Tunisia, tra archeologia e arte islamica
Le Guerre puniche, Annibale, gli elefanti, Scipione l’Africano. Sprazzi di storia che tornano alla mente ammantati da un’aurea mitica. Maioliche e decorazioni, come sabbia del deserto, si insinuano nelle pieghe di una lunga tunica blu: un Mediterraneo ormai scomparso. Un mare nostrum divenuto tale dopo epiche lotte con una città e una terra che, nella preziosità dell’arte islamica, ha ritrovato gli splendori che uno spietato vincitore aveva cercato di cancellare con il sale di Zama.



Cartagine e Sidi Bou Said
Della potente Cartagine rimangono poche rovine. Una decina di siti archeologici sparsi su un’area di oltre due chilometri, che riescono, solo parzialmente, a offrire un’idea del suo antico splendore. Per abbracciare con lo sguardo l’intera area archeologica è opportuno iniziare la visita dalla collina di Byrsa, dove si possono ammirare anche resti di abitazioni. Sempre sulla collina, è interessante il Museo di Cartagine. Conserva reperti punici di assoluto valore, una collezione di statue romane e un’mmancabile collezione di mosaici.
Di notevole interesse archeologico la zona del Tophet, il più antico luogo di culto cartaginese. Qui si consumavano i sacrifici umani, in genere bambini, che dovevano placare la collera dei terribili dei punici. Ogni singola stele che compone questo cimitero di 100 per 200 metri, rappresenta un bimbo sacrificato a Baal e Tanit. Va osservato come, una volta esaurito lo spazio a disposizione, l’area venisse ricoperta di terra, al fine di creare nuove sepolture. Questi tristi strati raggiungono i 3,5 metri di spessore. Meritano infine una visita l’anfiteatro, il più grande di tutta l’Africa imperiale, il parco delle ville romane e le terme di Antonino, che stupiscono per la loro maestosità.
Un piccolo villaggio di case imbiancate a calce, che si affaccia sul Mediterraneo. Questo è Sidi Bou Said, un paradiso in cui spiccano il blu delle inferiate e i vivaci colori di gerani e bouganville. Una semplice passeggiata attraverso le sue strette strade acciottolate, tra caffè, bancarelle di dolciumi e souvenir riconcilia con i colori del Mediterraneo. Se non fosse per la presenza della moschea, si potrebbe pensare di essere su un’isola dell’Egeo.
Tunisi: il museo del Bardo
Il Palazzo del Bardo è un’antica costruzione risalente al XVII secolo che ospita il più importante museo della Tunisia, probabilmente una delle maggiori collezioni di tutto il bacino del Mediterraneo. Le differenti sezioni coprono un immenso arco temporale: dalla preistoria al periodo punico, dalla dominazione romana all’epoca arabo-islamica.
Impossibile descrivere in maniera adeguata le sue incredibili ricchezze: tra i “pezzi” più importanti ricordiamo le statue romane ritrovate a Bulla Regia, i bellissimi mosaici romani provenienti dai siti di Dougga, Sousse (l’antica Hadrumetum), Althiburos e El Jem, le statue e i busti di imperatori romani risalenti al periodo tra il I e il III secolo, l’altare della gens Augusta ornato di bassorilievi, i reperti sottomarini scoperti al largo di Mahdia, le testimnonianze dell'arte islamica come piastrelle di maiolica smaltata, oggetti in bronzo, mobili, gioielli, merletti, oggetti in rame, strumenti musicali provenienti dall’Italia, dal Marocco e dall’Asia minore.



Hammamet
Hammamet è la città turistica per eccellenza. Grazie a un clima e a una posizione invidiabili, è la meta preferita di oltre mezzo milione di turisti all’anno. La città pullula di vita, presenta innumerevoli strutture ricettive, negozi, discoteche e ristoranti, ma conserva ancora il suo antico fascino nella medina, l’autentica anima di Hammamet. Il dedalo di viuzze che portano al suq, è chiuso dai bastioni arabi e sovrastati dalla Kasba. Quest’ultima, edificata nel Quattrocento, venne utilizzata dai francesi come roccaforte della Legione Straniera. Al centro della medina c’è la Grande Moschea. Nascosti nella zona degli alberghi si trovano, invece, gli scavi di Pupput, colonia romana che raggiunse il suo massimo splendore sotto l’imperatore Comodo.
Monastir
Anche Monastir attualmente vive la gloria turistica che accompagna l’intero golfo di Hammamet, ma la voglia di modernità e di balneazione di massa, non ha intaccato il fascino della città vecchia e dei suoi splendidi monumenti. Nella kasba, che domina l’antico abitato, si trova il Ribat, autentica fortezza nella fortezza, originariamente abitata dai murabiti, una sorta di monaci-guerrieri impegnati nella preghiera e nella lotta contro gli infedeli. Il piccolo museo al suo interno, conserva manoscritti, tessuti, vetri, ceramiche, monete, gioielli e un raro astrolabio risalente al 927.
Accanto al Ribat si trova la Grande Moschea, eretta ed ampliata tra il IX e l’XI secolo. Decisamente più recente, il progetto risale infatti al 1963, è la Moschea Bourguiba la cui sala della preghiera, con volte a crociera che poggiano su 86 colonne, può accogliere oltre 1.000 fedeli. Il grandioso Mausoleo Bourguiba, fiancheggiato da due alti minareti, al pari della moschea, è stato edificato nel pieno rispetto delle tradizionali tecniche decorative.



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