel suo intimo Tallin non si sottrae a questa interpretazione, perché è una città che continua a correre, a trasformarsi, senza tregua e con pochi limiti. La nuova city, il volto più schietto della Tallinn anni Novanta, sorge appena fuori del centro storico, con i grattacieli, gli uffici e i centri commerciali che dettano le regole dell’assetto urbanistico.

Vanalinn: la Città Vecchia

Il nucleo antico, quello della Lega Anseatica per intenderci (1248), sopravvive altero a tanto spasmo metamorfico, arroccato tra mura, palazzi d’epoca e chiese, a formare quel patrimonio architettonico che ha nome Città Vecchia (Vanalinn) e che compare nell’elenco del patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco come la città meglio conservata del nord Europa. La cittadella della storia tiene il passo alla metropoli dell’avanguardia tecnologica e i 700 punti Internet pubblici convivono con scorci medievali e altrettanti musei e gallerie d’arte, meritevoli di essere conosciuti.

Percorrendo i vicoli acciottolati della città vecchia si sale fino in cima alla collina di Toompea, uno dei punti panoramici più apprezzati della città, con vista sui tetti aguzzi e viottoli sottostanti, ma anche, in un bel colpo d’occhio, sui grattacieli della città nuova e sul mare. Passeggiando tra i vicoli del centro storico, ci si imbatte nei principali punti di interesse: dalla Piazza del Municipio (Raekoja Plats) con il Palazzo comunale gotico, alle chiese dello Spirito Santo, di Sant’Olaf e di San Nicola, dalla via Pikk (via lunga) con i palazzi dei mercanti, delle confraternite e delle Gilde (le corporazioni medievali), alle mura, bastioni e torri che disegnano un quadro alquanto eloquente della Tallin vecchio stampo.

Cinta muraria di Tallinn

Toompea

Da Toompea alla città bassa (altro nome della Vanalinn) o viceversa, si può scegliere il tragitto preferito senza perdere di vista nulla del ricco patrimonio che sopravvive nella città vecchia. La collina di Toompea si trova a circa 48 metri di altitudine e l’epopea nazionale la identifica come la tomba dell’eroe Kalev. La rocca fu conquistata nel 1219 dal re danese Waldemar II e Toompea rimase, da quel momento in poi, per secoli, la sede del potere straniero (i danesi prima, l’Ordine Teutonico, gli svedesi e i governatori russi dopo). Oggi, invece, Toompea è il centro dello stato, qui hanno sede, infatti, il Parlamento (Riigikogu) e il governo dell’Estonia.

La storia di Tallinn (e Toompea) è fatta di un continuo susseguirsi di influenze provenienti da diverse dominazioni. Nel XIII secolo l’Ordine dei Portaspada fece costruire sopra Toompea una rocca di pietra, detta rocca minore. Dopo che i danesi lasciarono l’Estonia, cominciarono i lavori di ristrutturazione della rocca, ed è solo l’inizio di altri interventi e modifiche successive che, di volta in volta, modificavano il ruolo e l’aspetto della struttura (difensivo, amministrativo, cortigiano e, infine, parlamentare). Dal 2000 tutto il complesso del castello è usato dal parlamento: sulla facciata sopra l’entrata principale è visibile lo stemma estone, tre leoni in mezzo ad una ghirlanda di quercia.

Da vedere, in questa roccaforte che domina la città bassa, è anche la magnifica cattedrale russo ortodossa Alexander Nevskij, sulla Lossi plats (Piazza del Castello). Progettata dall’architetto Preobrazhenski e completata nel 1900, la chiesa è il simbolo della politica di russificazione degli ultimi Zar. Nella sua torre spicca la più grande campana d’Estonia, con i suoi 3 metri di altezza e 15 tonnellate di peso. Come la collina di Toompea sia diventata nel tempo una elegante enclave per nobili, è testimoniato dal Palazzo dell’assemblea della nobiltà e dalla via Kothu dove è visibile tutta una serie di palazzi nobiliari (per lo più nello stile del classicismo del XIX secolo), utilizzati come residenze per l’inverno per godere la vita dell’alta società. Procedendo sulla via Kothu si arriva a un punto panoramico che offre una veduta sul porto, sul Golfo di Tallin e Pirita e sulle torri della città bassa.

Toompea e cattedrale Alexander Nevskij

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