La regione del Tokaj

Una sfilata di palazzi sulla via Kossuth rende giustizia alla prestanza artistica di Eger. Si tratta di splendidi edifici, decorati da balconi in ferro battuto in stile zoft e rococò come la Casa Kispreposti al numero 4, la Casa Nagypreposti al 16, la Casa del canonico Vagner al 6, il chiostro francescano barocco e la chiesa al 14, nonché uno dei palazzi più antichi della città, la Casa Buttlet che splende al numero 26.

Piazza Dobo Ter

Piazza Dobo Ter di Eger

Prestigiosi monumenti abbelliscono anche la via Szechenyi impreziosita dalla presenza della residenza dei vescovi di Eger (numero 1-3) e dalla Collezione Arcivescovile che ricorda la storia di 250 anni del palazzo arcivescovile e dove è conservato il manto di incoronazione della regina d’Asburgo, Maria Teresa. La piazza principale della città, Dobò tèr è dominata dalla Chiesa dei Frati Minori ritenuta una delle chiese barocche più belle di tutta l’Ungheria. Accanto alle chiese cattoliche del centro vescovile, un particolare valore è rappresentato dalla splendida iconostasi della chiesa Ràc, la chiesa greco-ortodossa oggi aperta solo come museo.

I vini di Eger

Dentro questa coltre di preziosità, Eger mantiene integro un altro gioiello che le appartiene da secoli: il vino. La città è il centro della zona vinicola storica di 5000 ettari, patria di uno dei più rinomati vini ungheresi, l’Egri Bikavèr, il Sangue di Toro. Le enoteche cittadine così come le cantine tra le montagne che circondano Eger sono monumenti anch’essi parte di un patrimonio culturale profondamente endemico. Gli inizi della coltivazione dell’uva da queste parti si fanno risalire all’XI secolo e, benché i turchi non bevessero vino, neanche sotto il loro dominio questa professione è andata mai perduta. In molte famiglie la produzione del vino è una tradizione secolare effettuata accanto alla professione borghese. Il sanguigno Egri Bikavèr è il vino di bandiera di questa zona vinicola, ma anche i saporiti bianchi Egri Leànyka e l’Olaszrizling. Per la degustazione il posto migliore è una valle chiusa alla periferia della città, la valle delle Bella Donna (Szépasszonyvölgy), nella cui collina decine di cantine hanno trovato in grotte naturali o scavate nella roccia le condizioni ideali per l’invecchiamento del vino.

Cantine e vigneti del Tokaj

Proseguendo verso est l’itinerario finisce in bellezza fino al piccolo paese di Tokaj, centro dell’omonima zona di produzione del celebre vino dei re. Di fama mondiale, questo nettare prelibato smuoveva i viaggiatori sin dal XVIII secolo. I segreti di una produzione così pregiata sono da ricercarsi nella fortunata combinazione di innumerevoli fattori, non ultimo le particolari condizioni  geo-climatiche del territorio: l’eccezionalmente ricco terreno vulcanico, i pendii dalla favorevole ubicazione, le mattinate autunnali umide dovute ai fiumi Tisza e Bodrog, le botti in quercia della zona, le cantine in pietra ricoperte di nobile muffa e l’esperienza dei produttori di vino. L’area (che è patrimonio mondiale Unesco) copre circa 60 km quadrati ai piedi dei monti Zemplen e ingloba 28 villaggi che possono vantare la tipicità di produzione del Tokaj.

Tokaj in Ungheria

La cantina Hètszolo nel villaggio di Tokaj

Nell’omonima cittadina non ci sono per la verità monumenti di rilievo. Si tratta di un classico borgo di campagna ma i veri tesori si nascondono nelle cantine vinicole in gallerie scavate nel terreno vulcanico, dove il bianco invecchiato più famoso al mondo riposa.  Tokaj deve il suo aspetto attuale alla costruzione di case di commercianti avvenuta intorno al XIX secolo nei dintorni di piazza Kossuth attraverso la cui porta si vede ancora oggi l’emblema dei commercianti. Alcune particolarità della città sono la Sinagoga, oggi centro culturale e di conferenze, e la miniera “Patkò-bànya” che ospita rappresentazioni all’aperto. Ancora una volta, gli edifici più famosi sono le cantine: sotto l’odierno centro storico corre un sistema di cantine pluricentenario. Tra queste, un posto di rilievo merita la cantina Ràkòczi sulla piazza centrale della città, dove secondo la leggenda nel 1526 Jànos Szapolyai è stato proclamato re.

Numerose sono le cantine private e le grandi cantine stabilitesi sui vigneti della zona vinicola che offrono degustazioni e vendono direttamente al pubblico, sia a Tokaj che in altri paesi di produzione. Tra queste, ad esempio, le Vigne e Cantine Disznoko di Tokaj, la Tokaj Hètszolo, le Vigne e Cantine Oremus di Tokaj e la Tokaj Kereskedohàz, le quali legano le moderne tecnologie enologiche con i metodi tradizionali. Nei dintorni, a Tarcal e Szerencs, si incontrano invece piccole cantine a conduzione familiare dove viene preparato il vino passito con procedimenti appresi dagli antenati.

Sarospatak

Sempre nella regione del nettare regale ungherese, non lontano dal confine con la Slovacchia, merita una visita il castello di Sarospatak (Rakoczi Var) residenza dei principi Rakoczi. Un luogo questo, che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia. Qui è nata nel 1207 sant’Elisabetta della casata Arpad, figlia del re Andrea II e la cittadina è stata il podere preferito dell’illustrissimo principe Ferenc Rakoczi II, protagonista della guerra d’indipendenza contro gli Asburgo. Ricco di particolari gotici e rinascimentali, il castello è composto da parti più vecchie (la Torre Rossa, la loggia tardo-rinascimentale Lorantffy e il palazzo del principe) e da aree più nuove dovute ad ampliamenti successivi, come quella in stile rinascimentale, ad opera di architetti italiani, che oggi ospita il museo storico del più noto principe della casata: Ferenc. Sulla strada esterna al castello si innalza la più grande chiesa gotica dell’Ungheria settentrionale con il suo altare barocco alto 16 metri.

Testo a cura della redazione, foto di

Castello di Sarospatak

Loggia rinascimentale nel castello di Sarospatak

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