Viaggio a Vilnius capitale della Lituania

C’è più di un motivo per parlare di Lituania in questo nuovo anno e c’è più di un motivo per credere che Vilnius sarà la città rivelazione del 2009. Alla capitale lituana, infatti, è stata affidata la missione di diventare la Capitale Europea della Cultura 2009 (insieme a Linz, in Austria), perché tra tutti i nuovi membri dell’Unione Europea, si è dimostrata la più pronta ad accogliere la vecchia tradizione culturale europea senza rinunciare alle sfide del presente. Il 2009 è anche l’anno in cui la Lituania celebra l’anniversario del millennio del proprio nome che, a quanto tramanda la storia, fu pronunciato per la prima volta nel 1009 in un testo latino.

Vilnius, chiesa di Sant'Anna e dei Bernardini

Il primo dato di fatto è questo: che la Lituania è lo stato più antico del Baltico e Vilnius la città dell’Europa orientale con il centro storico più grande e meglio conservato, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco dal 1994. Di risaputo c’è anche che la capitale si avvanta di uno stile architettonico unico, caratterizzato da un amalgama armonioso di più stili differenti che restituiscono a piazze e strade una inequivocabile eleganza. Di fascino, per l’esattezza, Vilnius ne ha da vendere, tra atmosfere gotiche, barocche e neoclassiche, ambienti puliti e raffinati dove il traffico cittadino vi entra in punta di piedi o non vi entra affatto, edifici religiosi e musei che lasciano spazio a laboratori d’arte nei vicoli più nascosti o nei quartieri più egocentrici (Užupis su tutti, che si è dichiarato simbolicamente repubblica indipendente per la sua marcata espressività individuale).

Una città, non ultimo, al confine tra due mondi – occidente e oriente - e, dunque, se vogliamo, già avvezza a certo eclettismo culturale nonché ad uno spirito di tolleranza che trova felici integrazioni nella voglia di libertà ed emancipazione che il progresso degli ultimi tempi ha innescato senza dubbio in tutto il paese. La nomina a Capitale Europea della Cultura 2009 suona dunque come un passo obbligato verso un riconoscimento che era già nell’aria. Sì perché Vilnius è anche la città leader per quanto riguarda le iniziative politiche ed economiche degli Stati Baltici ed ha ospitato numerosi meeting di importanza internazionale. Il centro d’affari situato sulla sponda destra del fiume Neris è il simbolo dello sviluppo dinamico e accelerato della città. E a questo dinamismo che apre le porte sembra ispirato il programma per l’anno come Capitale della Cultura, intitolato significativamente “Culture live”, ovvero cultura viva, che cambia e si rinnova e che rimane aperta a chiunque abbia voglia di parteciparvi creativamente. Sono previsti circa 900 eventi durante tutto l’anno.

Vilnius, la Cattedrale

Senamiestis, la Città Vecchia

Il cuore storico di Vilnius (la barocca Senamiestis, la Città Vecchia), è situato nella zona circostante la Piazza della Cattedrale nella quale convergono, come è facile prevedere, alcuni dei più significativi monumenti cittadini così come piccoli dettagli che fanno grande la magia di Vilnius. Ad esempio, una mattonella particolare si trova tra la Cattedrale e il Campanile: fu il punto esatto da cui nel 1989 ebbe inizio la cosiddetta Strada Baltica, ovvero una catena umana di abitanti dei Paesi Baltici che si estese fino a Riga e Tallin per ben 595 km, nel tentativo di smuovere le acque per una auspicabile battaglia per l’indipendenza. La Torre del Castello del Gran Duca Gediminas, fondatore di Vilnius, non può che essere il simbolo della città e si staglia superba nel cielo della Città Vecchia regalando a chi vi sale uno dei più bei panorami, insieme a quello godibile dalla collina di Užupis, soprannominata la Montmartre lituana, con lo speciale belvedere in Via Subačiaus.

La Cattedrale neoclassica di San Stanislao e San Vladislao (Basilica di Vilnius) è la chiesa più importante della Lituania, nella cui cripta sono sepolti molti nobili, vescovi e duchi che hanno fatto la storia del Gran Ducato di Lituania. Nel Mausoleo dei Sovrani situato sotto la Cappella di San Casimiro, si trovano le spoglie del Gran Duca di Lituania e Re di Polonia Alexander: è l’unico sovrano polacco e lituano a trovare sepoltura a Vilnius. Sono ancora ben conservate le antiche mura della chiesa risalenti al XIII-XIV secolo e il più antico affresco lituano, dipinto nel XIV secolo. Di fronte alla Cattedrale svetta la Torre Campanaria alta 57 metri il cui aspetto attuale risale alla ricostruzione avvenuta 200 anni fa e ad interventi successivi in tempi più recenti. Alle spalle della Cattedrale il Castello Inferiore, meglio conosciuto come Palazzo Reale, ostenta la magnificenza del periodo d'oro del Granducato di Lituania (XVI secolo). Completamente distrutto nell'Ottocento e mai più ricostruito sorge oggi a nuova vita dopo imponenti lavori iniziati nell’anno 2002, in vista dell’importante traguardo del 2009.

Il Castello Superiore fu costruito sulla collina per proteggere la città dai crociati i quali attaccarono la capitale lituana ben otto volte (l’ultima nel 1402) senza mai riuscire ad espugnare il Castello di Vilnius. In seguito distrutto durante la guerra con la Russia nel XVII secolo, l’edificio venne abbandonato per lungo tempo fino alla sua parziale ricostruzione che vede oggi spiccare la torre occidentale, meglio nota come Torre Gediminas, che attualmente ospita un museo. E’ possibile raggiungere la Torre Gediminas a bordo della funicolare che parte dal cortile interno del Museo Nazionale di Lituania, oppure a piedi lungo un sentiero acciottolato che parte dal Parco Sereikiškes. La eco del nome Gediminas risuona in molti monumenti di Vilnius, compresa la statua equestre omonima nella piazza della cattedrale, celebrativa del mitico personaggio della storia lituana. Oltre ad essere il fondatore di Vilnius e Trakai, Gediminas (vissuto tra il 1275 e il 1341), fu anche uno dei più celebri sovrani della Lituania la cui fama può essere paragonata solo a quella del nipote Vytautas il Grande.

Piazza del Municipio di Vilnius

Di questo nucleo storico più antico da dove si diramano viottoli densi di pittoreschi scorci, la strada più vecchia, da percorrere a piedi, è la colorata Via Pilies, un tempo arteria principale che collegava il Castello e, per questo, anche nota come la via del Castello. Vi sono transitati, nella loro marcia verso la fortezza, re, legati pontifici e rappresentanti di altri paesi, mentre oggi è il via vai di turisti e gente locale ad animarne tutte le diramazioni che oggi sono divenute traverse della via ricca di birrerie, caffè e locali. Ancora una volta è la commistione di stili ad attirare lo sguardo camminando lungo l’aristocratica via: il numero 12 e 14 sono, ad esempio, edifici gotici, il numero 4 è un edificio rinascimentale con una scala capitolare ed il frontone della Chiesa di San Giovanni è in stile barocco.

Testo a cura della redazione - foto di A. Fanzini

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