Vigoleno, borgo medioevale

All'ingresso di Castell'Arquato, sulla provinciale in direzione Fiorenzuola d'Arda, si dirama una strada panoramica con splendide viste sui vigneti dei colli piacentini, zona di produzione tipica di rinomati vini Doc: i rossi Gutturnio, Bonarda e Barbera e i bianchi Ortrugo, Malvasia e Monterosso val d'Arda. Superata la frazione Costa Stradivari si arriva a Bacedasco Alto, si devia a destra. La strada scende nella vallata adiacente del torrente Ongina per poi risalire sul crinale della val Stirone fino all'incantevole Rocca di Vigoleno.

Vigoleno

Vigoleno è uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia, un “fazzoletto medioevale” circondato da viti e dominato dall’alta torre del castello, fatto edificare dagli Scotti nel XII secolo. L’originaria cinta muraria, ancora oggi come sette secoli fa, difende il piccolo abitato, l’oratorio della Madonna del Latte (detto anche della Beata Vergine delle Grazie) e la parrocchiale di San Giorgio, che nella tipica agiografia medioevale consente di ripercorrere le vicende del santo cavaliere uccisore del drago.

La parrocchiale, di potente bellezza romanica, con tutta probabilità risale alla metà del XII secolo. Oltrepassato il bel portale, che si apre su una facciata realizzata in pietra locale, l’interno appare austero, buio, trasposizione di quella costrizione dell’anima che esplode nella bellezza di capitelli antropozoomorfi, tipicamente romanici. Tornati alla luce, lo sguardo abbraccia nuovamente le mura del castello che racchiudono il piccolo borgo. Con un briciolo di fantasia, non è difficile scorgere tra queste strette vie la sagoma di un armigero a cavallo o percepire il cadenzato lamento di un postulante posto all’ingresso della chiesa.

Il borgo, infatti, più che per i suoi notevoli monumenti, affascina per la sua particolare atmosfera, per quel suo essere raccolto attorno alla rocca, per quel suo senso di appartenenza a un’epoca ricca di infiniti contrasti che ancora ammaliano. Con calma, per non subire improvvisi choc da modernità, dopo la visita della rocca, si può completare il circuito scendendo verso Groppo e Franchini, e al bivio di fondo valle risalire rientrando a Castell'Arquato, con splendide viste sulla Rocca Viscontea, per edulcorare il ritorno alla quotidianità.

Testo e foto a cura della redazione

FiguranteVigolenoFesta medioevale

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