Campeche: Uxmal, la Ruta Puuc e Rio Bec

Uxmal

Merida è la “porta” ideale per entrare nell'area archeologica denominata “Via Puuc”. Si segue la carretera 261 in direzione sud lungo basse colline, piuttosto aride, che movimentano il monotono paesaggio che porta a Uxmal. Espressione della raffinata architettura del tardo periodo classico (600-900 d.C.), Uxmal è anche un pregevole esempio delle capacità ingegneristiche Maya e si contraddistingue per una serie di cisterne finalizzate alla conservazione dell'acqua. L'approvvigionamento idrico era infatti un problema di assoluta preminenza causa l'assenza di fiumi superficiali e la natura carsica del territorio, come è testimoniato dall'assidua presenza di raffigurazioni di Chac, il dio della pioggia.

Uxmal, piramide dell'Indovino

All'interno dell'area archeologica di Uxmal spicca la spettacolare Piramide dell'Indovino (Piramide del Adivino), una costruzione a pianta ovale su 5 livelli, di oltre 35 metri di altezza, con la facciata principale riccamente decorata. Al suo lato il misterioso Quadrilatero delle Monache (Cuadrangulo de las Monjas), un'impressionante struttura di ben 74 stanze, adornate dalle sculture dell'onnipresente volto di Chac. Davanti al Cuadrangulo ecco il campo da gioco della palla, sovrastato dalla Casa delle Tartarughe (Casa de las Tortugas).

Poco oltre è la volta del Palazzo del Governatore (Palacio del Gobernador), l'autentico capolavoro dell'architettura Puuc. E' composto da un lungo edificio diviso in tre settori uniti tra loro mediante archi, la cui facciata, riccamente decorata da splendide sculture e fregi a mosaico, è guardata a vista dal trono del giaguaro. La visita si conclude con la Grande Piramide, di oltre 30 metri d'altezza. Dalla cima del tempio si gode una meravigliosa vista sull'intero sito archeologico, e sulle cuspidi triangolari che adornano El Palomar.

La Ruta Puuc, i principali siti archeologici

Lungo la Ruta Puuc spiccano numerosi altri siti archeologici che corrispondono ad altrettante città satelliti di Uxmal: Kabah, Sayil, Xlapak, Labná e più a sud Edzná sono piccole perle che nella complessità delle loro architetture contribuiscono, attraverso le parole delle pietre, a riscrivere l'affascinante storia di questo popolo. Ogni singolo sito rappresenta un tassello di quello splendido mosaico che è l'architettura in stile Puuc. A circa 20 km a sud di Uxmal ecco la prima di queste meraviglie: Kabah, con il suo palazzo Codz Poop (Palacio de las Mascaras) dal quale emergono lungo l'intera facciata oltre 250 maschere raffiguranti Chac, facilmente riconoscibile per gli occhi fissi e sbarrati, un pronunciato naso adunco ed evidenti denti sporgenti.

A una decina di chilometri sorge l'area archeologica di Sayil dove spicca il bellissimo ed estremamente elaborato Palazzo a tre piani (El Palacio), contraddistinto da un'immensa facciata di circa 85 metri: una continua alternanza di colonne e maschere divine. Pochi chilometri ed ecco Labná, un'area archeologica di assoluto interesse. Per il suo famoso Arco, l'osservatorio (El Mirador) e il Palacio di notevoli dimensioni con numerose incisioni, ma anche per la magica atmosfera che lo circonda, con la vegetazione che avvolge il Palacio e il lungo viale che collega gli edifici, Labná riesce ad evocare l'incredibile fascino dell'esplorazione.

Sito di Sayil

Campeche

Torniamo all'atmosfera spagnola, a Campeche, sul golfo del Messico. Capitale dell'omonimo stato federale, Campeche è stata dichiarata patrimonio dell'umanità e in effetti, il suo centro storico è uno splendido esempio di architettura coloniale e militare. Delle spesse mura che difendevano la città dalle numerose incursioni piratesche, sono rimasti i celebri Baluartes, tra i quali sono visitabili quelli di Santiago, de San Pedro e de la Soledad che ospita una collezione di stele Maya provenienti dal sito di Edzná.

Decisamente interessante sono poi gli eleganti e colorati palazzi in stile coloniale del centro e la secentesca Cattedrale dell'Immacolata Concezione. Tra i pezzi pregiati di Campeche è il Museo de la Cultura Maya, ospitato nel Fuerte de San Miguel, che nonostante la ridotte aree espositive raccoglie alcuni reperti di inestimabile bellezza (gioielli, vasi, maschere, armi, statuette…) tra i quali spiccano le maschere funerarie in giada provenienti dal sito di Calakmul. Lo stesso forte, comunque, merita una visita. Protetto da fossato e ponte levatoio, è un compatto complesso difeso da cannoni, dalla cui sommità si gode di un superbo panorama.

I siti di Río Bec

Un lungo trasferimento verso sud lungo la carretera federal 261 fino a Escársega, e poi ancora a est, in direzione di Chetumal, capitale dello stato di Quintana Roo, è lo sforzo necessario per completare l'anello della penisola yucateca. Avrete modo così di risalire la costa caraibica orientale fino a Cancun e scoprire le bellezze storiche e naturalistiche della Riviera Maya (vedi il nostro articolo dedicato).

A metà del trasferimento da Escarsega a Chetumal si incontrano i siti di "Río Bec", un complesso di circa 12 aree archeologiche visitabili. E' la giungla incontaminata a dominare un territorio completamente pianeggiante e a nascondere ancora tante testimonianze Maya, come l'interessante sito di Calakmul, altre più facili da raggiungere, danno la possibilità di avvicinare il cosiddetto stile “Río Bec”, caratterizzato da lunghi e bassi edifici, sormontati da alte torri. Nel sito di Chicanná una grande apertura, contornata da un mosaico in pietra a forma di bocca di serpente, caratterizza la Estructura II, mentre il vicino sito di Becán vanta edifici di grande pregio, come la cosiddetta Estructura VIII, un grande tempio con due torri gemelle; e l'Estruttura IX, la costruzione più elevata dell'intero sito.

Testo di C. Pinotti, fotografie di A. Fanzini

Kabah, maschere di Chac

Informazioni turistiche

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