Wroclaw: Raclawicka e le Chiese della Pace

Il museo del Panorama Raclawicka

Ricca di fascino e cultura, Breslavia è una meta che potrebbe stregare qualsiasi appassionato d’arte anche per la presenza di importanti musei quali il Museo Nazionale, il Museo di Architettura, il Museo Archeologico e il Museo Militare. Ma la vera perla artistica della città è il celebratissimo Panorama Raclawicka, ovvero il Panorama della battaglia di  Raclawickza, realizzato a Leopoli (L’viv) alla fine del XIX secolo dai pittori Jan Styka e Wojciech Kossak, per celebrare il centenario della battaglia del 4 aprile 1794, che vide i Polacchi capitanati dall'eroe nazionale Tadeusz Kosciuszko sconfiggere l'esercito imperiale russo.

Il Panorama Raclawickza

Panorama della battaglia di  Raclawickza

Si tratta di un esempio strepitoso della tecnica del diaporama, antesignana del cinema, che permette di visionare come in un lungo piano sequenza tutte le prospettive delle scene della battaglia. Per questa sua peculiarità, il dipinto venne gelosamente conservato come una reliquia durante tutta la seconda guerra mondiale. Oggi quest’opera monumentale (parliamo di un dipinto panoramico di 120x15 metri) è una vera e propria istituzione nazionale ed è assolutamente necessaria la prenotazione per poterla vedere.

Breslavia è una città che richiederebbe almeno due o tre giorni interi per poter essere apprezzata in tutte le sue sfaccettature e risorse, ancora poco note e c’è da chiedersi se non sia in parte una fortuna. Ci sono i Giardini giapponesi, ad esempio, inclusi nel parco Szczytnicki dove passeggiare rilassandosi con il sottofondo di scroscianti cascate e corsi d’acqua, c’è la Passeggiata delle Fortificazioni, immersa nel verde per una corsa indietro nel tempo lungo la riva sinistra dell’Oder e c’è il Cimitero ebraico con 1200 tombe, che spicca nella lista dei cimiteri ebraici meglio conservati della Polonia.

La Bassa Slesia: le Chiese della Pace

I dintorni non sono da meno e offrono alcuni tesori protetti dall’Unesco come Patrimoni mondiali dell'umanità. Ci riferiamo alle Chiese della Pace che si trovano immerse nella tranquilla campagna slesiana, a 50/60 chilometri a sud di Breslavia nelle località Jawor e Swidnica. Sono state costruite nel XVII secolo per celebrare la fine della Guerra dei Trent’Anni dopo il trattato di Westfalia che aveva riconosciuto libertà di fede ai protestanti della cattolicissima Slesia, pur con alcune specifiche restrizioni legate proprio alla costruzione di edifici religiosi: banditi tutti i materiali fuorché quelli naturali di legno, paglia e terra, niente campanili o altri segni specificatamente religiosi e prossimità territoriale (per l’esattezza, un tiro di cannone) dal centro cittadino.

La grande fede dei protestanti li portò a concepire una prodezza tecnica senza precedenti. Delle tre chiese originarie sono sopravvissute solo due, quella dello Spirito Santo di Jawor (Kosciol Pokoju pw Ducha Swietego) con balconate decorate da scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, e quella della Santissima Trinità di Swidnica (Kosciol Pokoju pw Trojchy Swietej) che può accogliere 7500 persone. La terza, quella di Głogów, bruciò nel 1758. Costruite interamente in legno, paglia e argilla, rimangono tutt’ora un esempio di architettura in legno con struttura a graticcio tra i più spettacolari in Europa, oltre ad essere di sicuro tra i più grandi simboli di ricerca della libertà religiosa.

Chiesa della Pace di Jawor in Slesia

Chiesa della Pace di Jawor

Testo a cura della redazione, foto di A. Fanzini

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