Tekken 5

C'è qualcuno che non sappia di cosa si parla quando si dice Tekken? E' anche possibile, e questa recensione è dedicata a loro piuttosto che agli hardcore gamers (gli “smanettoni”) che sapranno già tutto su uno dei picchiaduro dell'ultima generazione più di moda. Intanto cos'è un “picchiaduro”? Normalmente si tratta di un gioco dove ci sono personaggi che si picchiano fra di loro. Titoli storici che hanno anche beneficiato di adattamenti cinematografici sono stati Street Fighter e Mortal Kombat.

Normalmente, sullo sfondo di aree chiamate “arene” ci sono due combattenti che si sfidano a suon di pugni, arti marziali, armi bianche. Nati sulle console da bar, questi giochi si sono perfettamente adattati alle console domestiche, anche perché la loro dimensione più divertente è nella sfida uno a uno contro un amico. Pian piano, con il miglioramento della grafica, anche questo genere di giochi si è rinnovato, ha introdotto il 3D e una certa interattività nelle arene.

Di questa nuova generazione (pensiamo a Virtual Fighter o a Dead or Alive), attivo ormai da 10 anni, Tekken è il titolo più “leggero” e interessante per i giocatori “arcade”. Mentre infatti VF e DOA richiedono intense sessioni d'allenamento per imparare ad usare a tempo colpi e parate, Tekken, principalmente grazie al sistema della parata automatica e delle “combo” (combinazioni di colpi) semiautomatiche permette anche ai principianti di iniziare a divertirsi da subito e di avere qualche chance anche contro giocatori più esperti.

Basta infatti prendere un personaggio come Eddy, o la sua discepola maggiormente “coreografica” Christie Monteiro, entrambi campioni della danza-arte marziale Capoeira, metterli in difesa ed iniziare a schiacciare a ripetizione il tasto del calcio: i due inizieranno una danza a base di calci radenti e volanti quasi impossibile da fermare, a meno di non sapere quale personaggio riesce a superare la loro barriera di colpi. E i due sono tutt'altro che i personaggi più forti del pantheon tekkiano: quelli con i colpi più devastanti arrivano in genere dalla famiglia Mishima: Kazuya, il padre Heihachi ed il nonno (e boss finale della modalità storia di Tekken 5) Jinpachi, attraverso cui la storia sottostante a Tekken si sviluppa.

Sì, perché Tekken, a differenza degli altri picchiaduro (ad eccezione di Mortal Kombat), ha una vera e propria storia per ognuno dei combattenti, storia che s'intreccia con quella degli altri combattenti per incrociarsi in ogni nuovo episodio nel The King of Iron Fist Tournament (traduzione del titolo giapponese) dove ognuno affronta gli altri nella speranza di sconfiggere il nemico giurato, di guadagnare i soldi del premio o di risolvere il mistero della propria vita. Sullo sfondo di tutto, come già accennato, la Zaibatsu Mishima, con le proprie ricerche illegali, con le proprie rivalità interne, che vede i vari membri opporsi sanguinosamente tra loro.

Ma ovviamente non mancano assassine, spie, poliziotti, lottatori di kung fu e di wrestling, ma anche personaggi demenziali come orsi, canguri e sagome di legno. Di ognuno ci viene narrato all'inizio come e perché arriva a partecipare al torneo mediante una serie di schermate fisse in stile “fumetto” prima di iniziare i combattimenti e la conclusione della sua storia da un video alla fine.

Ma in alcuni casi anche perdere uno scontro può dar luogo a divertenti siparietti. Ad esempio quando il vecchio ninja pasticcione Yoshimitsu perde contro il potente e giovane Raven, quest'ultimo tenta di insegnargli una sorta di mantra di combattimento e si dispera quando l'altro si confonde. Per non parlare ovviamente della sottosaga delle sorelle Anna e Nina Williams, legate da odio profondo. Cercare di vedere le opposte versioni dei finali conclusivi è sempre uno dei premi più ambiti per i fan delle due.

Altro punto a favore di Tekken è la panoplia di materiale contenuto in ogni episodio della serie. Se all'inizio infatti non sembra ci sia molto di più rispetto agli altri titoli, non appena si comincia a giocare si sbloccano personaggi, modalità speciali di gioco, addirittura minigiochi a sé, che in questo quinto comprendono i primi 3 episodi della serie nella versione arcade e il minigioco arcade spaziale da bar Starblade di cui abbiamo un assaggio durante il normale caricamento iniziale.

Insomma se siete fra quelli che comprano un gioco all'anno, quel gioco quest'anno potrebbe essere proprio Tekken 5 (anche se non avete mai giocato ad un picchiaduro prima d'ora), mentre invece l'acquisto è d'obbligo se nel paniere degli acquisti riservate una fetta non irrisoria ai videogiochi.
Tekken 5 (Namco/Sony) è disponibile unicamente per Ps2.

Recensione di Francesco Mazzetta